Il sindaco Nicoletta Fabio ha approvato l’ordinanza che definisce regole, controlli veterinari e misure di sicurezza per l’addestramento degli animali. Previsti requisiti specifici per cavalli e fantini, verifiche tecniche e controlli farmacologici.
Il Palio di Siena riparte dalle regole
Il sindaco Nicoletta Fabio ha firmato lo scorso martedì 3 febbraio l’ordinanza che disciplina le misure operative relative al protocollo per l’addestramento dei cavalli da Palio per l’anno 2026.
Il documento, approvato dalla Giunta comunale nella stessa giornata, definisce un sistema di controlli sanitari, requisiti tecnici e norme di sicurezza per tutelare il benessere degli animali e garantire lo svolgimento corretto delle prove. L’obiettivo dichiarato è impedire che durante i lavori di addestramento si creino condizioni in grado di produrre danni ai cavalli, attraverso un monitoraggio costante affidato a commissioni specializzate.
Le commissioni tecniche e veterinarie al centro del sistema
L’ordinanza prevede l’istituzione di una Commissione Tecnica Comunale che opererà in coordinamento con la Commissione Veterinaria del Palio. La prima viene nominata dal sindaco seguendo le prescrizioni contenute nell’articolo 3 del protocollo e ha il compito di verificare e tutelare il benessere degli animali durante tutti i lavori di addestramento.
In particolare, la commissione dovrà accertare che non si verifichino situazioni potenzialmente dannose per i cavalli e valutare l’attitudine di ciascun animale alla presenza nel Campo. Un aspetto cruciale riguarda la corrispondenza morfostrutturale, cioè la verifica che il cavallo possegga le caratteristiche fisiche necessarie per gli scopi previsti dal protocollo, messo a punto nel corso degli anni proprio per garantire maggiore sicurezza. La Commissione Tecnica avrà anche il compito di predisporre, attraverso l’Ufficio Palio, l’opportuna preparazione per i cavalli di quattro anni, in modo da assicurare l’effettuazione dei lavori di addestramento. Potrà inoltre decidere di far partecipare i cavalli di età superiore ai cinque anni anche a un numero di lavori superiore a quanto previsto dal protocollo standard, con l’obiettivo di garantire una partecipazione omogenea nell’intero periodo.
Prima dell’inizio dell’attività, la commissione redigerà un disciplinare con le specifiche tecniche da osservare durante i lavori. Al termine della stagione paliesca, Commissione Tecnica e Commissione Veterinaria dovranno redigere per ogni cavallo una relazione individuale, dalla quale si evincerà se il soggetto potrà partecipare all’attività dell’anno successivo. Questo sistema permette di tenere traccia delle condizioni di salute e delle prestazioni di ciascun animale nel tempo.
I requisiti per i cavalli e i controlli sanitari
I proprietari che intendono far partecipare i propri cavalli ai lavori di addestramento devono iscrivere gli animali attestando tramite autocertificazione i dati presenti nel documento unico di identificazione a vita, il cosiddetto passaporto, rilasciato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste o da ente estero equiparato.
Il cavallo deve essere nato in Italia o in altri paesi dell’Unione Europea dove siano applicate procedure di controllo analoghe per assicurare provenienza e genealogia, e deve presentare una percentuale di sangue inglese non superiore al 75 per cento. L’ordinanza stabilisce anche parametri biometrici precisi.
Per i cavalli con altezza al garrese compresa tra 150 e 156 centimetri, la circonferenza dello stinco non deve essere inferiore a 19 centimetri. Per quelli con altezza compresa tra 156,1 e 163 centimetri, la circonferenza dello stinco deve essere di almeno 19,5 centimetri. Questi requisiti servono a garantire che l’animale abbia la struttura fisica adeguata per affrontare lo sforzo richiesto dalla corsa.
Al momento della visita per l’ammissione al protocollo, i cavalli devono essere identificati attraverso l’applicazione di un transponder e accompagnati dal documento unico di identificazione. Devono inoltre essere stati sottoposti a test ELISA per il rilievo degli anticorpi nei confronti del virus dell’anemia infettiva equina, con valenza annuale. L’azienda Usl Toscana Sud Est ha richiesto questa verifica considerata l’elevata concentrazione di animali che partecipano alle visite. Durante i lavori di addestramento, i cavalli devono essere classificati come non destinati alla produzione di alimenti per consumo umano. Questa dichiarazione viene considerata valida e irreversibile nel momento in cui viene riportata nella Banca Dati Nazionale e nel passaporto, secondo la normativa vigente.
Infine, gli animali devono essere iscritti al Repertorio dei cavalli atleti tenuto dalle federazioni sportive o dagli enti di promozione sportiva. I proprietari sono tenuti a presentare, insieme alla richiesta di iscrizione, copia di un’assicurazione di responsabilità civile contro terzi.
Le regole per i fantini e i controlli antidoping
Anche i fantini sono sottoposti a requisiti specifici. Devono presentare un certificato medico agonistico valido, aver compiuto la maggiore età, indossare il casco omologato CE e il corpetto protettivo. Sono obbligati a dichiarare di non aver riportato condanne per maltrattamento o uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine. Durante tutte le fasi di addestramento devono osservare scrupolosamente le prescrizioni impartite dai veterinari della Commissione Tecnica. L’ordinanza prevede che i fantini possano essere sottoposti ad alcol test e drug test in qualsiasi momento.
I controlli saranno effettuati a discrezione del Comune di Siena, su tutti i partecipanti o a campione tramite estrazione. È specificato che i fantini corrono a totale loro rischio e pericolo. In caso di necessità di soccorso per infortunio, i soccorritori si limiteranno a utilizzare procedure di mobilizzazione e immobilizzazione adeguate alla situazione di grave rischio evolutivo.
Sempre nella stessa data, il sindaco Nicoletta Fabio ha approvato con specifica ordinanza sindacale anche il protocollo per il controllo dei trattamenti farmacologici nei cavalli del Palio. Questa misura completa il quadro delle tutele previste per gli animali, garantendo che non vengano somministrate sostanze vietate o pericolose. Il sistema di controlli mira a prevenire l’uso di farmaci che potrebbero alterare le prestazioni del cavallo o comprometterne la salute.
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