Un progetto innovativo trasforma il follow-up ospedaliero con videochiamate e intelligenza artificiale
La telemedicina entra sempre di più nella vita degli italiani. È quanto accade anche a Siracusa dove mille pazienti anziani vengono seguiti a distanza dopo le dimissioni dall’ospedale, con un’assistente digitale per le videochiamate e medici che compilano referti direttamente sul Fascicolo Sanitario Elettronico. La sanità siciliana sta infatti sperimentando un nuovo modo di prendersi cura dei cittadini più fragili. L’ASP di Siracusa ha dato vita a Over65, un programma che rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato nell’estate del 2024, quando erano stati contattati telefonicamente oltre ottomila pazienti dimessi. Adesso, con le nuove tecnologie, offre un sistema integrato che combina la competenza clinica con strumenti digitali all’avanguardia.
Il sistema che porta l’ospedale a casa
Il meccanismo è studiato per essere accessibile anche dachi non ha dimestichezza con smartphone e applicazioni. Nei trenta giorni successivi alla dimissione, il paziente riceve un messaggio sul cellulare. È l’inizio di un percorso assistenziale che non richiede download di programmi o configurazioni complicate. La prima interlocutrice è Sofia, un’assistente digitale generata dall’intelligenza artificiale. Il suo compito è accompagnare passo dopo passo l’anziano nella predisposizione del telefono per effettuare una videochiamata. Un secondo messaggio introduce poi il collegamento vero e proprio con il personale sanitario, che valuta le condizioni del paziente e redige un documento che finisce automaticamente nel suo fascicolo elettronico.
L’intelligenza artificiale al servizio della medicina territoriale
L’intelligenza artificiale e le soluzioni digitali non sostituiscono il medico, ma lo supportano creando percorsi di cura più semplici, veloci ed efficaci. La piattaforma sviluppata insieme all’azienda sanitaria siracusana dimostra come la tecnologia possa integrarsi nella sanità pubblica senza snaturarne la missione fondamentale: mantenere al centro la persona e le sue necessità di cura. Santo Pettignano, direttore dei Sistemi informativi dell’ASP, sottolinea che: “Il follow up digitale ci consente di non perdere mai il contatto con i pazienti fragili, garantendo un monitoraggio costante e tempestivo”. La possibilità di intervenire precocemente quando emergono segnali di peggioramento può fare la differenza tra una complicazione gestibile a domicilio e un nuovo ricovero ospedaliero.
Un modello replicabile
Quello siracusano è un esempio virtuoso di integrazione tra tecnologia e sanità pubblica. I risultati della prima fase confermano che l’approccio digitale produce benefici immediati per la comunità. Ma soprattutto, il progetto incarna tre principi sempre più centrali nell’organizzazione sanitaria moderna: medicina di prossimità, continuità assistenziale e prevenzione. Il prossimo passo prevede la distribuzione ai pazienti dimessi di dispositivi per il telemonitoraggio dei parametri vitali. Pressione, battito cardiaco, saturazione dell’ossigeno: valori che potranno essere controllati a distanza, consentendo al personale sanitario di valutare l’andamento clinico senza che l’anziano debba spostarsi da casa. Per facilitare la comprensione del servizio è stato realizzato un video informativo, diffuso sui canali social e trasmesso negli ospedali e nei distretti sanitari dell’azienda.
Il quadro nazionale
L’esperienza siciliana si inserisce in un contesto di crescita della telemedicina su scala nazionale. Il PNRR ha fissato obiettivi ambiziosi che prevedono un incremento dell’assistenza attraverso strumenti digitali, con particolare attenzione ai malati cronici e agli anziani seguiti a domicilio. Ogni Regione è chiamata a implementare almeno un progetto, mentre una piattaforma nazionale dovrebbe entrare in funzione quest’anno per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di servizi sanitari digitali. Gli stanziamenti confermano la volontà di rendere strutturale questa trasformazione. La Legge di Bilancio 2026 destina venti milioni di euro all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali per definire standard comuni e monitorare l’implementazione sul territorio.
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