Quasi 900 esercizi commerciali offrono rifugio e assistenza a chi si trova in pericolo. Il progetto di DonneXStrada coinvolge bar, farmacie e negozi con personale formato.
Come funzionano i luoghi di accoglienza
La rete si allarga, quartiere dopo quartiere, città dopo città. I Punti Viola sono oggi quasi 900 in Italia e rappresentano una risposta concreta alla violenza di genere che non passa soltanto attraverso i canali istituzionali, ma si radica nel tessuto urbano quotidiano. Nati dall’intuizione dell’associazione DonneXStrada, questi luoghi sicuri stanno cambiando il modo in cui le comunità locali affrontano il tema della sicurezza in strada, trasformando esercizi commerciali comuni in presidi di protezione accessibili a tutti.
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Bar, farmacie, negozi, pizzerie, centri estetici e persino cinema aderiscono volontariamente al progetto e si impegnano a formare il proprio personale per accogliere chi si trova in difficoltà o in una situazione di pericolo. La formazione non è generica: vengono coinvolti professionisti del team legale e psicologico di DonneXStrada che preparano i dipendenti a riconoscere le richieste di aiuto, gestire situazioni delicate con empatia e fornire indicazioni sui servizi di supporto, come il numero nazionale antiviolenza 1522 o i Centri Antiviolenza territoriali.
Ogni Punto Viola diventa così un presidio discreto ma efficace, riconoscibile grazie a una segnaletica specifica che ne indica la presenza. Chiunque può consultare la mappa aggiornata in tempo reale sul sito dell’associazione per individuare il punto più vicino nella propria zona.
L’espansione della rete e l’ingresso di Coop
Negli ultimi mesi il progetto ha registrato un’accelerazione significativa. Trentanove negozi di Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori del sistema Coop, sono entrati a far parte della rete. I nuovi punti si trovano in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia, andando a rafforzare la presenza dei Punti Viola soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.
L’adesione della cooperativa si inserisce in un percorso più ampio legato alla parità di genere: Coop Alleanza 3.0 ha infatti introdotto misure concrete a sostegno delle proprie dipendenti vittime di violenza, tra cui un’aspettativa retribuita fino a tre anni, novanta giorni di permesso aggiuntivo per percorsi di protezione e la possibilità di trasferimento facilitato in altri punti vendita. Dal 17 novembre scorso, inoltre, la cooperativa ha messo in vendita una shopper in stoffa con un disegno realizzato da Giulia Cecchettin e donato dalla Fondazione a lei intitolata. Il ricavato delle vendite, al costo di cinquanta centesimi l’una, viene interamente devoluto alla Fondazione per finanziare progetti di educazione affettiva e prevenzione della violenza nelle scuole.
Dal virtuale al territorio
DonneXStrada era nata inizialmente come servizio di videochiamate per fare compagnia alle donne che camminavano da sole in strada, soprattutto di sera o in zone poco illuminate. Da quell’idea digitale è scaturita la necessità di creare punti fisici sul territorio, spazi concreti dove chiedere aiuto senza dover necessariamente chiamare le forze dell’ordine o i servizi di emergenza.
I Punti Viola rispondono proprio a questa esigenza: offrono un rifugio immediato, un luogo dove fermarsi, chiedere informazioni, essere ascoltati. Non si tratta di sostituire i servizi pubblici, ma di integrarli con una presenza capillare che possa intercettare anche chi non sa bene a chi rivolgersi o ha paura di farlo. L’associazione sottolinea che collaborare al progetto significa contribuire in modo diretto al contrasto della violenza di genere, rendendo ogni quartiere più attento e consapevole. La sicurezza non può essere delegata soltanto alle istituzioni: deve diventare una responsabilità condivisa dalla comunità.
Aderire al progetto e sostenere la rete
Anche le attività commerciali che vogliono entrare a far parte della rete possono farlo autonomamente. È sufficiente compilare il modulo disponibile sul sito di DonneXStrada e autofinanziare l’iniziativa con una donazione minima di seicento euro. Una cifra che copre i costi della formazione del personale e della segnaletica necessaria a rendere riconoscibile il punto sul territorio.
La mappa online viene aggiornata costantemente, permettendo a chiunque di trovare il Punto Viola più vicino in pochi clic. Questa modalità di adesione ha permesso al progetto di crescere rapidamente, coinvolgendo realtà molto diverse tra loro, dalle grandi catene della distribuzione ai piccoli negozi di quartiere.
Il dato più rilevante è proprio questo: la rete funziona perché non è calata dall’alto, ma nasce dalla partecipazione volontaria di chi vive e lavora in un determinato territorio. È un modello che valorizza la prossimità e trasforma la sicurezza da obiettivo astratto in pratica quotidiana, misurabile nel numero crescente di insegne viola che compaiono nelle strade italiane.
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