Promuovere un invecchiamento attivo è ormai la vera scommessa per il futuro del welfare, dove l’equazione terza età\ RSA non è più un esito scontato. Da questa prospettiva ha preso quota il nuovo progetto del comune di Rimini: trasformare il centro storico, tra le mura riqualificate dell’ex Convento dei Servi e dello stabile dei Tigli, in un quartiere concepito a misura di longevità, grazie al supporto di operatori specializzati.
Il focus del progetto è non fare del complesso una sorta di ‘dormitorio assistito’, ma trasformarlo in una piattaforma abitativa e sociale che tuteli l’indipendenza dei senior, protetti da una rete comunitaria e sanitaria pronta a intervenire in caso di bisogno.
“Il polo dei Servi e dei Tigli – spiega l’assessore Kristian Gianfreda – nasce con un’ambizione. Non concentrare semplicemente servizi in un luogo, ma fare di quel luogo una piattaforma capace di portare innovazione, competenze e sostegno anche nelle case degli anziani”.
Il ruolo della domotica
Entrare nel complesso restituito alla città dopo un lungo lavoro di riqualificazione, significa prendere visione di come stia cambiando il concetto di abitazione per gli over 65. Rifacendosi al modello di cohousing, il nuovo progetto sociale mette insieme 23 alloggi – per la precisione 15 monolocali e 8 bilocali – disegnati con l’obiettivo di garantire la privacy abbattendo allo stesso tempo la barriera dell’isolamento.
Qui, infatti, la tecnologia ha il compito di proteggere la salute degli occupanti senza risultare invasiva. Sensori anticaduta, rilevatori per le fughe di gas e pulsanti per le chiamate d’emergenza trasformano ogni appartamento in un guscio sicuro.
Allo stesso tempo, per favorire la socialità e l’invecchiamento attivo, la struttura offre salotti comuni, angoli di verde e luoghi d’incontro dove scambiare due chiacchiere o fare colazione insieme.
A fare da collante c’è la presenza quotidiana di un operatore sociale, una figura flessibile che non agisce da ‘sorvegliante’, ma da animatore della comunità e da ponte verso i servizi medici del territorio. È un equilibrio sottile che permette agli anziani di conservare le proprie abitudini, le chiavi di casa e, soprattutto, la propria preziosa indipendenza.
Un paracadute per le dimissioni protette
Ma qui non si parla solo di garantire l’autonomia per un invecchiamento attivo. Gli alloggi sono destinati a persone segnalate dai servizi sociosanitari nell’ambito della rete distrettuale per gli anziani. I residenti hanno a disposizione ogni giorno la presenza di un operatore con funzioni di supporto, monitoraggio e facilitazione della vita comunitaria, oltre che di collegamento con i servizi territoriali.
La maggiore disponibilità di alloggi consentirà inoltre di offrire risposte flessibili a situazioni di fragilità, comprese le esigenze temporanee e i percorsi successivi alle dimissioni protette dall’ospedale.
Nella nuova struttura comunale l’anziano trova un luogo protetto dove rimettersi in salute e fare riabilitazione prima di tornare alla vita di sempre, evitando alle famiglie corse contro il tempo e alle strutture sanitarie ricoveri impropri. Una sinergia virtuosa che vede remare dalla stessa parte il Comune di Rimini, l’Azienda USL Romagna, l’ASP (proprietario del complesso) e il mondo del Terzo Settore.
Palestre, giardini e corsi per caregiver
La vera medicina per un invecchiamento attivo e in salute, avvertono da tempo gli esperti, è fare movimento, mangiare bene e stare in compagnia. Il modello di invecchiamento attivo scelto per il complesso dei Servi e dei Tigli punta tutto sulla prevenzione primaria per rallentare il decadimento cognitivo e muscolare.
I residenti avranno a disposizione una palestra interna, una sala per la ginnastica mentale e persino un’area fitness all’aria aperta immersa nel verde del giardino.
Ma l’aspetto più innovativo è la porosità della struttura verso l’esterno. Il Polo non è un’isola felice chiusa in se stessa, ma una porta aperta sulla città. Diventerà una ‘scuola di assistenza’ dove parenti e caregiver potranno imparare dagli esperti le tecniche migliori per accudire i propri cari a casa.
Inoltre, con una sala polivalente connessa al centro sociale di quartiere, il complesso ospiterà laboratori e momenti di festa aperti a tutti i senior del centro storico, mescolando le generazioni e riattivando il tessuto sociale del quartiere.
Così la longevità diventa una risorsa
Dietro a questo cantiere sociale c’è l’uso mirato delle risorse europee del PNRR (Missione 5, “Inclusione e coesione”), che hanno permesso di recuperare un immobile storico rendendolo accessibile, ecologico e soprattutto utile. Un segnale di come il denaro pubblico possano trasformarsi in welfare materiale e ad alto impatto umano.
Promuovere l’invecchiamento attivo in una società anziana come quella attuale non si traduce in un gesto di assistenzialismo o di ‘cortesia’ verso chi ha i capelli bianchi. È invece un investimento strategico sul futuro della comunità.
Trasformare la fragilità in autonomia significa sollevare il sistema sanitario, restituire serenità alle famiglie e dare ai nostri anziani la possibilità di continuare a essere quello che sono sempre stati: il pilastro e la memoria viva della società.