Federico Rognoni ci guida dietro le quinte dell’algoritmo che sta conquistando gli over 60, trasformando semplici video in strumenti potentissimi per connettere comunità professionisti e nuove icone come “Nonna Silvi”
TikTok non è più soltanto il social dei giovanissimi. A dirlo sono i numeri: secondo il rapporto Boomers are doing more scrolling and shopping di GWI, GlobalWebIndex, l’utilizzo della piattaforma da parte dei boomer è cresciuto del 57% dal 2021 a oggi. Il pubblico di TikTok sta cambiando anche in Italia, con una forte crescita degli utenti over 60. Ne abbiamo parlato con Federico Rognoni, classe 2000. Federico entra nel mondo dei social a 16 anni e nel 2019 punta su TikTok, intuendone le potenzialità di marketing. È tra i primi in Italia a usarlo strategicamente, fino a collaborare con aziende multinazionali. Nel 2023, insieme a Creator Dose, di cui è partner, lancia VidoserTalent, una talent agency che gestisce più di 60 creator in esclusiva.
Cosa sta succedendo a TikTok, è vero che la piattaforma sta conquistando anche un pubblico più adulto?
Sì, è da un po’ che notiamo questa tendenza. Considerando che lo scorso anno TikTok contava circa 24 milioni di utenti in Italia, è evidente che la componente adulta della piattaforma sta crescendo rapidamente.
Ci puoi dire di più su questo cambiamento ?
TikTok si è evoluta moltissimo negli anni, diventando una piattaforma più diffusa, versatile e adatta a diversi tipi di pubblico. All’inizio, nel 2019, la maggior parte dei contenuti era legata a balletti, sfide virali e video comici. Oggi invece si trovano contenuti di ogni tipo: tutorial, approfondimenti culturali, consigli professionali, politica, libri e molto altro, grazie anche all’espansione della community e alla diversificazione degli interessi degli utenti. La caratteristica fondamentale di TikTok, però, è rimasta la stessa: il feed propone contenuti personalizzati in base agli interessi di chi lo utilizza. Nella pratica, non è l’utente a scegliere sempre ciò che vuole vedere, ma l’algoritmo, che interpreta una moltitudine di segnali, dalle interazioni con i video ai tempi di visualizzazione, per suggerire i contenuti più rilevanti. Questo sistema permette anche agli utenti adulti o con interessi di nicchia di trovare facilmente contenuti su misura, rendendo la piattaforma adatta a un pubblico molto più ampio rispetto ai primi anni. Oggi TikTok è uno strumento potente per informazione, creatività e marketing, capace di connettere persone, comunità e brand in modi prima impensabili. Due esempi su tutti la nuova creator dell’anno, la vera cuoca star: Nonna Silvi, 84 anni, con i suoi 2 milioni di followers, e Nonno Severino, 96 anni, mancato da qualche mese, che con la moglie Emma ha regalato agli utenti divertenti scenette domestiche.
TikTok può supportare il lavoro e le attività professionali o imprenditoriali?
Secondo me è uno strumento di marketing straordinario per aziende e professionisti, perché permette di raggiungere con precisione le persone realmente interessate a un determinato argomento. È fondamentale creare contenuti pensando sempre a chi li guarda. Non basta vendere un prodotto, bisogna offrire le tre “I”: ispirazione, informazione o intrattenimento, almeno uno di questi elementi deve esserci. Il segreto sta nei primi tre secondi del video: se non catturano l’attenzione, il pubblico scorre oltre. Infine, è fondamentale scegliere una nicchia precisa: TikTok deve comprendere a chi proporre il contenuto per massimizzarne la visibilità.
Recentemente la Commissione europea ha affermato che lo scroll di TikTok può creare dipendenza e mettere il cervello in modalità “pilota automatico”. Qual è la tua opinione?
È vero che lo scroll (scorrimento dei contenuti, n.d.r.) continuo può creare abitudine, ma questo vale per tutte le piattaforme social, non solo per TikTok. In realtà, TikTok ha numerose linee guida e strumenti di sicurezza: ci sono limiti su armi, nudità e contenuti d’odio, e un algoritmo che filtra i contenuti prima della pubblicazione. La percezione che questo social sia particolarmente pericoloso è spesso un mito. Come in ogni sistema digitale, possono esserci bug, ma esistono anche controlli sull’età e strumenti di parental control per i genitori. Il problema principale in Italia è culturale: molti ragazzi accedono ai social tramite il telefono dei genitori, quindi l’educazione digitale diventa fondamentale. La “scroll dipendenza” è un fenomeno da tenere sotto controllo, ma è altrettanto chiaro che queste piattaforme possono essere strumenti potenti per comunicazione, marketing e costruzione di comunità, a patto di usarle con consapevolezza, sia rispetto ai tempi di utilizzo sia alla qualità dei contenuti.
Come impatta l’intelligenza artificiale con questo social?
L’intelligenza artificiale sta avendo un grande impatto su tutti i contenuti digitali e quindi anche su TikTok. Purtroppo molti video generati con AI possono risultare di bassa qualità, confusionari o “trash”, eppure spesso funzionano. Allo stesso tempo, l’AI può essere uno strumento utile per migliorare i contenuti: ad esempio, generando sottotitoli automatici o creando immagini e video che servono a raccontare qualcosa che altrimenti non sarebbe disponibile. TikTok, per garantire trasparenza, inserisce un’etichetta in basso ai video realizzati con l’AI, così che gli utenti siano sempre consapevoli della natura del contenuto.
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