Un protocollo d’intesa che unisce le reti di 49 Centri di servizio per il volontariato e il Centro Sportivo Italiano, con l’obiettivo di rafforzare partecipazione civica, formazione e welfare di comunità fino al 2028.
Volontariato sportivo, nasce l’alleanza tra CSVnet e CSI
Lo sport come strumento di coesione sociale, presidio educativo e leva per l’inclusione. È attorno a questi principi che lo scorso 18 febbraio a Roma, CSVnet (associazione nazionale che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato) e il Centro Sportivo Italiano (CSI) hanno siglato un protocollo d’intesa triennale. L’accordo, firmato dalla presidente di CSVnet Chiara Tommasini e dal presidente nazionale del CSI Vittorio Bosio, avrà validità fino al 31 dicembre 2028, con possibilità di rinnovo. Non si tratta di un’intesa simbolica: il protocollo definisce un programma di lavoro concreto, con obiettivi misurabili e una governance condivisa tra le due organizzazioni.
I numeri del volontariato sportivo in Italia
Per capire la portata di questa alleanza, vale la pena partire dai dati. Secondo l’ultimo Censimento permanente Istat delle istituzioni non profit, nel 2021 i volontari impegnati nelle attività sportive erano 855.929, ossia quasi un quinto del totale dei volontari attivi nell’intero settore non profit italiano.
Un esercito silenzioso di allenatori, dirigenti e collaboratori che tengono in piedi lo sport di base ogni giorno, spesso senza riconoscimenti pubblici. I numeri del 2023 confermano la tendenza: con 118.717 realtà operative, pari al 32,3% del totale nazionale, lo sport si è confermato il settore con il maggior numero di istituzioni non profit attive in Italia.
Cifre che raccontano un sistema vasto, capillare e in larga parte invisibile ai radar della politica.
Cosa prevede il protocollo tra CSVnet e CSI
L’accordo non si limita a dichiarare buone intenzioni. Tra le azioni previste ci sono percorsi di formazione per i volontari, iniziative di co-progettazione a livello locale, interventi di welfare di comunità e un lavoro specifico rivolto alle aree interne e ai territori con maggiore vulnerabilità sociale.
Le due reti metteranno a sistema le rispettive strutture territoriali per massimizzare l’impatto degli interventi, evitando duplicazioni e costruendo invece sinergie operative. È prevista anche la costituzione di una cabina di regia congiunta, con il compito di individuare priorità, definire le azioni e monitorare i risultati. Sul versante della sostenibilità economica delle organizzazioni, l’intesa include attività di supporto nell’accesso a bandi e finanziamenti, con un’attenzione particolare alle realtà più piccole che spesso non hanno le competenze amministrative per muoversi tra le maglie della burocrazia.
A questo si aggiungono iniziative comuni sul fronte della ricerca, della comunicazione e dell’advocacy (sostegno attivo), per dare maggiore visibilità al valore sociale prodotto quotidianamente dal volontariato sportivo.
Le parole dei presidenti
Chiara Tommasini ha sottolineato come il protocollo metta in connessione due reti radicate nei territori, capaci ogni giorno di intercettare bisogni reali. Il volontariato sportivo, ha spiegato, è una delle espressioni più concrete della partecipazione civica nel Paese: significa educazione, prossimità, inclusione.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare le competenze delle realtà locali, affinché lo sport resti uno spazio accessibile di crescita, soprattutto per i più giovani. Vittorio Bosio ha messo invece l’accento sulla dimensione comunitaria dell’accordo, sottolineando come la collaborazione con i Csv significhi entrare in contatto diretto con il tessuto degli enti del Terzo Settore e costruire insieme progettualità capaci di generare aggregazione e inclusione sociale a livello territoriale.
Chi sono CSVnet e CSI
CSVnet riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato distribuiti su tutto il territorio nazionale. Attraverso 300 punti di servizio e quasi 700 addetti, ogni anno i Csv supportano quasi 86mila organizzazioni, in gran parte piccole e poco strutturate, con oltre 200mila servizi dedicati. Accompagnano inoltre circa 10mila persone in percorsi di orientamento al volontariato. Il CSI è invece un’associazione senza scopo di lucro fondata sul volontariato, che conta oltre 1,45 milioni di tesserati, di cui circa 600mila under 18 e 8.800 atleti con disabilità.
Ogni anno i suoi volontari producono quasi 6,9 milioni di ore di attività, in Italia e all’estero attraverso 15 progetti internazionali. Due strutture che, messe insieme, coprono una fetta rilevante del tessuto associativo sportivo e sociale del Paese.
© Riproduzione riservata

