Al Santa Maria Annunziata appuntamento giornaliero con Apple e Gigi, i “dottori” a quattro zampe del reparto geriatria
Ogni martedì pomeriggio, tra i corridoi bianchi dell’ospedale Santa Maria Annunziata a Bagno a Ripoli avviene un piccolo miracolo di normalità. Al quarto piano, nel reparto di Medicina D Geriatria, l’atmosfera cambia non appena le porte dell’ascensore si aprono per far uscire Apple e Gigi. Non sono medici, ma portano con sé una cura che non si trova in farmacia. Apple è una labrador femmina dal temperamento mite, mentre Gigi è un vivace barboncino toy. Entrambi indossano una pettorina che li rende subito riconoscibili come i protagonisti di un progetto di pet therapy per anziani che sta cambiando il modo di intendere l’assistenza ospedaliera. Questi piccoli ambasciatori a quattro zampe, scelti con cura dall’Associazione Istruttori Educatori Cinofili Italiani, dedicano il loro pomeriggio ai pazienti. Trasformando una sala d’attesa in uno spazio di vita e relazione.
Un protocollo scientifico per cuore e mente
Il progetto è un’attività terapeutica strutturata. Come spiega Enrico Benvenuti, direttore della struttura di Geriatria, i pazienti interagiscono con i cani attraverso la spazzolatura, la somministrazione di cibo e acqua o semplici giochi con palline e tappeti olfattivi. Questa interazione, calibrata sulle necessità del singolo individuo, segue i criteri scientifici stabiliti dalle linee guida nazionali del Ministero della Salute. I benefici della pet therapy per anziani si riflettono sul piano fisiologico. La scienza conferma che la compagnia di un animale riduce la pressione sanguigna e regolarizza il ritmo cardiaco proteggendo da infarti e ictus. Gli studi indicano che chi possiede un cane vede ridursi del 33% il rischio di mortalità dopo un attacco cardiaco. L’animale agisce come un calmante naturale, diminuendo lo stress e favorendo la predisposizione del paziente a collaborare attivamente con il personale e a seguire le terapie.
SIGG: pet therapy contrasta solitudine e declino cognitivo
Per la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria gli animali sono “farmaci naturali” e antidoti contro la solitudine,. Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e nei reparti ospedalieri, l’interazione con il cane si è rivelata un alleato prezioso contro ansia, depressione e forme di demenza. Anche in presenza di deficit cognitivi, il cane apre un canale di comunicazione non verbale basato sul contatto empatico e sulla fiducia. Benvenuti sottolinea come ciò sia capace di generare un profondo senso di benessere emotivo. L’accudimento di una creatura vivente stimola inoltre l’attività motoria quotidiana. Spazzolare un labrador o lanciare una pallina a un barboncino non sono solo gesti affettuosi, ma esercizi che migliorano la coordinazione, la postura e riducono la rigidità muscolare. È un modo per promuovere un invecchiamento attivo e partecipe, dove la persona non è solo oggetto di cure, ma soggetto attivo che si prende cura di un altro essere.
L’impatto economico e sociale sul sistema sanitario
La pet therapy per anziani ha un impatto sorprendente sui bilanci pubblici. I dati indicano che chi vive o interagisce regolarmente con animali domestici riduce del 15% le proprie visite mediche annuali, con un risparmio stimato per il SSN di circa 4 miliardi di euro l’anno. Grazie alla minore spesa farmaceutica e a una riduzione dei ricoveri ospedalieri. L’esperienza fiorentina dimostra che integrare gli animali nei percorsi di cura permette di ridurre il dosaggio dei farmaci tradizionali. Utilizzando la relazione mediata dal cane come ponte comunicativo tra il malato e lo staff medico. La pet therapy per anziani non è più quindi una sperimentazione di nicchia, ma una realtà consolidata che risponde al bisogno primario di ogni essere umano. Quello di sentirsi visti, ascoltati e amati, anche attraverso uno sguardo silenzioso.
Un ponte verso l’invecchiamento attivo e sereno
In Italia, la sensibilità verso queste pratiche sta crescendo rapidamente. Sempre più strutture scelgono di adottare gli interventi assistiti come terapia complementare, riconoscendo nel legame uomo-animale una risorsa fondamentale per la salute pubblica. Ogni martedì, al Santa Maria Annunziata, la medicina smette di essere solo fatta di pillole e analisi per diventare relazione e fiducia. Mentre Apple e Gigi tornano a casa a fine giornata, lasciano nel reparto qualcosa che non ha prezzo: la motivazione dei pazienti a proseguire il proprio cammino di cura con un sorriso in più. La pet therapy per anziani rappresenta dunque la sintesi perfetta tra scienza e calore umano, un modello di assistenza che mette la dignità della persona al centro del percorso di guarigione.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
