Il mondo ricorda i celebri mattoncini che da quasi settant’anni uniscono bambini e adulti nella magia della creatività
LEGO® è oggi un brand globale fondato su valori come creatività, condivisione e immaginazione e il 28 gennaio è il giorno dedicato agli appassionati di tutto il mondo. Una data peraltro scelta non a caso. Il 28 gennaio del 1969, infatti, moriva Godtfred Kirk Christiansen, il visionario che trasformò l’intuizione paterna in un fenomeno planetario. Fu lui, nel 1958, a brevettare il sistema di incastro che ancora oggi permette ai mattoncini prodotti sessant’anni fa di combaciare perfettamente con quelli usciti ieri dalle fabbriche. Una promessa di ‘eternità’ che pochi altri giochi possono vantare.
Da una falegnameria danese al primato mondiale
La storia comincia nel 1932 a Billund, sperduto villaggio della Danimarca rurale. Ole Kirk Christiansen, falegname colpito dalla Grande Depressione, decide di puntare sui giocattoli in legno. Il nome Lego deriva dall’espressione danese “leg godt”, che significa “gioca bene”. Una filosofia prima ancora che un marchio. La vera svolta arriva nel 1958, quando Godtfred brevetta il sistema di incastro con i tubi interni. Quella modifica tecnica garantisce stabilità e compatibilità eterna: i mattoncini di allora funzionano ancora con quelli di oggi. Gli anni Sessanta vedono nascere le prime linee tematiche, mentre il salto nel mainstream culturale avviene nel 2014 con “The Lego Movie”, che incassa oltre 450 milioni di dollari. Oggi il Lego Group fattura oltre nove miliardi di euro annui, produce circa cento milioni di pezzi al giorno e gestisce parchi a tema in dieci paesi, tra cui uno in Italia.
Costruire fa bene, a qualsiasi età
Gli studi pediatrici confermano che manipolare i mattoncini sviluppa la motricità fine, allena il problem solving e potenzia il pensiero spaziale. Le scuole utilizzano i set Lego nelle attività didattiche, dalla matematica alle scienze. Costruire significa affrontare sfide progettuali senza che il bambino se ne accorga. Ma la rivelazione più interessante riguarda gli adulti. La community degli AFOL, Adult Fan of Lego, conta milioni di membri sparsi in ogni continente. Professionisti e pensionati che si ritrovano nelle convention, condividono progetti online, costruiscono opere monumentali. In Italia eventi come Bricks in Italy riempiono padiglioni fieristici. Per molti, il Lego rappresenta una forma di meditazione attiva. Dopo giornate frenetiche davanti agli schermi, incastrare mattoncini diventa un antidoto allo stress. La ripetitività del gesto ha qualcosa di ipnotico, quasi terapeutico.
Verso un futuro più sostenibile
L’azienda danese produce miliardi di pezzetti di plastica ogni anno, e dal 2012 ha avviato un piano per ridurre l’impronta ecologica. Prima ha eliminato i sacchetti di plastica dalle confezioni, poi ha introdotto i mattoncini “botanici” derivati dalla canna da zucchero. Nel 2026 circa il trentacinque percento della produzione utilizza materiali sostenibili, con l’obiettivo del cento percento entro il 2030. La linea Lego Friends, lanciata nel 2012, ha triplicato la presenza femminile tra i costruttori, proponendo set che stimolano l’interesse per materie scientifiche. Collaborazioni con NASA, Ferrari e Star Wars mantengono alto il tasso di innovazione.
L’Italia celebra il LEGO sul Garda
L’Italia ospita una delle esperienze più significative legate al brand: il LEGOLAND Water Park Gardaland. Quindicimila metri quadrati dedicati al gioco, con attrazioni per famiglie. Il cuore è Miniland, un percorso unico che riproduce l’Italia in scala ridotta con quasi cinque milioni di mattoncini. Dal Colosseo alla Fontana di Trevi, dal Duomo di Milano alla Torre di Pisa, fino a Venezia con Piazza San Marco: ogni modello è realizzato in scala uno a venti, arricchito da effetti luminosi e meccanismi animati. E da oggi è possibile ammirare anche il famoso Bosco Verticale del capoluogo lombardo. Come diceva Godtfred Kirk Christiansen, l’uomo che ha reso possibile tutto questo: “Non sono mai stato un bambino, ma non ho mai smesso di giocare”. Una filosofia che oggi accomuna generazioni di costruttori, dai nipoti ai nonni, uniti dalla stessa passione. Perché il futuro, in fondo, si costruisce sempre un mattone alla volta.
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