In provincia di Pisa, inaugurato lo spazio “Con-tatto” dedicato agli anziani con fragilità cognitive: un investimento da 30mila euro per migliorare il benessere attraverso i sensi.
Una stimolazione di luci, suoni e profumi
Il concetto di cura per la terza età sta attraversando una metamorfosi profonda, spostando l’asse dall’assistenza puramente clinica a una dimensione che abbraccia il benessere psicologico e sensoriale. Al centro di questa rivoluzione silenziosa si collocano le stanze multisensoriali, ambienti progettati seguendo il metodo Snoezelen, nato in Olanda negli anni Settanta. Queste aree non sono semplici stanze arredate con gusto, ma veri e propri ecosistemi terapeutici dove luci, suoni, profumi e consistenze materiche lavorano in sinergia per stimolare i sensi in modo controllato. Per un anziano affetto da demenza o da patologie cognitive degenerative, il mondo esterno diventa spesso una fonte di stress incomprensibile, un rumore bianco che genera ansia e isolamento.
La stanza sensoriale agisce come un filtro protettivo che permette di ristabilire un canale di comunicazione con la realtà circostante. Attraverso la stimolazione di vista, udito, olfatto e tatto, si cerca di risvegliare memorie sopite o semplicemente di indurre uno stato di rilassamento profondo che la farmacologia tradizionale non sempre riesce a garantire con la stessa dolcezza. L’efficacia di questi spazi risiede nella loro capacità di adattarsi alle risposte individuali, trasformando un ambiente asettico in un luogo di “con-tatto” emotivo.
Il progetto “Con-tatto”
Nel cuore di Santa Croce sull’Arno, la Residenza sanitaria assistenziale Meacci ha compiuto un passo decisivo in questa direzione inaugurando ufficialmente “Con-tatto”, la sua nuova stanza multisensoriale.
Si tratta di un traguardo significativo per una struttura che, pur mantenendo dimensioni contenute, dimostra una vitalità progettuale non comune nel panorama del welfare locale. L’opera ha richiesto un investimento complessivo superiore ai 30mila euro, una cifra che testimonia la volontà dell’amministrazione di non risparmiare sulle fragilità. Fondamentale, in questo percorso, è stato il sostegno economico della Fondazione Pisa, ente che si è dimostrato sensibile alle necessità del tessuto socio-sanitario della provincia.
Non è solo una questione di macchinari o arredi, ma di una visione politica e sociale che mette al centro la dignità dell’individuo, garantendo che ogni cittadino, anche nelle fasi più difficili della vita, possa sentirsi protetto e valorizzato all’interno della propria comunità.
Tecnologia e cura nella stanza multisensoriale
Entrando nei dettagli tecnici, l’ambiente è stato sottoposto a una completa riqualificazione estetica e funzionale. Gli interventi hanno riguardato la tinteggiatura delle pareti con cromie studiate per favorire la calma e l’installazione di nuovi tendaggi oscuranti che permettono di modulare la luminosità naturale.
La dotazione tecnologica della stanza multisensoriale RSA Meacci comprende poltrone relax ergonomiche, proiettori di immagini ad alta definizione coordinati con sistemi di diffusione sonora e diffusori di aromi che integrano effetti luminosi soffusi. Pannelli sensoriali e oggetti specifici per la stimolazione tattile completano l’allestimento, offrendo agli ospiti un’esperienza immersiva totale. L’obiettivo non è intrattenere, ma creare connessioni autentiche.
L’impatto sui 25 residenti della struttura
L’introduzione di queste terapie non farmacologiche poggia su basi scientifiche solide e su dati clinici che mostrano benefici immediati e misurabili. Le esperienze già maturate in altre strutture di eccellenza indicano una riduzione significativa della frequenza cardiaca e della tensione muscolare negli utenti che frequentano regolarmente questi spazi. Un dato di particolare rilievo riguarda il miglioramento della comunicazione interpersonale, favorito dal rapporto uno a uno che si instaura tra l’operatore e l’anziano durante la sessione.
Questo stato di benessere diffuso ha come conseguenza diretta una possibile riduzione del ricorso ai farmaci sedativi, spesso utilizzati per gestire i disturbi del comportamento legati alla demenza.
Attualmente, la RSA Meacci accoglie 25 anziani non autosufficienti, molti dei quali presentano un quadro cognitivo complesso che rende le attività ricreative tradizionali poco efficaci o addirittura frustranti. Per queste persone, la soglia di tolleranza allo stress è estremamente bassa e la capacità di filtrare gli stimoli ambientali caotici è quasi nulla. La stanza “Con-tatto” risponde esattamente a questo bisogno di protezione e modulazione degli input esterni. Il benessere generato si riflette inevitabilmente sulla vita quotidiana dell’intero reparto, creando un clima di maggiore serenità che avvolge anche le famiglie, spesso rassicurate nel vedere i propri cari vivere momenti di autentica tranquillità.
Credit foto: Comune di Santa Croce sull’Arno
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