Il recente attacco missilistico ha spaccato in due la comunità iraniana a Roma. La capitale è diventata teatro di due manifestazioni contrapposte.
Un popolo, due reazioni distinte. Da una parte chi condanna l’attacco missilistico sull’Iran da parte di Israele e Stati Uniti, dall’altra chi festeggia l’uccisione di Ali Khamenei e la possibile fine della Repubblica islamica.
Sullo sfondo c’è Roma. La Città Eterna, come centinaia di altre grandi capitali in ogni angolo del mondo, dal giorno stesso dell’avvio del conflitto, sabato 28 febbraio, ha accolto le diverse manifestazioni organizzate soprattutto da cittadini iraniani della diaspora.
Lunedì 3 marzo la manifestazione sotto all’ambasciata Usa, a pochi passi da Vittorio Veneto per condannare l’intervento militare. Mentre Piazza Santi Apostoli martedì 4 ha ospitato il sit in nazionale organizzato dall’associazione “7ottobre”, presieduto da Stefano Parisi, che invece applaude all’iniziativa di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
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