Ad Enna parte un progetto che mette al centro gli anziani. Corsi di alfabetizzazione digitale, sicurezza online, educazione finanziaria e confronto con i giovani per colmare il digital divide.
Combattere il digital divide
In provincia di Enna ha preso il via “Nonni Makers”, un progetto che mette insieme inclusione digitale e invecchiamento attivo. E’ promosso dall’associazione di promozione sociale PoliOrienta con il patrocinio della Regione Sicilia. Le attività si svolgono presso la Casa Famiglia per Anziani “Giovanni Paolo II” di Barrafranca e coinvolgono residenti e over 65 del territorio. L’obiettivo è rafforzare le competenze digitali degli anziani e ridurre quel divario che ancora oggi lascia una parte consistente della popolazione fuori dai servizi online. Fuori dalla comunicazione quotidiana e persino da prestazioni essenziali della pubblica amministrazione. Il progetto punta a far crescere autonomia e partecipazione, ma anche a prevenire le truffe e a costruire relazioni più stabili tra generazioni diverse.
Secondo la presidente di PoliOrienta, Enza Di Gloria, la digitalizzazione può ridurre il senso di isolamento, aiutare gli anziani a restare in contatto con figli e nipoti e alleggerire ansia e depressione. A patto, però, che vengano fornite le competenze necessarie per orientarsi in modo sicuro tra app, social, servizi e messaggi sospetti. Da qui la scelta di affiancare agli aspetti più “pratici” dell’uso di smartphone e computer anche momenti di educazione alla sicurezza, alla verifica delle fonti e alla gestione dei propri dati personali.
Il calendario dei corsi
Il percorso di Nonni Makers è costruito come un calendario di appuntamenti progressivi che abbracciano i vari aspetti della vita digitale degli anziani, dalle basi della navigazione fino alle scelte economiche. Dopo un incontro di presentazione con un educatore digitale e un esperto di sicurezza informatica, il prossimo 17 gennaio è previsto un modulo interamente dedicato all’uso consapevole del web. Riconoscimento delle fonti attendibili, tutela della privacy, gestione delle password e prevenzione di truffe online e fake news.
Il 31 gennaio è in programma un match intergenerazionale guidato da un educatore sociale, pensato per far dialogare giovani e anziani attraverso attività ludico-creative e momenti di costruzione del gruppo. Il 14 febbraio spazio ai laboratori pratici di alfabetizzazione digitale. Esercitazioni su smartphone, tablet e computer, utilizzo di internet e posta elettronica, uso dei social network e degli strumenti di comunicazione. Fino a una prima introduzione a tecnologie più innovative, come la stampa 3D, strutturata su livelli progressivi in base alle capacità dei partecipanti.
Il programma prosegue il 28 febbraio con laboratori creativi e digitali in cui giovani e anziani lavorano insieme alla realizzazione di manufatti artigianali e contenuti multimediali, un modo concreto per scambiare saperi e competenze. Il 7 marzo è previsto un modulo di educazione finanziaria, condotto da un consulente esperto, dedicato alla gestione delle spese quotidiane, all’uso sicuro degli strumenti bancari digitali e alla prevenzione delle truffe economiche che colpiscono in modo particolare la popolazione anziana.
L’idea di fondo è trasformare l’alfabetizzazione digitale in un’occasione di crescita personale e collettiva, in cui l’anziano non viene visto solo come destinatario fragile di servizi ma come soggetto attivo, portatore di competenze e memoria, che entra da protagonista nello spazio digitale. Ulteriori attività verranno programmate in base ai bisogni che emergeranno dai partecipanti, in un’ottica di accompagnamento continuo e non di semplice corso “mordi e fuggi”.
Restare connessi fa bene alla salute
Le esperienze sul campo e la letteratura scientifica indicano che la familiarità con le tecnologie digitali può contribuire al benessere complessivo degli anziani.
L’uso regolare di smartphone e tablet, se guidato e consapevole, aiuta a mantenere stimolate le capacità cognitive e può rallentare il declino delle funzioni mentali. Oltre a favorire una maggiore autonomia nella vita quotidiana. Sul piano relazionale, la possibilità di chattare, fare videochiamate, partecipare a gruppi online o seguire iniziative culturali in streaming riduce la solitudine. Soprattutto per chi vive da solo o lontano dai familiari. Le piattaforme di socializzazione e le app dedicate al benessere mentale offrono spazi in cui gli anziani possono coltivare interessi. Oltre che interagire con coetanei e familiari, e sperimentare nuove forme di partecipazione civica.
Al tempo stesso, l’aumento del tempo online espone a rischi specifici: truffe, furti di identità, manipolazioni, contenuti fuorvianti o aggressivi.
Per questo progetti come Nonni Makers insistono sulla sicurezza digitale e sulla capacità di riconoscere segnali d’allarme, link sospetti, messaggi fraudolenti, unendo educazione tecnologica e tutela della persona.
Il valore del dialogo tra generazioni
Un tratto distintivo di Nonni Makers è l’attenzione al dialogo intergenerazionale, scelto come leva per rendere più naturale l’incontro tra anziani e tecnologie. Lavorare insieme a giovani volontari o studenti su un video, su un piccolo podcast o su un oggetto realizzato con la stampa 3D permette di superare resistenze, paure e imbarazzo, trasformando smartphone e tablet da strumenti percepiti come ostili in alleati quotidiani.
In un territorio come quello ennese, che vive le fragilità tipiche delle aree interne del Mezzogiorno, l’inclusione digitale degli anziani assume anche un valore comunitario. Significa mantenere più coesa la rete sociale, evitare che la trasformazione digitale della pubblica amministrazione lasci indietro chi ha meno strumenti. Significa costruire una “Sicilia connessa” in cui l’età non coincida con l’esclusione.
Progetti come Nonni Makers possono diventare un modello di intervento replicabile in altri contesti. La loro efficacia non si misura solo nel numero di corsi erogati, ma nella capacità di trasformare, un passo alla volta, la percezione che gli anziani hanno del digitale: da barriera invalicabile a spazio abitabile, in cui far valere diritti, esperienze e relazioni.
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