Monica Maggi ha trasformato i banchi di Serpentara a Roma, in una biblioteca a cielo aperto. Recupera volumi destinati alla discarica e li offre gratuitamente ai passanti «Il libro è cibo e qui, tra la frutta e il pesce diventa un incontro umano che salva dalla solitudine»
Si chiama Monica Maggi ma, attraverso i social, è conosciuta anche come la libraia felice. Una libraia insolita, Monica, che recupera i libri che i proprietari non possono o vogliono tenere e che rischiano di essere smaltiti come rifiuti, e li regala. «Loro sono felici di donare, io sono felice di ricevere», chiosa Monica, che in passato ha fatto anche la libraia. Nel 2010 ha fondato l’associazione di divulgazione culturale Libra e aperto l’omonima libreria, che dopo un paio di anni ha dovuto chiudere perché «purtroppo, il libro come prodotto commerciale non rende». Dai tanti libri invenduti rimasti in magazzino nasce la sua intuizione, il progetto Pagine Viaggianti che dal 2013 fa arrivare i libri e la lettura a chiunque, in tanti luoghi di Roma. «Chiudendo la libreria mi ero portata via tutti i libri, che erano veramente tanti. Ho pensato: regaliamoli! Sono riuscita a farmi dare due stazioni metropolitane dove distribuirli, e in 12 ore è accaduta una cosa meravigliosa: tanta gente veniva a prendere libri, poi mi diceva di averne tanti a casa che voleva dare via, e se poteva portarmeli. Lì si è formato il mio progetto – ricorda Monica -. Così, quando quel giorno stavo per finire i libri, miracolosamente arrivava gente con buste, carrelli, scatole piene di libri che andavano a ricomporre il magazzino».
Negli anni, la libraia felice Monica è diventata punto di riferimento per il recupero di libri, spesso in esubero durante un trasloco o provenienti da case di genitori che i figli devono sgomberare. Così, dalle metropolitane del centro di Roma il suo progetto è arrivato nei mercati rionali cittadini. Da oltre cinque anni, lei e gli altri volontari del progetto hanno una postazione fissa nel mercato di Serpentara, nella zona Nord della Capitale. Lì, ogni sabato mattina, tra i banchi che vendono frutta, pesce e prodotti di prima necessità, Monica propone i libri lasciati in transito sul suo banchetto. «Anche il libro è cibo, fa parte della nostra ‘alimentazione’ – commenta Monica, che da poco ha compiuto 67 anni e dedica a questo progetto buona parte del suo tempo -. Da anni, ho le stesse persone che vengono a fare la spesa e poi vengono da me, oppure passano e mi dicono “me li tieni da parte?”, e poi tornano con i sacchetti della verdura e li infilano nella busta. Mi è rimasta questa idea del mercato come piccola città, da quando mia madre mi ci portava da bambina. Qui ci sono persone di tutte le età e tutte le estrazioni sociali, il mercato è questo. C’è quello che si ammala, non lo vedo per un po’, poi ritorna e io gli chiedo come sta e mi racconta cosa gli è successo». E con la presenza dei libri, si crea un piccolo, vivace, centro culturale e umano dentro il mercato. «Questo progetto non ha solo un aspetto culturale, ma anche un aspetto sociale oltre che ecologico-ambientale – fa sapere Monica Maggi -. Un problema erano le enciclopedie, che in genere non prendiamo. Capita però che ce le portano al mercato, magari quando non ci siamo. Anche lì sono riuscita a trovare un modo per utilizzarle: è venuta da me una ragazza che cura l’arredamento dei b&b in Toscana, ne ha prese tre e le ha portate a Firenze, e poi un signore calabrese che sta creando una biblioteca nel suo paese in Calabria ne ha prese tante altre. È un rispetto per le cose, i libri in particolare. Come alcune signore che vengono al mercato, non portano né prendono libri, ma donano dei sacchetti di carta, quelli carini di boutique, piegati e di varie dimensioni, per mettere i libri delle persone».
Una partecipazione al progetto ampia, che non dà alcun vantaggio economico eccetto alcune donazioni che aiutano i volontari a rimborsare le spese. Come altri progetti che Monica porta avanti, insieme a Pagine Viaggianti, da vera “imprenditrice di idee” come lei stessa si definisce. «Da tre anni faccio scuola pomeridiana di italiano, due volte a settimana, a donne straniere nel paesino dove vivo. Tutto gratuito naturalmente. Subito dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, ho ideato anche la lettura corale di poesia chiamata Onda Poetica. Andiamo in giro in tanti luoghi della città a leggere poesie, e abbiamo avuto anche lettori spontanei, improvvisati. Con Pagine Viaggianti vado anche nelle scuole, elementari e medie. L’ultima volta ho portato 300 libri per 300 bambini, gli ho raccontato il progetto e che importanza ha il libro. Poi li ho invitati ad adottarne uno, loro lo scelgono e lasciano una monetina, e capiscono così il lavoro che si fa per salvare i libri». Anche una recente iniziativa immaginata da Monica è all’insegna del dono, quella del neonato centro anziani di Castelnuovo di Porto, Nonni allegri, dove si possono donare abiti che “restano a disposizione di tutti, puliti e disinfettati”.
Dietro un dono ci sono sempre storie, a volte incredibili. E a custodirle sono i libri recuperati dalla energica Monica. Cartoline con francobolli rari o spartiti musicali, miniature o dediche. Monica li custodisce, per altri nuovi progetti. «Come diceva Rodari, vorrei che leggessero tutti. Tutto», afferma entusiasta la libraia felice.
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