La classifica delle grandi città vede Zurigo in testa e ultima Praga, mentre Roma e Milano arrancano per rimanere a metà
Dormire bene è uno dei nuovi lussi del nostro tempo: la qualità del sonno incide sulla salute fisica, sull’umore, sulla concentrazione e, in fondo, sulla felicità. Lo sanno bene coloro che abitano nelle grandi città europee, dove il traffico, le luci artificiali e i ritmi frenetici trasformano ogni notte in una piccola sfida. A misurare tutto questo ci ha pensato l’European Sleep Index 2026, uno studio che ha indagato 25 metropoli europee per stabilire dove la qualità del sonno raggiunge i livelli più alti e dove, invece, scende inesorabilmente. L’indice si basa su sei indicatori oggettivi: inquinamento luminoso, qualità dell’aria, inquinamento acustico, tasso di fumatori, consumo di alcol pro capite e durata media del riposo notturno. A ciascun fattore viene assegnato un punteggio di penalità: più il totale è basso, meglio si dorme.
Le 4 grandi città europee dove si dorme meglio
In cima alla classifica della migliore qualità del sonno c’è Zurigo. La città svizzera ha un inquinamento luminoso praticamente nullo, un consumo di alcol contenuto e una cultura della salute radicata nella quotidianità dei suoi abitanti. Al secondo posto si piazza Amsterdam, che sorprende per il bassissimo inquinamento acustico, un risultato straordinario per una città densamente popolata. La rete ciclabile capillare, che riduce il traffico motorizzato, e una filosofia diffusa di equilibrio tra lavoro e vita privata contribuiscono a rendere le notti silenziose. Una lezione che conosce bene anche Stoccolma, terza sul podio. La capitale svedese, abbracciata dall’acqua, beneficia di una riduzione naturale del rumore e di un’aria tra le più pulite d’Europa con zero punti di penalità per l’inquinamento atmosferico, il risultato migliore dell’intero indice. Dove la natura entra in città, la qualità del sonno migliora.
Dove dormire è un incubo
All’opposto del ranking, Praga che chiude in ultima posizione: qui il consumo di alcol raggiunge il massimo assoluto dell’indice, il tasso di fumatori è tra i più alti e il rumore notturno disturba in modo significativo il riposo dei residenti. La vivace vita notturna della città boema, celebre meta del turismo europeo, ha evidentemente un costo che si paga soprattutto di notte. Varsavia precede Praga di poco, appesantita da un inquinamento atmosferico tra i peggiori della classifica e da livelli elevati di rumore. La capitale polacca sconta i ritmi di uno sviluppo urbano accelerato che non ha ancora trovato il giusto equilibrio tra crescita economica e qualità della vita. Terza dal fondo c’è Barcellona con il primato negativo per l’inquinamento acustico, il punteggio peggiore dell’intero studio. Turismo di massa, vita notturna intensa, densità abitativa elevata e traffico continuo trasformano le notti catalane in un concerto poco ristoratore.
Come si dorme a Roma e Milano?
Le due principali città italiane occupano posizioni di metà classifica, ma con profili molto diversi. Roma è al sedicesimo posto. La Capitale soffre per l’inquinamento luminoso e per una qualità del sonno che risente del rumore e dello smog. Eppure, la durata media del riposo notturno ha un valore eccellente che testimonia come i romani, pur circondati dal caos, riescano a ritagliarsi un riposo solido. Il consumo di alcol, poi, segna uno zero assoluto, a riprova di abitudini personali tutto sommato virtuose. Milano si ferma al ventunesimo posto, frutto delle criticità di una metropoli a vocazione industriale e finanziaria. Il dato più allarmante è quello sulla qualità dell’aria, che raggiunge il punteggio massimo, data anche la vicinanza con la Pianura Padana. Inquinamento luminoso e rumore completano un quadro ambientale impegnativo. Eppure, anche i milanesi sembrano cavarsela sul fronte delle abitudini personali: la durata, se non la qualità del sonno, è elevata, il consumo di alcol è nullo e il tasso di fumatori contenuto. Come se, consapevoli dei limiti ambientali, cerchino di compensare con uno stile di vita più salutare.
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