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Cultura, Cinema

«Naza», a Venezia il film-inchiesta sugli attacchi a Gaza girato dai registi di «No Other Land»

I registi premio Oscar Yuval Abraham e Rachel Szor presentano al Lido la loro nuova opera

«Naza», a Venezia il film-inchiesta sugli attacchi a Gaza girato dai registi di «No Other Land»
Naza – Venezia 83
Giulia Bianconi|10 settembre 2026|15:52

«Abbiamo realizzato questo documentario spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall’interno un sistema del genere?». 

Yuval Abraham e Rachel Szor sono gli autori di Naza, presentato in competizione all’83esima Mostra del cinema di Venezia. Il documentario, girato di notte, sui tetti di Tel Aviv, raccoglie le testimonianze di israeliani che lavoravano per l’intelligence, partecipando attivamente attacchi contro i palestinesi, che hanno provocato la morte di civili innocenti (da qui il termine naza, ossia danni collaterali).

I due registi premio Oscar per No Other Land hanno iniziato a lavorare al progetto a partire dal 7 ottobre 2023, dopo che Ḥamās ha messo in campo una serie di attacchi terroristici, sulla Striscia di Gaza, portando all’uccisione di almeno 1200 civili e militari israeliani e al rapimento di circa 250 persone. Le forze israeliane hanno risposto con estesi attacchi aerei e su terra e nell’arco di tre anni ucciso più di 73mila palestinesi, innescando una crisi umanitaria. 

«Quando fai giornalismo investigativo ti puoi prendere del tempo. Mesi, anche anni per creare contatti e instaurare fiducia con le persone, come abbiamo fatto noi – spiegano al Lido i due cineasti – Nei media israeliani ci sono ottimi giornalisti, ma la maggior parte di loro ha tradito la professione. Da artisti privilegiati quali siamo abbiamo voluto raccontare quello che sta accadendo. C’è una responsabilità morale da parte da tutti. Il cinema ha il potere di toccare temi che giornalisticamente non si riescono a raccontare». Riguardo all’obiettivo di Naza, raccontano: «Volevamo descrivere il sistema di morte che porta a un genocidio. Nel film parlano 24 persone con motivazioni diverse. Alcune provano dolore per ciò che hanno fatto, altre rimangono indifferenti, altre ancora non hanno alcun rimorso, altre sono persino orgogliose di ciò che hanno fatto».

Naza sarà distribuito prossimamente nelle sale con I Wonder Pictures. «Ci auguriamo che il film possa arrivare in molti Paesi, compreso il nostro – dicono Abraham e Szor – Siamo felici che uscirà nei vostri cinema. L’Italia è una delle poche nazioni che ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione militare e di difesa con Israele, bloccando le nuove licenze per l’esportazione di armi».

@ Riproduzione riservata

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