All’Expo 2025 di Osaka, in Giappone, presso il Padiglione Italia sarà presentato il progetto Chedar. Coordinato dall’Università di Firenze, punta a realizzare un centro di ricerca e alta formazione dedicato all’uso delle tecnologie avanzate per la protezione del patrimonio culturale. Tra le proposte in programma l’esplorazione immersiva degli affreschi della Cappella Brancacci e una ricostruzione virtuale della Grotta degli Animali.
Il 30 agosto, presso il Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka, sarà presentato ufficialmente CHEDAR – Cultural Heritage Digitalisation and Reconstruction, un progetto internazionale dedicato alla digitalizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale. Coordinato dall’Università di Firenze con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca, Chedar rappresenta una delle più ambiziose iniziative europee nate dal programma Legacy di Expo 2020 Dubai, dove aveva già riscosso un ampio successo con la replica digitale e fisica in scala 1:1 del David di Michelangelo.
Chedar, un progetto per salvare il patrimonio mediterraneo
Il progetto, che coinvolge università, enti di ricerca, istituzioni Afam e partner internazionali come Icomos Italia e Cipa Heritage Documentation, punta a costituire un Centro di ricerca e alta formazione dedicato all’uso delle tecnologie avanzate per la protezione del patrimonio culturale, con una particolare attenzione all’area mediterranea. Tra le tecnologie adottate rilievi 3D, digital twins, modelli predittivi di rischio, intelligenza artificiale, diagnostica ambientale e soluzioni per l’accessibilità culturale. L’obiettivo è sviluppare modelli replicabili per la documentazione, la protezione e la trasmissione dei beni culturali, promuovendo un approccio integrato tra scienze umane e digitali.
Se l’arte è a rischio, la risposta è digitale
Ad Expo 2025 Osaka, infatti, Chedar si presenterà con il tema “Mediterranean Heritage in the Digital Era: Facing Risks and Building Sustainability”. Il programma prevede due panel tematici. Il primo dal titolo “Reimmaginare il patrimonio” propone un confronto sulla creatività nei musei, la riproduzione digitale e l’accessibilità culturale, con interventi di università, istituti di ricerca e industrie creative. Il secondo, “Gemelli (in)fedeli”, offre una riflessione su come i “digital twin” e le tecnologie diagnostiche mobili possano supportare strategie di mitigazione del rischio in musei e territori colpiti da cambiamenti climatici e conflitti.
In attesa di Riyad 2030
Si terranno, inoltre, cinque workshop immersivi, tra cui l’esplorazione XR degli affreschi della Cappella Brancacci e una ricostruzione virtuale della Grotta degli Animali della Villa medicea di Castello. Expo Osaka rappresenta una tappa strategica per CHEDAR, che proseguirà il suo percorso fino all’Expo 2030 Riyadh, consolidando per la prima volta l’idea di un’Esposizione Universale in una forma permanente e articolata.
Il video dedicato al progetto Chedar di Expo Osaka 2025
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