Giorgia Saccone, la nutrizionista delle stelle dello sport, presenta il vademecum prezioso per l’atleta d’élite e per chiunque voglia fare della “normalità” alimentare la propria carta vincente contro il tempo che passa
Carboidrati, proteine, grassi, vitamine, minerali: il corretto mix di nutrienti per il benessere del corpo e della mente è d’obbligo per ciascuno di noi, ancor di più per gli sportivi di tutti i livelli. Insomma, sia che si voglia puntare al record del mondo, sia che si voglia trarre il meglio dalla corsetta quotidiana, l’alimentazione giusta è fondamentale. Per questo, più che affidarsi a regimi alimentari “fai da te”, è opportuno mettersi nelle mani di un professionista dell’alimentazione. L’ex atleta Giorgia Saccone, biologa nutrizionista, oggi fa parte dello staff sanitario della Fidal e del Coni, e segue tanti atleti di punta proprio perché l’alimentazione può essere il valido supporto, oltre all’allenamento, per ottenere prestazioni sempre migliori.
Dottoressa Saccone, in che cosa consiste la sua attività a stretto contatto con gli atleti?
Il mio lavoro consiste nell’elaborazione di programmi finalizzati a fornire all’atleta i nutrienti adeguati per l’attività sportiva svolta. È importante programmare non solo una giusta dieta, ma una vera e propria preparazione nutrizionale che segua l’atleta nella sua fase introduttiva, di carico, agonistica e post agonistica. Particolare attenzione deve essere prestata agli orari di allenamento, fornendo all’organismo nutrienti importanti nel pre e post allenamento.
Il giusto modo di mangiare è un dettame che vale per tutti?
Sì, certo, vale per l’agonista come per il sedentario, per il giovane, per la persona matura e per l’anziano. In particolare, se ci riferiamo agli sportivi d’élite, che si parli di un nuotatore o un tennista, un velocista o un fondista, mangiare bene ha la stessa importanza della preparazione fisica.
Nella sua professione bisogna essere sempre aggiornati. Le regole alimentari per gli atleti sono cambiate radicalmente, anche se le confrontiamo solo a quelle di pochi decenni fa.
Purtroppo le diete sono spesso soggette alle mode del momento, quando invece la nostra dieta mediterranea rappresenta la base migliore da cui partire, sia per un atleta, ripeto, che per una persona che non fa sport. È vero che ci sono sempre nuovi studi, ma i dettami di base per una sana alimentazione alla fine sono sempre gli stessi.
Guardando a chi fa sport, concretamente quali consigli dare?
Beh, innanzitutto è stato smontato il mito dell’alimentazione del giorno pre gara. Una volta si adottava una nutrizione particolare. Oggi invece si predilige una preparazione nutrizionale lungo tutto l’anno che precede un appuntamento agonistico importante. Occupandomi soprattutto di atletica leggera, quindi di chi corre i 100 metri piani, come di chi deve affrontare la maratona, ci sono solo degli accorgimenti da applicare nella settimana che precede la gara. Sono approcci diversi che devono essere adeguati sia a chi deve dare il massimo in pochi secondi, sia a chi deve correre per due ore.
Quali sono le differenze nell’alimentazione prima, durante e dopo l’impegno agonistico?
Diciamo che, in generale, prima di uno sforzo fisico occorre ingerire una piccola quota di carboidrati (pane tostato o fette biscottate con un po’ di marmellata). Gli zuccheri consentono di dare al corpo un’energia subito disponibile da impiegare in modo rapido. Poi, dopo l’allenamento o la gara, ci si concede una colazione più completa composta da proteine, carboidrati e grassi (pane, bresaola, frutta).
L’alimentazione odierna deve fare i conti con una popolazione che sta ingrassando. Per voi nutrizionisti è una vera sfida?
Guardando alla persona che non ha un’attività agonistica impegnativa, ultimamente si sta limitando l’assunzione di carboidrati, dato che l’assunzione di zuccheri, per chi non li consuma, porta alla formazione di grasso corporeo. Per lo sportivo, invece, gli zuccheri sono necessari per garantire, come dicevo, una performance agonistica ottimale.
La giornata tipo di un atleta che cosa comporta dal punto di vista nutritivo?
Ci sono alcune differenze in base all’attività agonistica che si svolge, ma in generale la mia prima raccomandazione è quella dei cinque pasti al giorno: colazione, spuntino, pranzo, spuntino, cena. È un errore saltare uno di questi momenti. Bisogna sapersi organizzare e far andare d’accordo i pasti con gli impegni di lavoro e l’allenamento.
La passione per lo sport spesso porta le persone, anche di età avanzata, a cimentarsi nella corsa persino di lunga distanza, con sedute di allenamento quasi al pari di un agonista. Ma quanto fa bene tutto questo?
La vera gara ognuno di noi deve farla con sé stesso e bisogna rispettare i segnali che, a qualsiasi età, il corpo ci offre. La regola aurea è quella di non esagerare. Lo sport è un’attività bellissima ma, se non si rispettano i propri limiti, si rischia di andare incontro a delusioni e inevitabili abbandoni. Ed anche qui l’alimentazione giusta diventa importantissima. Solo la normalità ci garantisce uno stile di vita sostenibile, non dimenticando il riposo e che l’alimentazione stessa deve essere un piacere, ma senza eccessi.
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