La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si è chiusa con il Leone d’Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy. Il film della regista danese ha ottenuto anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata a Mathilde Arcel. Un doppio riconoscimento raro, reso possibile dall’unanimità della giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal.
Ambientato nella Danimarca del secondo dopoguerra, Woman Unknown racconta la storia di Marie, una giovane donna che tenta di costruirsi una nuova esistenza mentre riaffiora un passato compromettente legato agli anni dell’occupazione nazista. Attraverso la sua protagonista, el-Toukhy affronta temi come il controllo sul corpo femminile, la violenza e la condizione di chi è costretto a vivere ai margini. Ritirando il Leone d’Oro, la cineasta ha ricordato le difficoltà incontrate per realizzare il progetto e ha dedicato il premio alla figlia, invitando le nuove generazioni a far sentire la propria voce contro la disumanizzazione.
Maggie Gyllenhaal ha sottolineato come la decisione di premiare anche Mathilde Arcel sia arrivata con il consenso di tutti i giurati. La presidente ha inoltre respinto l’idea che la vittoria del film fosse legato alla scarsa presenza femminile tra i registi in gara, rivendicando una scelta fondata sul valore dell’opera e sulla forza della sua protagonista.
Il Leone d’Argento-Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love di Lee Chang-dong. Storia che mette in contatto due coppie dalle condizioni economiche e sociali molto differenti, affrontando precarietà, desiderio e disuguaglianze di classe. Ilya Khrzhanovsky ha ottenuto invece il Leone d’Argento per la migliore regia grazie a Dau, progetto monumentale e tra i titoli più sperimentali presentati al Lido.
La Coppa Volpi maschile ha premiato il veterano John Malkovich per Wild Horse Nine, nel quale interpreta un agente della CIA malato terminale alle prese con un ultimo viaggio sull’Isola di Pasqua. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, documentario costruito attraverso immagini e testimonianze legate alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. A Stéphane Brizé è andato, invece, il premio per la Miglior sceneggiatura di Un bon petit soldat, con protagonista Alba Rohrwacher.
Il concorso principale ha lasciato l’Italia senza riconoscimenti nonostante la presenza di cinque titoli. Le soddisfazioni sono arrivate, però, dalla sezione Orizzonti, dove I figli della scimmia di Tommaso Landucci ha conquistato due premi: Riccardo Scamarcio ha vinto come Miglior attore, mentre al film è andato anche il riconoscimento per la Migliore sceneggiatura.
La Mostra 2026 si è chiusa con la vendita di 117.656 biglietti, pari al + 14% rispetto al 2025, che era già stato un anno record, e 14mila accrediti. L’appuntamento è con l’84esima edizione prevista al Lido dall’1 all’11 settembre 2027.