Il bollo auto diventa un caso: tutto quello che c’è da sapere

Il governo cancella la tassa per 14,5 milioni di mezzi. Ma il taglio delle accise sul diesel pesa

Il bollo auto diventa un caso: tutto quello che c’è da sapere
S.Candide/Shutterstock

Il beneficio dell’abolizione del bollo auto, promesso da Silvio Berlusconi nel 2008 e nel 2017, è l’ultima mossa del Governo per intervenire sui costi delle famiglie. Annunciata due giorni fa dopo l’approvazione dell’Esecutivo, manco a dirlo ha scatenato da subito una ridda di commenti contrastanti tra gli entusiasti e gli scettici. Qualcuno (Adnkronos e Facile.it) ha anche provato a vedere quale sarà l’effettivo risparmio per gli italiani. Anche a fronte dell’annosa questione delle accise mobili che, sempre secondo il Governo, dovrebbero entrare in vigore ai primi di ottobre.

L’abolizione del bollo sulle automobili di piccola e media potenza, fino ad 80 kW riguarda oltre il 70% delle auto in circolazione, ovvero 13,2 milioni di veicoli, quelli più utilizzati nelle città e dalle famiglie. A questi si aggiungono circa 1 milione e 100 mila motoveicoli, per un totale di quasi 14,5 milioni di mezzi.

Durante l’annuncio la premier Giorgia Melloni ha spiegato la logica che ha guidato la scelta, paragonandola a un intervento simile fatto in passato su un altro bene primario: “Lo schema ricalca – ha aggiunto – quello che un altro governo di centrodestra, di cui io facevo parte, ha utilizzato per la casa. Il bollo sarà azzerato su una sola auto di proprietà di ogni cittadino, segnatamente quella meno potente”.

Per finanziare l’esenzione, il governo ha previsto un meccanismo di compensazione per le Regioni, che attualmente incassano il gettito del bollo auto. “Le Regioni riscuotono i proventi della tassa. Noi, ha spiegato la premier, trasferiremo alle Regioni la quota di risorse che, chiaramente, rappresenta per loro un mancato introito”. Fonti di governo hanno spiegato che per finanziare l’esenzione saranno utilizzate «economie del Pnrr», e per la precisione «sia “grants” sia “loans” non utilizzati alla scadenza del 30 giugno 2026».

Quanto si risparmia davvero

Ma a quanto ammonta il risparmio concreto per le famiglie? Secondo l’analisi congiunta di Facile.it – realizzata per Adnkronos, il bollo medio 2026 per questa categoria di automobili è stato pari a 163,5 euro. Una cifra che, per chi possiede un’auto di piccola o media potenza, rappresenta un alleggerimento immediato e tangibile. Tuttavia, il quadro è più complesso di quanto sembri.

Il taglio del bollo auto si accompagna infatti a una riduzione dello sconto sulle accise del diesel, con un impatto negativo sulle tasche degli automobilisti. Facile.it ha elaborato alcune stime partendo dal prezzo attuale del diesel in modalità self, arrivato il 17 settembre a 2,266 euro al litro. Con questo prezzo, un pieno da 50 litri costa 113 euro.

Fino al 25 settembre lo sconto sulle accise sarà ridotto a 12,2 centesimi e questo, al netto di ulteriori aumenti, porterebbe il prezzo alla pompa a 2,315 euro e il costo del pieno a 116 euro. Dal 26 settembre al 5 ottobre, con l’ulteriore riduzione dello sconto, il pieno salirà a 119 euro. Dal 6 ottobre in poi, in assenza di ulteriori interventi, la spesa per un pieno di diesel potrebbe superare i 122 euro.

Su base annua, considerando una percorrenza di 10.000 km, si passerebbe da una spesa di 1.246 euro (17 settembre, con un taglio delle accise pari a 17,1 centesimi al litro) a una spesa di 1.340 euro (in assenza di sconti sulle accise), con un sovrapprezzo pari a 94 euro, al netto di ulteriori aumenti del prezzo del diesel. Per dare un parametro di confronto, considerando il prezzo del diesel alla pompa 12 mesi fa (pari a 1,64 euro al litro), la spesa annua per 10.000 km si fermava a 903 euro.

Il risultato è un bilancio a due facce: se gli automobilisti che potranno godere dell’esenzione dal bollo risparmieranno, in media, 163,5 euro per il primo veicolo intestato, dall’altro potrebbero dover mettere in conto costi superiori di rifornimento per le auto diesel, che potrebbero erodere, almeno in parte, il vantaggio complessivo.

Le reazioni politiche

La maggioranza esulta. Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha commentato sui social: “Oggi aboliamo il bollo auto, una tassa ingiusta e insopportabile, a cominciare dalle automobili e dai motorini con cui si muovono ogni giorno le famiglie. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale “meno tasse per tutti”, quelle che hanno portato fra l’altro all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Le esenzioni dal bollo auto sono solo l’inizio.”

Manfredi Potenti (senatore toscano della Lega) la giudica una grande vittoria per i cittadini. Anche Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità giudica positivo l’intervento Governo, che deve, sottolinea, diventare strutturale. Per Carlo Calenda, abolire il bollo su auto e motocicli entro un limite di cilindrata e’ una misura più equa della diminuzione delle accise che aiuta anche chi ha supercar.

Non mancano ovviamente le polemiche. Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ha attaccato duramente la misura. “Per quanto riguarda i rimborsi annunciati dalla premier Giorgia Meloni – ha dichiarato a Controradio – si afferma falsamente che si tratta di compensazioni”. Il decreto, spiega infatti, facendo l’esempio della Toscana, prevede un rimborso per poco più di 100 milioni di euro, contri i 350 ricavati dal bollo auto.

Lo scontro social Renzi Meloni

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha commentato a ‘Start’, su SkyTg24: “Meloni ha tolto un bollino, ma è un passo avanti. Ritengo vada esteso”. E ha aggiunto: “chiunque toglie le tasse, qualunque sia il colore politico, è benvenuto”. Poi, su Facebook, ha rilanciato: “Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea.Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea”.

Renzi ha poi ripreso un post del 2016 in cui Meloni lo accusava di essere un “venditore di pentole” per aver annunciato l’abolizione del bollo auto. La premier ha risposto ironicamente: “Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare”.

Renzi ha replicato: “Giorgia Meloni mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra REALIZZARE e ANNUNCIARE? Io ho realizzato 80€, industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco”.

Le accise mobili e il nodo delle coperture

Il governo ha anche prorogato fino al 5 ottobre lo sconto sulle accise sul gasolio, ma ha ridimensionato il taglio che passa da 17,1 centesimi al litro a 12,2 centesimi al litro fino al 25 settembre, per scendere a 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre. Poi, ha assicurato la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa post Cdm, si procederà attivando il meccanismo delle accise mobili.

La misura, secondo quanto ribadito dalla stessa Meloni via social, “non vale solo per il 2027. Come il Governo ha già ampiamente garantito e ribadito, la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva”.

Il bollo auto è una delle tasse più datate della storia d’Italia. Fu introdotta nel 1953 come «tassa di circolazione» e accompagnò il boom della motorizzazione in Italia. È divenuta negli anni ’80 tassa di possesso ed è un perfetto esempio di tassazione indiretta e dunque iniqua. Oggi il governo cancella sicuramente uno dei balzelli più odiati dagli italiani, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il carico fiscale sulle famiglie. La misura, però, dovrà fare i conti con le reazioni delle Regioni e con la copertura finanziaria che, secondo l’esecutivo, è garantita dalle economie del Pnrr.

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