Vai al contenuto
13 ottobre 2026
Spazio50
  • Attualità
  • Cultura
  • Sociale
  • Economia
  • Politica
  • Esteri
  • Ambiente
  • Sport

Cultura, Musica

«Per me vale l’arte, il banale mi teme». I quarant’anni di musica di Enzo Gragnaniello

Dai successi scritti per i grandi interpreti alla svolta sinfonica di Tiempo ’e veleno. Il cantautore si racconta, tra la riscoperta dell’anima e la lezione dell’infarto

«Per me vale l’arte, il banale mi teme». I quarant’anni di musica di Enzo Gragnaniello
Raffaello Carabini|01 settembre 2026|15:33

«Ho fatto più di venti album, ed è tutto un viaggio, di pensieri, di sensazioni, però le assicuro che la mia Napoli è vera, pura, biologica, senza confini. Anch’io avrei voluto fare l’americano, con pezzi più blues, più dub, con qualcuna di queste etichette, ma ho un mio mondo e lo rispetto». Enzo Gragnaniello, partenopeo verace dei Quartieri Spagnoli, ha anche scritto brani per Mia Martini, Roberto Murolo, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Adriano Celentano e vari altri, e vinto ben quattro Targhe Tenco per la qualità dei suoi lavori, che hanno mantenuto un livello espressivo sempre alto, con canzoni sanguigne o sentimentali, istintive o sociali, storie di vicoli e di vita vissuta, proposte il più delle volte nel dialetto stretto della tradizione, ma non di rado anche in italiano.

«Forse sono più bravo a scrivere in italiano – ci ha detto ridendo durante la nostra intervista -. Il mio è un viaggio “altro” dentro la canzone napoletana, io scrivo canzoni cosiddette d’autore, perché il banale non mi piace. Quando mi vede, il banale ha paura». Ed effettivamente non c’è nulla di banale in Tiempo ’e veleno, il suo ultimo album, che lo vede rileggere undici sue canzoni in una veste sinfonica intensa e materica, trasformando un’antologia in un nuovo capitolo della sua poetica mediterranea.

Il progetto, nato come live insieme con l’Orchestra ICO della Magna Grecia di Piero Romano, raccoglie canzoni come le celebri Donna, Cu’mme (interpretata dalla Martini e Murolo nel 1992), Vasame (spesso ripresa da altri interpreti), O’ mare e tu, Senza voce, la title track (dalla colonna sonora del film Veleno, ambientato nella Terra dei Fuochi) e altre meno famose, e le ricostruisce attraverso un impianto sinfonico che ne amplifica la forza emotiva senza tradirne l’essenza. «Sicuramente l’orchestra è stata un punto di forza. Le canzoni diventano bellissime, con più sostanza. Le melodie sono quelle, uno le può cantare anche solo con una chitarra, però è chiaro che un’orchestra – senza usare la parola “riempie” che mi è antipatica – dà un senso più “artistico” al mio lavoro. Ogni canzone è più di spessore».

Cosa pensa del nuovo boom della canzone napoletana, da Geolier a Sal Da Vinci, dai giovani cantautori ai grandi vecchi come lei?

Io penso che queste fiammate di interesse siano così irrazionali da essere molto difficili da spiegare. La canzone napoletana è in tutto il mondo da più di cento anni, forse oggi è il periodo giusto durante il quale qualcosa ha funzionato. Io non seguo queste cose. Per me vale l’arte, non la canzone napoletana. Chiunque può scrivere una canzone in napoletano senza fare una canzone napoletana. La nostra canzone è fatta di umori, di appartenenza, di radici. Non basta essere napoletano per fare una canzone napoletana. Bisogna trasmettere delle cose.
Oggi diciamo che sta andando bene, ma poi magari l’anno prossimo non se ne parlerà più, non lo so. Perché qua succedono cose imprevedibili. Però la canzone che a me piace è quella che riesce a trasmettere veramente qualcosa allo spirito, non all’involucro.

Lei dice spesso che siamo soltanto involucri, che quello che conta è l’anima. Ma oggi, con l’imperversare dell’elettronica e dell’intelligenza artificiale, dove andiamo a trovare un autentico nutrimento per l’anima?

