l borgo umbro ospita “Prisma” e “Geografie di volti”, due nuove residenze artistiche nell’ambito del progetto PNRR “MCDV Art Academy – Terra di Luce”: otto appuntamenti fino a maggio 2026 tra cinema, installazioni e paesaggio.
Monte Castello di Vibio: il borgo umbro della luce
C’è un piccolo borgo medievale in Umbria, affacciato sulla Media Valle del Tevere, che da qualche tempo sta costruendo un’identità artistica precisa e riconoscibile. Monte Castello di Vibio, in provincia di Perugia, non è nuovo all’attenzione del mondo culturale. La sua luce, i panorami a 360 gradi, l’armonia tra paesaggio e architettura lo hanno sempre reso attrattivo per artisti italiani e stranieri.
Ma oggi, grazie al progetto “MCDV Art Academy – Terra di Luce“, finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il PNRR (M1C3, Intervento 2.1 “Attrattività dei Borghi Storici”, linea B), quella vocazione si trasforma in un programma strutturato di otto residenze multidisciplinari, in calendario da febbraio a maggio 2026.
Un ciclo che ha già preso il via con il primo appuntamento e che, nelle prossime settimane, propone due nuovi momenti di sperimentazione aperti anche al pubblico.
“Prisma” è scrittura, cinema e illustrazione
Dal 24 febbraio al 1° marzo 2026, il borgo ospita “Prisma”, residenza curata da Giacomo della Rocca di Dromo Studio, incentrata sulla scrittura osservativa e riflessiva applicata al linguaggio cinematografico. Il gruppo di artisti coinvolti (Elisa Baccolo, Angela Bevilacqua, Giacomo Della Rocca, Benedetta Di Biase, Marco Del Buono, Marina Fastoso, Gloria Mottarelli, Davide Petrosino) lavorerà allo sviluppo di soggetti e sceneggiature, partendo dall’osservazione diretta del territorio per costruire nuove traiettorie narrative.
A chiudere il cerchio sarà l’illustratore Marco Leombruni, che per ciascun progetto produrrà bozzetti preparatori raccolti in un pressbook, strumento di presentazione e dialogo.
L’esito pubblico della residenza è fissato per giovedì 27 febbraio 2026, alle ore 21, al Teatro della Concordia: una serata in cui verranno proiettati i cortometraggi realizzati e in cui il pubblico potrà incontrare direttamente gli autori. Non una semplice proiezione, ma un accesso raro al processo creativo, al lavoro incompiuto, all’idea ancora in divenire. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 349 3274405.
Ascolto del territorio e spazio pubblico
Quasi in parallelo, dal 26 febbraio al 1° marzo, prende avvio “Geografie di volti”, residenza ideata da Sophie Persello e Christine Noël dell’Associazione Tangram.
L’approccio è diverso: qui al centro non c’è la narrazione cinematografica ma il paesaggio inteso come tessuto umano e relazionale. Gli artisti (Alessia Galassi, Chiara Galletti, Cristina Tacea, Giorgia Benazzo, Luca Valerio D’Amico, Maurizio Rapiti e Meri Ciuchi) saranno chiamati a instaurare un dialogo autentico con la comunità locale, per poi tradurre quell’esperienza in interventi pensati per lo spazio pubblico.
Il risultato sarà un’installazione corale, o un insieme di installazioni, che fungeranno da memoria visiva del percorso compiuto. Due le occasioni per il pubblico: sabato 28 febbraio alle 18.30, con la restituzione del lavoro e un incontro con gli artisti presso la sala parrocchiale vicino alla chiesa; e domenica 1° marzo alle 11.30, con il vernissage conclusivo al Caffè Centrale, dove le opere resteranno esposte per tutto il mese di marzo 2026.
La luce come filo conduttore
La luce è il tema che attraversa tutte e otto le residenze previste dal programma. Non la luce come decorazione o pretesto estetico, ma come fenomeno fisico che plasma il paesaggio e, allo stesso tempo, come metafora di ricerca interiore e identità collettiva.
Dopo “Light, Ambient and Atmosphere”, prima tappa del ciclo, e i due appuntamenti di fine febbraio, il calendario prosegue con “Geologie di Luce” (23-28 marzo), ancora a cura di Persello e Noël; con la residenza performativo-musicale “Radia” (14-17 aprile), curata da Lorenzo Brilli; con “Komorebi” (29 aprile-3 maggio), progetto di Angelica Di Giacomo insieme al Gruppo spettacolo Contr_Arie e alla Compagnia Sesti/Contini; con “Oltre”, a cura di Samuele Chiovoloni. A chiudere il ciclo sarà una residenza dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia, con la produzione di opere in legno destinate a una presenza duratura nel borgo.
Il sindaco di Monte Castello di Vibio, Agnese Cerquaglia, ha sottolineato come le residenze artistiche rappresentino un’opportunità concreta di crescita non solo culturale ma anche sociale ed economica per il territorio. E ha aggiunto che investire nell’arte significa rafforzare la capacità del borgo di attrarre persone, creare relazioni e generare valore partendo da ciò che già lo contraddistingue.
Un borgo medievale che guarda all’arte contemporanea
Monte Castello di Vibio non è il primo borgo italiano a tentare la strada della rigenerazione culturale, ma il modello che sta costruendo con “MCDV Art Academy” ha una sua specificità: non punta su grandi nomi o eventi di richiamo immediato, ma su processi lenti, partecipativi, radicati nel territorio.
Le residenze non portano artisti che “visitano” il luogo: li immergono in esso, chiedendo loro di ascoltarlo prima di intervenire. Il risultato, almeno nelle prime tappe, sembra essere un rapporto meno episodico tra arte e comunità, tra creazione e memoria locale.
Il ciclo si concluderà a maggio. A quel punto il borgo avrà attraversato mesi di sperimentazione continua, con tracce visibili, installazioni, opere in legno, pressbook, cortometraggi, che racconteranno qualcosa di più di un semplice programma culturale.
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