(Adnkronos) – Lo scrittore giapponese Haruki Murakami, 77 anni, si prepara a tornare in libreria con un’opera che segna un punto di svolta nella sua produzione narrativa. Il 3 luglio uscirà in Giappone, anche in formato digitale, dall’editore Shinchosha Publishing Co, ‘The Tale of Kaho’, romanzo di 352 pagine che rappresenta la prima lunga opera dell’acclamato e pluripremiato autore con una protagonista femminile unica. Il libro arriva a due anni di distanza dal precedente ‘La città e le sue mura incerte’ (pubblicato in italiano da Einaudi, come tutti i suoi libri), incentrato su un protagonista maschile alle prese con temi cari allo scrittore come amore, perdita e i confini tra realtà e subconscio. Con ‘The Tale of Kaho’, invece, Murakami cambia prospettiva: al centro della narrazione c’è una giovane donna di 26 anni, autrice di libri illustrati, impegnata a trovare una via d’uscita da un mondo sempre più bizzarro.
Il progetto, come riporta la stampa giapponese, ha una genesi articolata. Inizialmente concepito come racconto breve, ‘The Tale of Kaho’ fu presentato per la prima volta due anni fa durante una lettura pubblica alla Waseda University, ateneo frequentato dallo stesso Murakami, in dialogo con la scrittrice Mieko Kawakami. Il testo è stato poi pubblicato nel giugno 2024 sulla rivista letteraria giapponese ‘Shincho’ e sviluppato in una serie di quattro episodi, usciti fino al marzo 2026. Tra questi figurano racconti dai titoli evocativi come ‘The Anteater of Musashi-sakai’, ‘Kaho and the Termite Queen’ e ‘Kaho and the Motorcycle Man, and Scarlett Johansson’. La prima parte, tradotta in inglese da Philip Gabriel, è apparsa nel 2024 sulle pagine della rivista ‘The New Yorker’. Per l’edizione in volume, Murakami ha rielaborato e ampliato il materiale, fondendo i quattro segmenti in una narrazione unitaria.
La vicenda prende avvio da un appuntamento al buio, durante il quale Kaho – descritta come una giovane donna dall’aspetto e dalle capacità nella media, ma dotata di grande curiosità – si sente dire: “Non ho mai visto una persona così brutta”. Più che indignarsi, la protagonista resta perplessa e decide di indagare sul significato nascosto di quelle parole. Da quel momento, la sua quotidianità si incrina, lasciando spazio a una serie di eventi stranianti tipici del cosiddetto “mondo murakamiano”. Il teaser promozionale dell’editore giapponese parla esplicitamente di una ricerca: “Devo trovare una via d’uscita da questo mondo”. Secondo la casa editrice Shinchosha Publishing Co, si tratta del primo romanzo lungo di Murakami con una protagonista femminile esclusiva. Una scelta significativa per uno scrittore che, pur avendo spesso dato spazio a figure femminili – anche centrali, come in ‘1Q84’ – è stato negli anni criticato per rappresentazioni ritenute stereotipate o eccessivamente sessualizzate.
Murakami, tra i nomi più influenti della narrativa contemporanea giapponese, ha più volte riflettuto su questo aspetto. In un’intervista alla ‘Paris Review’ nel 2004 aveva definito le donne nei suoi romanzi come “medium” o “annunciatrici di un altro mondo”. Più recentemente, in un colloquio con il ‘New York Times’, ha spiegato di aver affrontato la scrittura dal punto di vista femminile come una sfida naturale: “Sono diventato lei”, ha dichiarato, sottolineando anche il tono più ottimista del nuovo libro rispetto ai lavori precedenti. Autore di bestseller globali come ‘Norwegian Wood’, ‘Kafka sulla spiaggia’ e ‘L’uccello che girava le viti del mondo’, Murakami ha costruito una carriera lunga quasi mezzo secolo, con opere tradotte in circa 50 lingue.
Nel corso degli anni ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Franz Kafka Prize nel 2006 e il Premio Principessa delle Asturie nel 2023, ed è da tempo considerato tra i candidati più autorevoli al Premio Nobel per la Letteratura. Con ‘The Tale of Kaho’, lo scrittore sembra dunque aprire una nuova fase della propria ricerca narrativa, mettendo al centro una voce femminile autonoma alle prese con un universo surreale, ma, come sempre accade nei suoi romanzi, profondamente radicato nelle inquietudini della realtà. (di Paolo Martini)
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