Dopo The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e Succederà questa notte di Nanni Moretti, il concorso dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia, che ha preso il via il 2 settembre, accoglie oggi il terzo dei cinque film italiani in gara. È L’estranea di Paolo Strippoli, regista de La valle dei sorrisi, che approda al Lido con un racconto familiare dalle tinte oscure.
Al centro della storia c’è una famiglia borghese apparentemente perfetta. Anna (Jasmine Trinca) vive con il marito Walter (Adriano Giannini) e i figli Alice (Romana Maggiora Vergano) e Tobia (Andrea Genovese). Un incidente domestico e l’incontro con una misteriosa estranea (Valeria Bruni Tedeschi) finiscono per incrinare ogni equilibrio. Il film, diviso tra passato e presente, arriverà nelle sale l’8 ottobre con 01 Distribution.
All’origine del film c’è soprattutto la paura di perdere il controllo. «Sono ossessionato dal controllo, forse anche per questo faccio il regista», racconta Strippoli, 33 anni, «mi illudo di poter decidere il tempo e plasmare la realtà. I problemi nascono quando ci scontriamo con l’impossibilità di controllare la vita, perché le cose accadono senza chiederci il permesso».
Nel film la famiglia diventa una rappresentazione in miniatura della società e il primo filtro attraverso cui i figli conoscono il mondo. «Ogni genitore è il narratore della realtà per i propri figli e può fare grandi danni se non riesce a filtrarla bene». Strippoli non vuole attaccare la famiglia tradizionale, ma raccontare quei genitori che, nel tentativo di assicurare un futuro ai figli, finiscono per caricarli delle proprie aspettative.
Un tema che passa soprattutto attraverso il personaggio di Anna. «Il film mi offriva la possibilità di scardinare l’idea di maternità fondata sulla perfezione, il rigore e il controllo e ammettere che si può anche sbagliare», spiega Jasmine Trinca. «Le madri perfette sono quelle che fanno paura nel cinema come nella realtà».
Alla Mostra c’è spazio anche per un altro giovane regista italiano. Nella sezione Orizzonti è in concorso I figli della scimmia, opera prima di Tommaso Landucci con protagonista Riccardo Scamarcio, in uscita il 17 settembre con Medusa. Anche qui il centro del racconto è la genitorialità: Scamarcio interpreta Dario, padre di un bambino disabile che instaura un legame sempre più forte con il figlio adolescente del fratello. Nel nipote finisce per proiettare l’immagine del figlio che avrebbe voluto e del padre che avrebbe potuto essere, mettendo progressivamente in crisi se stesso e gli equilibri familiari.