Bolotana, benvenuti nel paese delle centenarie

C’è un paese, in Sardegna, dove le donne over 70 hanno il triplo delle probabilità di arrivare a 100 anni. Per i ricercatori potrebbe trattarsi di una nuova zona blu finora sconosciuta

Bolotana, benvenuti nel paese delle centenarie
Bolotana, vista aerea dalla cima di Punta Palai, Daniele Corda per Shutterstock

A Bolotana, duemila abitanti alle pendici del Marghine, nel cuore della Sardegna, la longevità è una tradizione di famiglia. Tanto da attirare studiosi e ricercatori che da tutto il mondo sono arrivati qui per studiare la nuova frontiera della longevità.

L’isola peraltro è da decenni nell’olimpo mondiale di chi ha superato il secolo di vita. Dal 1999, quando uno studio scoprì un’incredibile concentrazione di centenari nella provincia di Nuoro, è considerata una delle cinque zone blu del pianeta, insieme a Okinawa, Nicoya, Icaria e Loma Linda. Ma quella zona blu storica, tra Barbagia e Ogliastra, era nota soprattutto per gli uomini.

A Bolotana, invece, il primato è tutto al femminile. Una ricerca pubblicata su Frontiers in Aging ha analizzato i registri civili e parrocchiali del paese e ha scoperto che tra i nati dal 1900 al 1925, su 3.060 persone, 38 hanno superato il secolo di vita. Un indice di longevità estrema superiore del 57% alla media nazionale.

Il dato che ha stupito i ricercatori riguarda però le donne. Tra coloro che raggiungono i 70 anni, la probabilità di arrivare a 100 è del 13,83%, contro il 4,92% degli uomini e il 3,5% della media italiana. A Bolotana, una donna di 70 anni ha un’aspettativa di vita residua di quasi 21 anni. Numeri che pongono il paese del Marghine secondo solo a Hong Kong nella classifica mondiale della longevità femminile.

Perché a Bolotana si vive così a lungo?

Le risposte degli studiosi sono prudenti, ma suggestive. Giovanni Mario Pes, professore dell’Università di Sassari e coordinatore della ricerca, ha spiegato al Guardian che il fenomeno è “più eccezionale” della zona blu sarda originale, perché qui prevale la longevità femminile. Lo studio si è limitato a documentare il fenomeno, senza azzardare teorie definitive. Ma alcune piste emergono dalle abitudini quotidiane degli abitanti.

Il sindaco Francesco Manconi ha raccontato al Corriere che il segreto starebbe in un mix di alimentazione ricca di cereali e verdure, natura incontaminata e camminate anche di venti chilometri al giorno.

Bolotana ha strade ripide, percorse a piedi, e una parte importante del cibo viene prodotta localmente, a cominciare dall’olio d’oliva. Le famiglie tendono ad abitare vicine e l’isolamento sociale è raro. Pes ha sottolineato ciò che più lo ha colpito: le “relazioni sociali molto intense e molto reali” che le centenarie mantengono per tutta la vita.

Cosa significa zona blu

Il termine “zona blu” fu coniato all’inizio degli anni Duemila da Dan Buettner, esploratore di National Geographic, per indicare le aree del mondo con la più alta concentrazione di centenari.

Oggi ne esistono cinque riconosciute: Okinawa in Giappone, la penisola di Nicoya in Costa Rica, l’isola di Icaria in Grecia, Loma Linda in California e la zona montana della Sardegna centro-orientale. Bolotana ambisce a diventare la sesta, ma con una differenza sostanziale rispetto alla zona blu sarda storica.

Mentre la zona originale tra Barbagia e Ogliastra era famosa per gli uomini centenari, a Bolotana il fenomeno è quasi esclusivamente femminile. Nel 2024 il paese contava sei centenari su poco più di duemila abitanti; nel 2025 erano diventati dodici, per poi scendere a sei, tutte donne.

Le due più anziane hanno 102 anni. Buettner ha dichiarato che Bolotana è, per alcuni indicatori, “la zona blu più straordinaria” perché, mentre le altre sono in declino, questa è in espansione: ogni anno ci sono più centenari.

Il ruolo degli archivi e la validazione dei dati

Uno degli aspetti più solidi dello studio è la verificabilità dei dati. I ricercatori hanno incrociato registri civili, archivi parrocchiali e genealogie familiari, ricostruendo le storie di vita di oltre un secolo. S. Jay Olshansky, epidemiologo dell’Università dell’Illinois a Chicago e coautore dello studio, ha spiegato che “ogni singola persona che ha superato i 100 anni può essere validata. Non c’è ambiguità”.

Questo aspetto è cruciale in un campo dove alcune concentrazioni di ultracentenari sono state contestate per l’incertezza delle registrazioni.

L’archivista del Comune, Vittorio Romerio, e il parroco don Pier Paolo Calaresu hanno messo a disposizione documenti che hanno permesso di mappare la popolazione bolotanese per un intero secolo. Un patrimonio di memoria che ha reso Bolotana un caso di studio raro per la demografia gerontologica.

Quali prospettive per Bolotana e per la Sardegna

La candidatura di Bolotana a nuova zona blu non è solo una questione scientifica. Il sindaco Francesco Manconi, in un’intervista al Corriere, ha sottolineato che i centenari “rappresentano la nostra storia, la nostra identità culturale” e ha espresso la speranza che questo riconoscimento possa attrarre turisti e nuovi residenti, invertendo lo spopolamento che ha colpito il territorio.

Bolotana, infatti, come molte aree interne della Sardegna, lotta contro l’esodo giovanile e l’invecchiamento della popolazione. La longevità, paradossalmente, è al tempo stesso la sua ricchezza e la sua sfida.

La ricerca su Frontiers in Aging non pretende di aver trovato la ricetta dell’immortalità. Ma offre un’opportunità rara: studiare una comunità dove l’invecchiamento è come deve essere: una fase della vita ancora piena di relazioni, movimento e partecipazione.

Se Bolotana diventerà ufficialmente la sesta zona blu del mondo, non sarà solo per i suoi numeri. Sarà perché quei numeri raccontano una storia di donne che, a cent’anni, continuano a cucinare insieme, a camminare e a prendersi cura le une delle altre.

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