Un prototipo dell’Università di Bristol rivoluziona la sicurezza nella terza età
Centinaia di sensori e dati in tempo reale direttamente sullo smartphone potrebbero prevedere fratture, ricoveri e perdita di autonomia negli anziani. Secondo i dati della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità relativi al biennio 2023-2024, un over 65 su cinque cade almeno una volta l’anno. Una percentuale che sale fino a raggiungere un ultra 85enne su tre, più alta tra le donne (24%) rispetto agli uomini (15%). Nel 18% dei casi la caduta provoca una frattura, nel 16% si finisce in ospedale. Eppure, nonostante la casa sia il luogo più a rischio — teatro del 54% degli episodi — un anziano su tre non utilizza nessun presidio di sicurezza. In questo scenario, il tema della prevenzione delle cadute negli anziani torna al centro dell’attenzione grazie a una scoperta che arriva dal Regno Unito.
Un’invenzione nata dall’amicizia
L’idea è venuta ad un ingegnere, Jiayang Li, ricercatore di ingegneria elettrica all’Università di Bristol, preoccupato per la salute del suo anziano mentore, l’ottantanovenne Peter Langlois, che aveva cominciato ad avere seri problemi di deambulazione. Guardarlo faticare a camminare ha acceso in Li una promessa e poi un progetto concreto. “Peter è stato un grande sostenitore del mio lavoro fin dall’inizio del mio dottorato”, ha dichiarato il ricercatore. “È incredibile come, ancora oggi a 89 anni, revisioni meticolosamente i documenti di ricerca del mio gruppo”. E così il rapporto di stima reciproca che si è trasformato in qualcosa di potenzialmente utile per milioni di persone.
Come funziona la soletta hi-tech
Il cuore dell’invenzione è una sofisticata soletta interna, incorporata in una scarpa dall’aspetto del tutto normale. Dentro si nascondono centinaia di minuscoli sensori che, a ogni passo, raccolgono dati in tempo reale sulla qualità dell’andatura, con una precisione paragonabile a quella di un laboratorio specializzato. Le informazioni vengono trasmesse istantaneamente a uno smartphone o a un tablet, dove è possibile visualizzare immagini dettagliate del piede in movimento, con i punti di pressione evidenziati e una valutazione immediata dell’equilibrio. “La prevenzione delle cadute è una sfida enorme per le popolazioni anziane”, ha concluso Jiayang Li. “La possibilità di anticipare ed evitare che ciò accada grazie alla nostra invenzione è davvero entusiasmante”.
Tecnologia per l’indipendenza
“Ho pensato che la tecnologia dei semiconduttori, che stiamo studiando, potesse effettivamente essere d’aiuto”, ha spiegato Li. “Mappare in dettaglio i movimenti delle gambe potrebbe rilevare il rischio di cadute, aiutando le persone anziane a camminare con maggiore sicurezza e al contempo a mantenere la propria indipendenza a casa”. Quella dell’indipendenza, peraltro, non è una parola usata a caso. Per chi ha superato una certa età, continuare a vivere a casa propria e muoversi con autonomia rappresenta spesso una priorità assoluta, e la prevenzione delle cadute negli anziani diventa allora una questione di libertà, non solo di salute.
La paura di cadere: un circolo vizioso
La paura di cadere riguarda un terzo degli over il 34%, ma tra chi ha già vissuto una caduta questa percentuale sale fino al 53% tra gli ultra 85enni. E la paura, paradossalmente, peggiora le cose: riduce la mobilità, spinge a muoversi meno, indebolisce muscoli e riflessi, e alla fine aumenta il rischio di una nuova caduta. Un circolo vizioso difficile da interrompere con la sola forza di volontà, e che rende ancora più urgente investire nella prevenzione cadute anziani con strumenti davvero efficaci. Ecco perché una tecnologia capace di monitorare l’andatura e segnalare situazioni di rischio in anticipo potrebbe avere un impatto che va ben oltre il semplice aspetto fisico. Restituire fiducia nei propri passi significa restituire libertà.
Dal prototipo alla farmacia
Per ora la scarpa esiste solo come prototipo, ma il passo verso la produzione in serie sembra tutt’altro che lontano. Il dispositivo di Li infatti è stato presentato agli esperti del settore suscitando interesse. La tecnologia dei sensori miniaturizzati, peraltro, è in rapida evoluzione: ciò che oggi è un prototipo domani potrebbe trovare spazio nei banconi delle farmacie. Vale la pena ricordare che riguardo la diffusione del fenomeno le disuguaglianze sociali giocano un ruolo significativo: l’incidenza è infatti maggiore tra le persone con difficoltà economiche (29%) e tra quelle con basso livello di istruzione (45%). A ricordarci che i dispositivi per la prevenzione delle cadute nelle fasce anziane devono poter essere accessibili a tutti.
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