Il programma europeo “Active Ageing” punta su laboratori, mobilità internazionale e apprendimento di comunità per restituire autonomia e connessione sociale agli adulti over 50. Sullo sfondo, un’Europa che invecchia e un divario digitale che non smette di allargarsi.
Il progetto AA+: imparare per restare attivi
Nasce in seno alla piattaforma EPALE della Commissione Europea, e si chiama “AA+ – Active Ageing”: un’iniziativa formativa che punta dritto al cuore di uno dei problemi più concreti dell’invecchiamento contemporaneo, ovvero la progressiva emarginazione degli adulti over 50 dai circuiti digitali, culturali e sociali.
Il progetto si articola in tre assi principali, laboratori pratici di alfabetizzazione digitale, mobilità internazionale tra partecipanti di diversi Paesi europei, e percorsi di community learning che valorizzano l’apprendimento tra pari. L’obiettivo non è trasformare i senior in esperti di tecnologia, ma restituire loro strumenti concreti per muoversi con autonomia in un mondo che cambia velocemente. Perché navigare in rete, oggi, non è più un’opzione ma una condizione necessaria per accedere a servizi sanitari, previdenziali, amministrativi e persino sociali.
L’approccio di AA+ si distingue per una caratteristica precisa: non considera i partecipanti come destinatari passivi di un corso, ma come soggetti attivi del proprio apprendimento.
I laboratori sono progettati attorno ai bisogni reali delle persone, non attorno alla logica della tecnologia in sé. Si parte dall’uso concreto (ad esempio, una prenotazione medica online, una videochiamata, una ricerca su Internet) e si costruisce da lì la competenza. È un metodo che funziona, e che trova riscontro anche nelle ricerche più recenti sull’educazione degli adulti anziani: l’apprendimento contestuale, legato alla vita quotidiana, produce risultati più stabili e duraturi.
Un’Europa che invecchia, un divario che cresce
Le persone di età pari o superiore a 65 anni rappresentano oggi il 22% della popolazione dell’UE, e secondo le proiezioni Eurostat questa quota potrebbe arrivare al 32,5% entro il 2100. L’Italia è tra i Paesi più esposti: con il 24,7% di ultrasessantacinquenni sul totale della popolazione, è il Paese europeo con la più alta quota di anziani. A questo invecchiamento demografico corrisponde un ritardo digitale significativo. Secondo un’indagine Eurostat del 2023, quasi la metà degli adulti over 65 nell’Unione Europea (il 47%) non ha mai utilizzato Internet.
In Italia la situazione è ancora più critica. Solo il 33% delle persone over 65 utilizza regolarmente la rete, posizionando il nostro Paese tra quelli con il più alto tasso di esclusione digitale in Europa. E il dato Istat sulle competenze di base è persino più sconfortante: in Italia solo il 19,4% degli adulti tra 65 e 74 anni possiede competenze digitali almeno di base, contro il 59,1% dei giovani tra 16 e 24 anni.
Tra gli italiani ultra 75enni, la quota di utenti regolari di Internet scende addirittura al 31,4%. Il divario si declina anche per genere: tra gli individui ultra 75enni, il vantaggio maschile nell’uso di Internet diventa particolarmente marcato, con il 38,3% degli uomini contro il 26,5% delle donne.
La risposta europea: reti, metodi e buone pratiche
Il progetto AA+ si inserisce in un ecosistema europeo più ampio, che include iniziative finanziate attraverso il programma Erasmus+ e la piattaforma EPALE, punto di riferimento continentale per l’apprendimento degli adulti.
Esperienze simili, come il progetto SENACT coordinato dal Comune greco di Domokos insieme al Comune di Lisbona, o il See U project che sviluppa app digitali pensate da e per gli anziani, dimostrano che l’approccio partecipativo funziona. La chiave, in tutti questi casi, è la stessa: coinvolgere direttamente i destinatari nella progettazione degli strumenti e dei percorsi.
La Commissione Europea, attraverso il proprio Piano d’Azione per l’attuazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, ha fissato l’obiettivo ambizioso che almeno l’80% della popolazione tra 16 e 74 anni possieda competenze digitali almeno di base, considerate una precondizione per l’inclusione nella società e nel mercato del lavoro.
Un traguardo che richiede uno sforzo collettivo e strutturato, che passa inevitabilmente dal coinvolgimento attivo degli over 50.
Imparare a qualsiasi età: il valore del lifelong learning
Dietro al progetto AA+ c’è una filosofia chiara, che si allinea con le politiche europee sull’apprendimento permanente: formarsi non è un’attività riservata alla giovinezza o alla vita lavorativa. È un processo che attraversa tutta l’esistenza e che, negli anni della pensione, può diventare un potente strumento di inclusione, benessere e partecipazione.
La mobilità internazionale prevista da AA+ aggiunge un livello ulteriore: mette in contatto persone di Paesi diversi, crea reti di solidarietà tra i partecipanti, e rompe l’isolamento che spesso accompagna il ritiro dalla vita lavorativa.
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