Ha superato ogni livello di guardia la condizione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in Sicilia. Un’estate drammatica segnata dal dolore per la scomparsa di chi ha perso la vita tra i roghi, dai tragici scenari come il devastante incendio di Pistunina a Messina, dove sono morte sei persone, e dal sacrificio di chi indossa la divisa, culminato nella drammatica perdita del Capo Reparto Alessandro Marchì, deceduto in servizio, durante le operazioni di spegnimento di un vasto incendio a San Cataldo. Tra le ferite aperte sul territorio e le critiche del sindacato a un’amministrazione accusata di rispondere alle emergenze con semplici passerelle politiche, i lavoratori hanno detto “basta”, proclamando lo sciopero, previsto ad ottobre. Abbiamo fatto il punto con Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Fisi (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali).
Quanto il combinato disposto tra turni, mezzi usurati e temperature estreme sta mettendo a rischio la vita dei soccorritori?
Il carico di lavoro continuo, lo stress correlato, le temperature elevate e l’uso prolungato dei DPI sono le cause principali di malori e di un fortissimo stress psicofisico. A questo si aggiunge la battaglia quotidiana con i guasti dei mezzi di soccorso, ormai usurati dal tempo e dall’impiego intensivo. La Sicilia è letteralmente oberata di lavoro, ma viene trattata e calcolata al pari di comandi che contano il doppio del personale e gestiscono un numero nettamente inferiore di interventi.

Carmelo Barbagallo, segretario nazionale FISI
Quali sono state le immagini più simboliche di questa estate che testimoniano lo stato di abbandono del servizio?
Per me, che ho già vissuto più volte queste drammatiche situazioni nel tempo, l’immagine simbolo è il funerale del Capo Reparto Marchì, insieme ai roghi di Pistunina e della Conca d’Oro. Questo è l’emblema del Corpo Nazionale: da una parte ci siamo noi, che ci sacrifichiamo fino allo stremo; dall’altra c’è la politica, preoccupata solo di fare passerelle elettorali.
Perché i recenti decreti di mobilità continuano a essere definiti “un semplice spostamento di tessere senza nuove coperture
Non bisogna farsi ingannare dalle notizie sulle assunzioni degli ultimi anni. Il sistema scontava già una carenza strutturale di oltre 5.000 unità a causa della spending review e del massiccio pensionamento del personale assunto nelle epoque passate, fattori che hanno lasciato una falla enorme. Contestualmente, le emergenze e gli interventi si sono quintuplicati. L’Amministrazione, d’intesa con la politica, si è limitata a spostare il personale esistente, alimentando un sistema di pendolarismo perenne senza risolvere la carenza organica.
Quali sono le aree della Sicilia oggi più vulnerabili dove il ritardo nei soccorsi rischia di diventare fatale?
In Sicilia non esiste un territorio privo di vulnerabilità. Catania si trova ai piedi di un vulcano attivo ed è esposta a eventi meteo estremi lungo la costa ionica; Messina è ad altissimo rischio sismico e idrogeologico; Trapani presenta gravi vulnerabilità sismiche e Siracusa ospita un complesso polo industriale. A questo si somma l’inadeguatezza della rete viaria, che penalizza l’intera isola.
L’assurdità della gestione emerge anche nei servizi specialistici: i sommozzatori di Catania coprono solo due turni, mentre gli altri due vengono garantiti dal personale di Reggio Calabria tramite spostamenti in elicottero. Per ovviare alle criticità della viabilità si sta portando avanti, seppur con estrema lentezza, il progetto “Sicilia in 72 ore”, ideato per dividere l’isola in due macro-aree dotate di mezzi e attrezzature pronti a intervenire tempestivamente.
Qual è l’impegno minimo e non negoziabile che chiedete per fermare la protesta ed evitare il collasso del sistema?
Siamo stati costretti a proclamare lo sciopero regionale perché nessuna delle richieste presentate al tavolo di conciliazione è stata accolta dalla Direzione Regionale. Questo atteggiamento conferma la negligenza nei confronti del personale, utilizzato per le passerelle istituzionali e poi abbandonato a se stesso quando si trova ad operare in trincea. In un anno in cui colleghi hanno perso la vita e tantissimi altri sono stati spinti oltre il limite dello stremo, non possiamo accettare ulteriore lassismo. Per rispetto di chi lavora sul campo, lo sciopero regionale è un atto dovuto.
Chi vi sta mostrando vicinanza?
L’onorevole Luciano Cantone (Movimento 5 Stelle) da sempre dimostra attenzione verso i Vigili del Fuoco. Anche l’onorevole Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle) si è spesa per la causa presentando un’interrogazione parlamentare. Un ringraziamento va inoltre ad Alessandro Porto, che ha sempre garantito massima disponibilità, sostenendo in particolare l’intitolazione di luoghi alla memoria dei Vigili del Fuoco caduti in servizio o deceduti per malattie non ancora riconosciute come professionali.