I Carabinieri per la tutela della salute hanno presentato i dati del 2025: sequestrati 400 grammi di sostanze equivalenti a migliaia di dosi. La lotta si sposta sul fronte digitale, tra chat criptate e marketplace nascosti.
L’allarme delle nuove sostanze psicoattive
Il contrasto alle droghe sintetiche e al traffico illegale di farmaci si combatte sempre più nel territorio invisibile della rete. I numeri presentati dai Nas al ministero della Salute raccontano una battaglia che ha cambiato campo: dai blitz tradizionali alle perquisizioni informatiche, dall’intercettazione fisica al monitoraggio delle blockchain.
Nel 2025 il Comando Carabinieri per la tutela della Salute ha individuato un nuovo oppioide sintetico, mai classificato prima, e ha fatto sparire dalla rete un centinaio di siti utilizzati per commercializzare sostanze proibite e medicinali senza controllo medico.
Il pericolo nascosto
Le nuove sostanze psicoattive rappresentano oggi una delle minacce più insidiose per la salute pubblica. Si tratta di droghe sintetiche prodotte in laboratorio, spesso non ancora inserite nelle tabelle ufficiali degli stupefacenti, e per questo più difficili da intercettare.
La loro pericolosità è elevata: i principi attivi vengono modificati per aggirare le leggi, ma gli effetti sul corpo umano restano devastanti, talvolta letali. Il Reparto Operativo dei Nas ha lavorato per tutto l’anno attraverso il Sistema di allerta precoce, sviluppando progetti mirati all’individuazione e alla classificazione di queste molecole. Il risultato è stato il sequestro di circa 400 grammi di cannabinoidi e oppioidi sintetici di nuova generazione, una quantità che può generare tra le 4.000 e le 11.500 dosi.
Il valore stimato sul mercato nero oscilla tra i 100.000 e i 300.000 euro. Tre persone sono finite in manette, altre 76 sono state denunciate e tre segnalazioni sono state inviate al sistema nazionale di allerta. Ma il dato più preoccupante riguarda la scoperta di un oppioide sintetico completamente nuovo, che è stato successivamente inserito nella tabella del Dpr 309/1990, il testo unico sugli stupefacenti. La sostanza era sconosciuta alle autorità sanitarie e rappresentava un pericolo concreto per chi l’assumeva, ignaro della sua composizione e degli effetti imprevedibili.
Il dark web sotto osservazione
L’attività investigativa dei Nas si è concentrata in modo particolare sul monitoraggio della rete internet. Gli inquirenti hanno seguito oltre 30 chat criptate, quelle conversazioni protette da sistemi di cifratura avanzati dove spacciatori e acquirenti comunicano senza timore di essere intercettati. In questo “universo parallelo” gli investigatori hanno individuato circa 15.000 utenti virtuali, persone che utilizzano nickname per nascondere la propria identità e muoversi liberamente nel mercato illegale. Le forze dell’ordine hanno eseguito sei perquisizioni informatiche in tempo reale, analizzando le blockchain associate ai wallet sospetti.
Le criptovalute, infatti, sono il mezzo di pagamento preferito per questo tipo di transazioni: garantiscono l’anonimato e rendono difficile risalire alla provenienza del denaro. I Nas hanno mappato circa 50 marketplace operativi sul dark web, piattaforme dove è possibile acquistare di tutto, dalle droghe ai farmaci contraffatti. Parallelamente sono stati analizzati 23 siti web accessibili da browser comuni, utilizzando strumenti forensi per ricostruire le reti di distribuzione. L’operazione di contrasto non si è fermata al monitoraggio. Nel corso del 2025 le autorità hanno oscurato 100 siti internet sul territorio nazionale: in alcuni casi i Carabinieri hanno agito di propria iniziativa, in altri il ministero della Salute o l’autorità giudiziaria hanno disposto l’intervento, in altri ancora enti, associazioni e cittadini hanno presentato segnalazioni. Le direzioni generali competenti del ministero hanno notificato ai provider i decreti di inibizione alla connettività.
Questi portali pubblicizzavano e vendevano medicinali che richiedono prescrizione medica, dispositivi medici non autorizzati, cosmetici, integratori alimentari e prodotti fitosanitari con indicazioni terapeutiche false o ingannevoli.
Doping e controlli sugli atleti
Accanto al contrasto alle sostanze psicoattive, i Nas hanno mantenuto alta l’attenzione sul doping sportivo. In collaborazione con Nado Italia, l’organizzazione nazionale antidoping, sono stati effettuati 165 controlli su atleti professionisti e amatoriali, sia durante le competizioni che fuori gara. Quattro casi sono risultati positivi, con l’attivazione immediata dei profili amministrativi e penali previsti dalla legge. Il fenomeno del doping non riguarda più solo i grandi eventi sportivi: si è diffuso anche tra chi pratica attività fisica nelle palestre, dove circolano sostanze anabolizzanti e ormoni della crescita procurati illegalmente. I Nas hanno scoperto associazioni a delinquere che utilizzavano ricette mediche rubate o false per ottenere farmaci dal sistema sanitario nazionale e rivenderli agli sportivi. Una di queste operazioni, condotta a Cosenza, ha portato all’arresto di tre persone, tra cui il titolare di una parafarmacia e due gestori di palestre. Il danno erariale stimato supera il milione di euro.
La risposta istituzionale a una minaccia che cambia forma
Il bilancio complessivo delle attività dei Nas nel 2025 testimonia uno sforzo straordinario: oltre 45.000 ispezioni, 148 arresti, quasi 2.900 persone deferite all’autorità giudiziaria e sequestri per un valore superiore a 197 milioni di euro. Ma è il fronte digitale quello dove la sfida si fa più complessa.
Le sostanze proibite viaggiano nella rete con la stessa facilità con cui un tempo attraversavano i confini fisici. I trafficanti hanno imparato a sfruttare le tecnologie di anonimizzazione, i pagamenti in criptovaluta e i marketplace decentralizzati. Per contrastarli serve una competenza tecnica sempre più avanzata e una collaborazione internazionale, perché i server si trovano spesso in paesi con legislazioni diverse e meno rigide.
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