Opzione Donna 2026: misura non più attiva ma diritto ancora esercitabile
-
20 Marzo 2026 - Posted by: 50&PiùEnasco
- Categoria: Pensione
Vediamo nell’articolo le versioni di Opzione Donna che si possono ancora sfruttare nel 2026, nonostante la misura non sia più attiva.
Opzione Donna è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata con la Legge di Bilancio. Tuttavia, possono ancora presentare domanda le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro le scadenze previste. L’Inps infatti, con una recente circolare ha chiarito chi ancora oggi può accedere a questa uscita avendo cristallizzato il requisito e condizioni precedentemente all’approvazione della Legge di bilancio 2026.
Per Opzione Donna i requisiti (età e contributi) devono essere maturati entro il 31 dicembre 2024. La condizione (caregiver, invalidità civile, licenziata o dipendente da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale), invece, deve essersi verificata entro il 31 dicembre 2025.
La vera differenza riguarda invece le condizioni di accesso, che sono cambiate in modo significativo nel tempo.
Opzione Donna – Prima versione: requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021
Le lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2021:
- 35 anni di contributi
- 58 anni di età(dipendenti)
- 59 anni di età(autonome)
possono ancora oggi accedere a opzione donna secondo le regole originarie, senza le limitazioni introdotte successivamente.
Questa è la versione più ampia e meno restrittiva della misura.
Opzione Donna – Seconda versione: requisiti maturati entro il 31 dicembre 2023
Con le modifiche introdotte per il 2023, la misura è stata profondamente ridimensionata.
Per chi ha maturato i requisiti dopo il 31 dicembre 2021, sono richiesti:
- 35 anni di contributi
- 61 anni di età, salvo riduzioni in presenza di figli e soprattutto l’appartenenza a una delle seguenti categorie:
- Caregiverche assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave;
- Caregiver di parenti o affini di secondo grado conviventi, a determinate condizioni (genitori o coniuge ultra-settantenni, invalidi o deceduti);
- Invalide civili con invalidità pari almeno al 74%;
- Lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende con tavolo di crisi attivo (per queste l’età poteva scendere a 59 anni).
Per caregiver e invalide era prevista una riduzione dell’età anagrafica in presenza di figli:
- 60 anni con un figlio
- 59 anni con due o più figli
Questa è la versione più restrittiva della misura.
Per le lavoratrici che non rientrano più in Opzione Donna restano percorribili le forme ordinarie di pensionamento, tra cui:
- la pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne) nel 2026;
- la pensione di vecchiaia al raggiungimento dell’età prevista dalla legge, attualmente 67 anni;
- eventuali altre misure vigenti, come l’APE sociale per chi possiede i requisiti richiesti.
©️Photo credit: pics five
Per approfondimenti in merito all’argomento trattato e per qualsiasi informazione di natura previdenziale, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato 50&PiùEnasco.
Potrebbe interessarti anche
-
Incentivo al posticipo del pensionamento: misura, durata e condizioni di spettanza
La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto l’incentivo al posticipo del pensionamento per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti per accedere alla pensione anticipata flessibile, c. d. Quota 103.
29 Settembre 2023
-
La “misura” delle pensioni
Il crollo del Pil (Prodotto Interno Lordo) dovuto alla pandemia ridurrà dal 2021 l’importo delle nuove pensioni. Se proviamo a fare i conti, ci sono 100 miliardi stanziati con i vari decreti “Cura Italia”, “Rilancio” e “Agosto”, 40 miliardi di manovra e 37 di Mes. Vanno poi aggiunti i 209 miliardi del Recovery Fund, per un totale di circa 370 miliardi.
1 Dicembre 2020
© Riproduzione riservata

