Le Olimpiadi invernali tornano in Italia con un record di 116 competizioni e 91 Nazioni. Tra la fiaccola che attraversa il Paese e la sfida della sostenibilità, tutto è pronto perché lo spettacolo abbia inizio
Conto alla rovescia ormai alle ultime battute. Dal 6 al 22 febbraio prossimi i Giochi Olimpici invernali tornano in Italia. Milano e Cortina d’Ampezzo, che hanno avuto la meglio su Stoccolma, sono la duplice sede di questo atteso evento che torna nel Bel Paese dopo le edizioni del 1956 (a Cortina) e del 2006 (a Torino). Per questa XXV edizione mobilitati gli atleti normodotati e paralimpici di tutto il mondo, che si confronteranno nelle discipline sportive della neve e del ghiaccio. Oltre che a Milano e a Cortina, le gare si svolgeranno a Rho e Assago, in provincia di Milano, Bormio e Livigno (Sondrio), Predazzo e Tesero (Trento) e Anterselva, nel nord della provincia di Bolzano. Tre, dunque, le regioni ospitanti: Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Il capoluogo meneghino sarà sede della cerimonia di apertura nello Stadio di San Siro. Sarà invece l’Arena di Verona a fare da spettacolare cornice alla chiusura ufficiale. Al tradizionale motto olimpico, “Citius, Altius, Fortius” (più veloce, più alto, più forte), si affianca quello di questa edizione: “Dreaming Together – It’s Your Vibe” (sognando insieme – è la tua vibrazione). Agli interpreti del dopo Olimpiade il compito di valutare se questa edizione avrà fatto sognare e vibrare. Per ora siamo nel campo delle speranze, come quella della auspicata tregua olimpica, di cui probabilmente in Ucraina e a Gaza non vi sarà alcun sentore. Sono 91 le Nazioni presenti a Milano Cortina, con Benin, Emirati Arabi e Guinea Bissau alla loro prima partecipazione. A causa delle note vicende politiche internazionali, gli atleti russi e bielorussi gareggeranno a livello individuale. Le XXV Olimpiadi invernali fanno segnare un record nel numero di discipline: 116 le competizioni alle quali assisteremo (54 maschili, 50 femminili e 12 miste) in 16 sport, tra sci alpino, sci nordico, pattinaggio e gare di scivolamento. Grande attesa per il sempre più popolare Curling, lo sport delle bocce di pietra su ghiaccio. In totale sono attesi a confrontarsi sui campi di gara 2.900 atleti olimpici e 665 paralimpici, per una copertura televisiva globale in tutti i continenti.
Questi in generale i numeri dei Giochi invernali di Milano Cortina che, come tutte le Olimpiadi, prevedono momenti altamente simbolici: la presentazione delle squadre, le bandiere nazionali, le premiazioni, gli inni, le mascotte Tina e Milo, ma soprattutto l’arrivo della fiaccola olimpica che porterà, il 6 febbraio prossimo alla cerimonia di apertura dei Giochi, il fuoco che perennemente arde ad Olimpia, la città greca sede delle edizioni dell’antichità. Oltre diecimila i tedofori, ognuno con una torcia, impegnati in un percorso che si snoda dalla Grecia sino a Milano, dove verrà acceso il tripode olimpico. Un altro braciere verrà acceso a Cortina. La luce ardente dello sport e della pace percorrerà in totale 12mila chilometri, passando in 63 giorni attraverso 60 città. Dai luoghi dell’antica Grecia, come Olimpia e l’Acropoli di Atene, i portatori del fuoco sacro sono giunti il 6 dicembre scorso a Roma e da lì la fiaccola attraversa tutta l’Italia, Isole comprese. Un viaggio fatto di storia, di cultura e di bellezze artistiche che ogni regione dello Stivale riesce ad offrire.
Quanta emozione nel veder viaggiare il simbolo dei Giochi con lo sfondo di San Pietro, del Colosseo, del Vesuvio e del Golfo di Napoli, Firenze (ma è impossibile citare tutte le tappe), sino ad arrivare ai luoghi dell’arco alpino, dove freddo e neve meglio consentono di entrare nel vero clima delle Olimpiadi invernali. Nomi illustri del mondo sportivo e dello spettacolo sono stati coinvolti nel prestigioso ruolo di tedofori. Dal lunghissimo elenco ne citiamo alcuni: il canottiere olimpionico Giuseppe Abbagnale, la campionessa di scherma Valentina Vezzali, Zatlan Ibrahimovic, il velocista Filippo Tortu, la tennista Flavia Pennetta. Sorprese e curiosità dal mondo dello spettacolo, come il bassista dei Pooh Red Canzian, i cantanti Arisa e Achille Lauro, il popolarissimo Albano Carrisi.
Insomma, tutto pronto per l’avvio della macchina olimpica che non vuole essere un evento solo sportivo. Si tratta dei primi Giochi, almeno secondo le intenzioni degli organizzatori, ad impatto zero. La sostenibilità sarà garantita dall’utilizzo di oltre il 90% di strutture preesistenti o temporanee. Sarà proprio Arisa, che, oltre a fare la tedofora, interpreterà l’inno di Milano Cortina 2026, dal titolo Fino all’alba.
Infine, per la buona riuscita dei Giochi invernali sarà importante garantire la sicurezza degli atleti e dei tanti appassionati, che stanno cercando di acquistare gli ultimi biglietti per assistere alle gare. È di oltre 114 milioni di euro l’investimento pubblico per coprire gli oneri derivanti dai servizi di tutela dell’ordine pubblico, di prevenzione del terrorismo e soccorso per lo svolgimento delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. Ci sono dunque tutti gli ingredienti perché Milano Cortina 2026 sia un vero spettacolo dello sport della neve. E allora, dal 6 febbraio, “che spettacolo sia!”.
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