Le Olimpiadi invernali accendono entusiasmi diversi da Nord a Sud: ogni nazione, infatti, ha il suo sport preferito
Manca davvero poco all’apertura ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, prevista per venerdì 6 febbraio. Ma i fan dell’evento sanno che oggi, due giorni prima della cerimonia inaugurale, si inizierà a gareggiare con le qualificazioni del curling. Uno sport che in molti angoli d’Europa resta confinato in una nicchia di appassionati, per emergere solo quando arriva l’appuntamento olimpico. Eppure, sarebbe riduttivo pensare che gli sport invernali interessino poco al pubblico europeo. La realtà invece è differente, fatta di passioni radicate, tradizioni centenarie e differenze geografiche che creano una mappa variegata di entusiasmi e aspettative. Ogni nazione, infatti, tifa per il suo sport preferito.
Polonia, il salto con gli sci è una religione
Parlare di sport invernali in Polonia significa parlare soprattutto di salto con gli sci, un amore coltivato negli anni grazie ai successi di campioni come Adam Małysz e Kamil Stoch, veri e propri eroi popolari. In passato, quando Justyna Kowalczyk dominava lo sci di fondo e collezionava medaglie, anche questa disciplina aveva conquistato il cuore dei tifosi polacchi. Oggi, però, quella passione si è affievolita. Quest’anno la situazione presenta una particolarità interessante. Le possibilità di conquistare podi nel salto con gli sci alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 non sembrano particolarmente brillanti, e questo ha spinto i tifosi a guardare altrove. Come sottolinea Igor Kośliński di Superbet, in Polonia l’attenzione segue le possibilità di successo: più aumentano le chance di medaglia, più cresce l’interesse. Così il pattinaggio di velocità e il biathlon stanno vivendo un momento di crescente popolarità, grazie alle buone prospettive degli atleti nazionali.
Germania, una potenza su più fronti
Se la Polonia spera in exploit individuali, la Germania si presenta come una vera potenza degli sport invernali, capace di competere ai massimi livelli in molteplici discipline. I tifosi tedeschi seguono con particolare fervore il biathlon, il salto con gli sci, lo slittino e lo sci alpino. Le aspettative per Milano-Cortina 2026 sono alimentate da nomi di peso: Franziska Preuss nel biathlon femminile, Emma Aicher nello sci alpino, Selina Freitag nel salto, Francesco Friedrich nel bob, Julia Taubitz e Max Langenhan nello slittino, oltre alla coppia Minerva Hase e Nikita Volodin nel pattinaggio di figura.
Il Nord Europa e la cultura dello sci nordico
Nei Paesi scandinavi gli sport invernali rappresentano molto più di un semplice passatempo: sono parte integrante dell’identità culturale. In Norvegia, Svezia e Finlandia, discipline come lo sci di fondo, la combinata nordica e il salto con gli sci godono di una popolarità che non ha nulla da invidiare al calcio. Si tratta di sport praticati capillarmente dalla popolazione, seguiti con devozione dai media e capaci di riempire gli stadi durante le competizioni internazionali. In Finlandia, accanto allo sci nordico, l’hockey sul ghiaccio catalizza enormi masse di appassionati, creando una miscela esplosiva di passione sportiva invernale.
Le Alpi, regno dello sci alpino
Austria, Svizzera, Slovenia e Nord Italia hanno una tradizione consolidata negli sport alpini. Lo sci alpino rappresenta addirittura uno stile di vita, praticato sia a livello amatoriale che professionistico. Anche lo snowboard ha conquistato un pubblico vastissimo, con le gare di Coppa del Mondo che attirano spettatori e turisti da tutta Europa. In queste regioni alpine, anche discipline come lo slittino e il bob occupano un posto speciale nel cuore degli appassionati, particolarmente in Austria e Svizzera dove vantano tradizioni secolari. Nei Paesi Bassi il pattinaggio rappresenta lo sport invernale nazionale per eccellenza, grazie ai successi internazionali e a una tradizione di gare sui canali ghiacciati che affonda le radici in tempi lontani. Anche Germania e Regno Unito mostrano grande passione per il pattinaggio artistico e di velocità.
Europa centrale, dove l’hockey vale quanto il calcio
In Repubblica Ceca, Slovacchia e nei Paesi baltici, l’hockey su ghiaccio gode di uno status particolare, equiparato quasi a quello del calcio. Nella Repubblica Ceca questa disciplina genera il maggior volume di scommesse tra tutti gli sport invernali. I campionati mondiali o i tornei olimpici di hockey catalizzano un’attenzione paragonabile a quella degli Europei di calcio. In Ungheria l’hockey domina l’interesse per le Olimpiadi invernali, anche se i tifosi tendono a essere più comprensivi verso le sconfitte della nazionale di hockey rispetto a quelle della squadra di calcio.
Il Sud Europa e la distanza dalla neve
Dove però la neve rappresenta un’eccezione piuttosto che la regola, risulta più difficile accendere grandi passioni per i Giochi invernali. La Grecia, infatti, partecipa alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 con appena cinque atleti, mentre la Spagna ne schiera sedici. Gli appassionati iberici concentrano il loro interesse soprattutto su sci alpino e snowboard, grazie anche all’eredità di atleti come Francisco Fernández Ochoa, oro a Sapporo nel 1972, e sua sorella Blanca, bronzo ad Albertville nel 1992, che hanno contribuito a mantenere viva l’attenzione verso gli sport invernali.
L’Italia partecipa con una delegazione da record
Per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 l’Italia schiera 196 atleti, di cui 103 uomini e 93 donne. Una cifra che supera persino quella di Torino 2006, quando furono convocati 184 azzurri. Tra loro spicca la giovanissima Giada D’Antonio, appena 16 anni, promessa dello sci alpino, mentre all’estremo opposto troviamo Roland Fischnaller, 45 anni, alla sua settima Olimpiade consecutiva nello snowboard alpino. I portabandiera azzurri saranno quattro: Federica Brignone, Arianna Fontana, Amos Mosaner e Federico Pellegrino. Vent’anni fa, a Torino, l’Italia conquistò il nono posto nel medagliere con 5 ori e 6 bronzi, un bottino d’oro mai più replicato negli anni successivi. A Pechino gli azzurri hanno raccolto 17 medaglie, ma solo 2 ori e 7 argenti. Il risultato migliore risale a Lillehammer 1994, con 7 ori e un totale di 21 medaglie. Protagonista assoluta fu Manuela Di Centa, sul podio in tutte e cinque le sue gare.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
