Naturasì guida la classifica nazionale e i discount conquistano terreno, ma il negozio di prossimità resta un punto fermo per il consumatore
Fare la spesa nei supermercati italiani è un rito che resiste al tempo e alle mode digitali. Nonostante la rivoluzione tecnologica abbia trasformato molte abitudini quotidiane, quando si tratta di riempire il carrello gli italiani preferiscono ancora vedere, toccare e scegliere di persona. Lo conferma l’ultima indagine di Altroconsumo, che ha coinvolto oltre 22mila persone per capire le abitudini di spesa e quanto siano soddisfatti delle proprie scelte. I risultati disegnano una mappa variegata, dove coesistono grandi catene nazionali, discount sempre più apprezzati e piccole insegne territoriali capaci di conquistare la fiducia del quartiere.
Il regno del biologico conquista ancora
Naturasì si conferma l’insegna più amata dei supermercati italiani, raggiungendo 79 punti su 100 nella scala di gradimento elaborata da Altroconsumo. I clienti apprezzano soprattutto l’assortimento curato e l’attenzione alla qualità dei prodotti, elementi che fanno la differenza in un mercato dove la fiducia nel cibo che mettiamo in tavola è fondamentale. Subito dietro troviamo Ipercoop, Esselunga e Coop. Ognuna di queste insegne ha i suoi punti di forza. Esselunga per l’efficienza: negozi ordinati, corsie ben organizzate e code limitate alle casse. Ipercoop e Coop, invece, si distinguono per la qualità del reparto ortofrutta e per i prodotti a marchio proprio. Seguono Conad e Interspar, tutte con valutazioni positive ma con qualche punto debole segnalato dai consumatori, soprattutto per quanto riguarda l’assortimento e le promozioni.
Il boom dei discount
Se fino a qualche anno fa il discount era considerato una scelta di ripiego, oggi il panorama è cambiato. Eurospin e Aldi guidano la classifica di questa categoria raggiungendo 76 punti, un risultato che li colloca nella fascia di qualità ottima. A 75 punti, troviamo Dpiù, mentre tutte le altre insegne si mantengono comunque su livelli molto apprezzati. Il 71% dei clienti ritiene che i prodotti a marchio di queste catene siano buoni o molto buoni, sfatando il pregiudizio che basso prezzo significhi necessariamente bassa qualità. Anche l’ambiente dei punti vendita è migliorato notevolmente: il 65% dei clienti li considera comodi e puliti, molto lontani dall’immagine spartana di una volta. La rapidità della spesa, la chiarezza dei prezzi esposti e l’assortimento più mirato attirano sempre più famiglie giovani e nuclei di medie dimensioni.
Il cuore della spesa è nei quartieri
Molto forte l’interesse degli italiani per i supermercati regionali o provinciali, che per i loro clienti rappresentano un punto di riferimento insostituibile. DEM, con punti vendita tra Lazio e Abruzzo, conquista 78 punti. Seguono Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò, tutte con 77 punti. Su 40 insegne locali prese in esame, ben 13 hanno ottenuto giudizi di qualità ottima. Un risultato che rivela quanto conti, nella scelta di dove fare la spesa, la vicinanza fisica e quella umana. I clienti premiano questi supermercati per la disponibilità del personale e per la sensazione di familiarità. In alcuni casi, anche la convenienza dei prezzi gioca un ruolo importante, mentre altre insegne sono apprezzate per sconti e promozioni mirate.
L’e-commerce dei supermercati non decolla
Nell’era della consegna a domicilio gli italiani utilizzano molto poco internet per la spesa alimentare. Solo il 12% acquista cibo online, e appena il 2% lo fa ogni settimana. Un dato legato alla natura particolare della spesa alimentare. In questo caso, infatti, il cliente vuole vedere la freschezza della verdura, scegliere personalmente la carne, toccare la frutta per capire il grado di maturazione. Per chi invece sceglie il canale digitale, il livello di soddisfazione rimane alto. Esselunga guida anche questa classifica con 77 punti, seguita da alcune insegne locali come Iperal e Bennet, entrambe a 75 punti. Il servizio funziona, insomma, ma non riesce a scalfire quella preferenza per l’esperienza diretta che caratterizza il rapporto degli italiani con il cibo.
Il negozio di prossimità resiste
Quando poi si va nel dettaglio delle singole categorie alimentari, emerge un quadro ancora più tradizionale che testimonia l’importanza del piccolo e medio commercio a discapito della grande distribuzione. L’87% degli italiani, infatti, compra il pane in panetteria, il 79% preferisce la macelleria per la carne, il 50% va in pescheria e il 47% sceglie i mercati rionali per frutta e verdura. Numeri che raccontano la tenuta di un tessuto commerciale diffuso, fatto di negozi di prossimità che resistono alla concorrenza della grande distribuzione. Diverso invece il discorso per prodotti non alimentari come detersivi, articoli per la cura personale o cibo per animali, settori dove le catene specializzate hanno conquistato larghe fette di mercato grazie alla convenienza e all’assortimento più ampio.
Cosa cercano davvero i clienti dei supermercati italiani
L’indagine di Altroconsumo ha misurato diversi aspetti dell’esperienza di acquisto: dalla qualità dei prodotti alla convenienza dei prezzi, dall’assortimento al comfort del punto vendita, dai tempi di attesa alle casse fino alla trasparenza delle promozioni. I risultati mostrano che gli italiani sono diventati consumatori esigenti e consapevoli. Non cercano solo il prezzo più basso, ma un equilibrio tra convenienza, qualità e servizio. Vogliono negozi puliti e ordinati, personale disponibile, code contenute, promozioni chiare e soprattutto prodotti di cui potersi fidare. In un contesto economico complesso, dove il potere d’acquisto è sotto pressione, questo mix di fattori diventa determinante nella scelta di dove investire il proprio budget per la spesa.
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