Gli Stati Uniti lasciano l’Unesco. La decisione sarà effettiva dal 31 dicembre del prossimo anno. “Per quanto deplorevole, questo annuncio era atteso e l’Unesco si è preparata”, ha dichiarato il direttore generale Audrey Azoulay.
“Le ragioni avanzate dagli Stati Uniti per il ritiro dall’Organizzazione sono le stesse di sette anni fa, anche se la situazione è molto cambiata – ha detto il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay -. Queste affermazioni contraddicono anche la realtà dell’impegno dell’Unesco, in particolare per quanto riguarda la didattica sull’Olocausto e la lotta all’antisemitismo”.
Gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Unesco principalmente a causa di accuse di pregiudizi anti-israeliani e della percezione di una eccessiva politicizzazione dell’organizzazione. Si sono aggiunte poi preoccupazioni sulla gestione finanziaria e la convinzione che la partecipazione non fosse nell’interesse nazionale, anche a fronte di centinaia di milioni di dollari di quote non pagate. Storicamente, critiche simili avevano già portato a un precedente ritiro negli Anni ’80.
La reazione dell’Unesco alla decisione di Trump
Nonostante le polemiche con Trump l’Unesco, dal canto suo, ha sottolineato come il suo operato abbia ricevuto unanime apprezzamento da parte di importanti organizzazioni come lo United States Holocaust Memorial Museum, il World Jewish Congress e l’American Jewish Committee. Continuerà quindi a svolgere le proprie missioni nonostante la riduzione delle risorse e proseguirà la collaborazione con i partner americani nel settore privato, accademico e non-profit, mantenendo il dialogo politico con l’amministrazione e il Congresso statunitensi.
Gli Stati Uniti lasciano l’Unesco dal 31 dicembre del prossimo anno
La decisione confermata da Washington sarà effettiva a partire dal 31 dicembre del prossimo anno. Azoulay però ha voluto ricordare che questa decisione è in contraddizione con i principi fondamentali del multilateralismo. Potrebbe avere ripercussioni soprattutto sui partner negli Usa, come già accaduto nel 2017.
L’Unesco ha puntualizzato che il contributo finanziario degli Stati Uniti ammonta ora all’8% del suo bilancio. Ora l’ente è in una posizione finanziaria migliore grazie al sostegno costante di numerosi Stati membri e ai contributi privati. Ha inoltre evidenziato che questi contributi volontari sono raddoppiati dal 2018. Infatti, nonostante il primo ritiro del presidente Donald Trump nel 2017, l’Unesco ha intensificato i suoi sforzi per intervenire ovunque la sua missione potesse contribuire alla pace, dimostrando la natura cruciale del proprio mandato.
La Cina: ‘Trump esce da Unesco? Paesi responsabili non fanno così’
“Questa non è l’iniziativa che un grande Paese responsabile dovrebbe prendere”. Sono le parole del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, dopo che gli Usa hanno annunciato che si ritireranno nuovamente dall’Unesco. “La Cina ha sempre sostenuto fermamente il lavoro dell’Unesco”, ha aggiunto. Forse sottointendendo che l’organizzazione svolge un ruolo cruciale nella promozione della pace e della cooperazione internazionale attraverso l’istruzione, la scienza e la cultura, e che la decisione statunitense indebolisce il multilateralismo e la solidarietà globale.
(Foto apertura: Novikov Aleksey/Shutterstock.com)
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