L’importante è stare vicino al mare, in campagna, osservare i fiori, il cielo, le stelle. Le persone intelligenti, appena possono, vivono così. Chi è intelligente sente che l’anima vuole la bellezza. Lo sente dentro. Chi va dietro all’intelligenza artificiale rimane robotizzato, secondo me. L’IA può dare una mano per qualche cosa, ma non la devi prendere sul serio, altrimenti ti perdi, non sai più chi sei, perdi l’anima. Ti affidi a qualcosa che ti comanda. Io scrivo ancora le canzoni senza usare la tecnologia. Giusto qualcosa per registrare più in fretta, perché ormai ci sono i computer, non ci sono più i nastri di una volta, che, quando sbagliavi, ti facevano tornare indietro a registrare di nuovo. Invece oggi sono tutti file. L’IA è come il sale, bisogna usarne la giusta dose, altrimenti diventa tutto troppo salato.

Lei quattro anni fa ha avuto un infarto immediatamente dopo un concerto. Cosa ricorda e cosa le ha insegnato quell’esperienza?

Fortunatamente non sono svenuto come spesso avviene con l’infarto. Dopo aver suonato, fatto le foto, salutato i fan, quando sono rimasto da solo con i musicisti mi è venuto all’improvviso un dolore fortissimo al petto e alla gola. Ho capito subito di avere qualcosa di non andava e ho chiesto di chiamare un’ambulanza. E poi, l’ospedale era lontano, il mezzo che arrivò non era attrezzato e durante il tragitto mi trasferirono su un’altra ambulanza. Me la sono vista proprio brutta, perché ho vissuto tutto da sveglio. La colpa è anche un po’ mia, sicuramente. Fumavo molto, vivevo nello stress, poi nei ristoranti in cui si va dopo aver suonato non sai mai quello che mangi. Però l’importante è che siamo qui a parlarne.

Foto: Aurelio Castellaneta

@ Riproduzione riservata

Potrebbero interessarti

Dall’orrore del delitto al valore della vita. “La città dei vivi” ribalta il racconto su Luca Varani

Dall’orrore del delitto al valore della vita. “La città dei vivi” ribalta il racconto su Luca Varani

Amori, tragedie e un finale mai scritto. Perché Candy Candy ci manca ancora

Amori, tragedie e un finale mai scritto. Perché Candy Candy ci manca ancora

Gli 883 tornano con “Nord Sud Ovest Est”: l’abbraccio tra Max e Mauro alla première della serie

Gli 883 tornano con “Nord Sud Ovest Est”: l’abbraccio tra Max e Mauro alla première della serie

Cerca

Articoli correlati

«Un diario destinato alla posterità». Dentro il laboratorio privato di Guido Morselli

«Un diario destinato alla posterità». Dentro il laboratorio privato di Guido Morselli

Cristoforo Colombo: il mistero de La Navidad

Cristoforo Colombo: il mistero de La Navidad

In una roulotte sul Trasimeno per guarire dal passato. L’esordio di Caterina Villa

In una roulotte sul Trasimeno per guarire dal passato. L’esordio di Caterina Villa

L’atelier di Matisse come mappa del mondo. Le finestre, i viaggi e l’incanto dell’Oriente

L’atelier di Matisse come mappa del mondo. Le finestre, i viaggi e l’incanto dell’Oriente

Articoli recenti

  • Bologna, c’è lesione per Orsolini: ecco quando tornerà in campo

    13 ottobre 2026
  • Turismo, al via Ttg e Inout 2026: alla fiera di Rimini 2.800 brand espositori e 1.000 buyer

    13 ottobre 2026
  • Lodi, 39enne morto dopo fermo: due carabinieri iscritti nel registro separato “45bis”

    13 ottobre 2026
  • Medici in fuga dal Ssn, al cogresso Siaarti il benessere di chi cura torna al centro

    13 ottobre 2026
  • Selma Blair arrestata per aggressione e rilasciata su cauzione: “Aveva battuto la testa”

    13 ottobre 2026
LogoSpazio50_compresso

Roma, Via del Melangolo, 26 - 00186
Tel: 06 87805053

  • Chi siamo
  • Direzione e amministrazione
  • Whistleblowing

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma n. 199/2021 del 03/12/2021

Direttore Responsabile: Anna Grazia Concilio
Editore e Proprietario: Editoriale 50&Più S.r.l.
Procuratore: Lorenzo Francesconi
Sede Legale: Via del Melangolo 26, 00186 Roma (RM)
P.IVA 04716181005

© 2026 Spazio50 – L’attualità oltre la notizia. Tutti i diritti riservati.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}