Una ricerca su oltre 5mila donne over 65 rivela che avere muscoli forti riduce il rischio di morte prematura
‘Il segreto per vivere più a lungo è scritto nei muscoli’. Questa frase non è uno slogan, ma la conclusione di una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Jama Network Open. Lo studio, che ha analizzato i dati di oltre cinquemila donne tra i 63 e i 99 anni, offre dei risultati che hanno sorpreso gli stessi ricercatori, come dichiara Michael J. Lamonte, autore principale della ricerca e professore di epidemiologia e invecchiamento sano all’Università di Buffalo, a New York.
La scoperta
Il legame tra muscoli e longevità non è una novità per la scienza. Già nel 2024 uno studio su Nature, basato su dati relativi a quasi diecimila persone, segnalava che ad una presa della mano troppo debole corrispondeva un rischio più elevato di morte precoce. E una revisione della letteratura del 2016 aveva già indicato la debolezza muscolare come precursore affidabile di problemi cognitivi, difficoltà di movimento e declino della salute generale. Il problema, però, era sempre stato di distinguere i benefici prodotti dalla forza muscolare da quelli genericamente associabili all’attività fisica nel suo complesso. Il nuovo studio nasce proprio per rispondere a questa domanda, cercando di isolare il contributo specifico dei muscoli alla durata della vita.
Lo studio: chi erano le donne coinvolte
La ricerca si è basata sui dati di 5.472 donne aderenti alla Women’s Health Initiative, una delle più grandi iniziative di studio sulla salute femminile mai realizzate negli Stati Uniti. Le partecipanti, tra i 63 e i 99 anni, hanno indossato per una settimana dispositivi di monitoraggio dell’attività fisica, si sono sottoposte a visite mediche approfondite e hanno risposto a una serie di questionari sul loro stile di vita. Poi è stata la volta di due test pratici: uno per misurare l’intensità della presa della mano, l’altro per valutare la potenza delle gambe. Nei successivi otto anni, oltre un terzo delle donne coinvolte è deceduto. In ultima analisi sono stati incrociati tutti questi dati con quelli sulla forza muscolare rilevata all’inizio.
Il peso della forza
I ricercatori hanno tenuto conto di decine di variabili: età, etnia, storia da fumatrici, marcatori di infiammazione, uso di ausili per la mobilità, abitudini di vita. Niente ha cambiato il risultato di fondo. La connessione tra muscoli e longevità si è confermata indipendente da tutti gli altri fattori: le donne più forti mostravano un rischio di morte prematura ridotto di almeno il 33%. Sorprendente è anche la soglia oltre la quale la forza fa davvero la differenza. Le donne con i risultati migliori esercitavano con il dinamometro — uno strumento che misura la presa — una pressione di circa 24 chili. Un valore al di sotto della media per le donne di qualsiasi età. Le linee guida di riferimento indicano che le persone sane sotto i 40 anni dovrebbero mantenere la presa sul dinamometro per almeno un minuto, quelle tra i 40 e i 50 anni per almeno 30 secondi. Dopo i 60, bastano 10 secondi.
La parola agli esperti
«Avere una forza sufficiente, di per sé, è un fattore indipendente per la salute e la longevità», ha sottolineato il professor Brad Schoenfeld, docente al CUNY Lehman College di New York, esperto di strength training. Ciò non significa che il cardio sia inutile o secondario. Il professor Lamonte ha chiarito che allenamento di forza ed esercizio aerobico producono effetti fisiologici distinti, inducendo cambiamenti diversi nei muscoli e nelle cellule. Camminare, fare jogging o nuotare restano abitudini preziose per il cuore e per il metabolismo. Ma a queste andrebbe affiancato un lavoro mirato sulla forza, troppo spesso trascurato proprio dopo i sessant’anni, quando invece diventa decisivo. Il legame tra muscoli e longevità, in definitiva, nasce dal mix tra attività aerobica e allenamento di resistenza.
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