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“Bunker” a Venezia 83: Penélope Cruz e Javier Bardem nel nuovo film di Florian Zeller

In concorso alla Mostra del Cinema e al cinema a gennaio 2027, la pellicola indaga la crisi di un matrimonio e le angosce del mondo moderno attraverso la sfida morale di un bunker d’autore.

“Bunker” a Venezia 83: Penélope Cruz e Javier Bardem nel nuovo film di Florian Zeller
Bunker al Festival del Cinema di Venezia
Giulia Bianconi|08 settembre 2026|16:58

Quando un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo – costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia – sua moglie comincia a mettere in discussione il loro matrimonio, dopo diciassette anni insieme. In Bunker Florian Zeller sceglie Penélope Cruz e Javier Bardem per esaminare le sfide emotive e morali affrontate da una coppia, mentre le angosce di un mondo sempre più incerto iniziano a ridefinire il loro legame, indagando le paure, i dubbi e i dilemmi etici che caratterizzano il nostro tempo. 

Nel thriller drammatico, presentato in competizione all’83esima Mostra del cinema di Venezia, nelle sale dal 21 gennaio 2027 con Notorious Pictures, e che vede nel cast anche Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger, i due divi, da quasi vent’anni coppia anche nella vita, si sono messi alla prova raccontando la storia di un marito e una moglie che arrivano a un punto in cui non si riconoscono più.

«Abbiamo sempre cercato di mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata – rivela Cruz – Per questo io e Javier facciamo un film insieme ogni cinque anni. Ciò che abbiamo fatto qui è stato mettere la nostra esperienza a servizio dei personaggi, senza però mettere noi stessi». «Siamo bravi a creare una certa finzione sul set, altrimenti non sopravviveremmo nella vita», le fa eco Bardem. 

Riguardo alla tematica centrale del film, dai bunker creati in casa, a quelli con gli altri esseri umani, l’attore racconta: «Come artisti noi abbiamo la responsabilità di raccontare storie, che possono riguardare tutti noi. In questo film ci domandiamo quanto siamo disposti a vedere, sentire e accogliere l’altro. Oppure sono la paura e i nostri pregiudizi a prendere il sopravvento? A volte vediamo solo il lato inumano nelle persone. Abbiamo bisogno di connessione umana, più che digitale, di fare in modo che i sogni e i dolori conquistino una parte di noi stessi. Ecco perché dobbiamo creare sempre più rapporti umani. Meno ne avremo, e più saremo vulnerabili». 

Zeller, regista di The Father-Nulla è come sembra e The Son, ha scritto Bunker pensando proprio a Cruz e Bardem, e partendo da un articolo che aveva letto qualche anno fa sulla costruzione, da parte di un magnate della tecnologia, di un bunker di sopravvivenza alle Hawaii. «Mi è parso un paradosso folgorante: l’uomo che aveva edificato la propria fortuna sull’idea di connettere le persone si stava preparando all’isolamento – spiega Zeller – Non stiamo forse tutti, in qualche modo, andando alla deriva come isole? Bunker sfiora diverse tematiche contemporanee: la paura del futuro, le minacce ecologiche, il divario sociale in aumento e l’individualismo sfrenato. Ma lo fa attraverso una lente profondamente personale: una coppia che lotta con se stessa». 

@ Riproduzione riservata

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