Il Louvre è sempre in vetta, mentre l’Asia accelera e l’Occidente fatica. Fotografia di una ripresa a macchia di leopardo
Quasi 200 milioni di presenze nei musei più amati del pianeta nel 2025. Un risultato di ritrovata vitalità culturale, che però nasconde una realtà più sfumata. Prima della pandemia, nel 2019, quelle stesse istituzioni ne avevano accolti ben 230 milioni. Il settore museale globale è in ripresa, questo è certo, ma non ha ancora chiuso i conti con il Covid. Lo certifica l’ultimo rapporto di “The Art Newspaper”, la pubblicazione britannica che da anni monitora i flussi delle grandi istituzioni culturali mondiali. La strada verso la normalità, insomma, è ancora lunga e tutt’altro che lineare.
Il primato del Louvre
In cima alla classifica dei musei più visitati al mondo spicca il Musée du Louvre di Parigi. Con circa 9 milioni di ingressi nel 2025, si conferma un punto di riferimento assoluto nel panorama culturale internazionale. Una supremazia che non sorprende, ma che porta con sé anche qualche interrogativo. Il direttore del Museo del Prado di Madrid, Miguel Falomir, commentando il superamento del traguardo dei 3,5 milioni di visitatori ha dichiarato che non ritiene necessario inseguire numeri sempre più grandi. Indicando proprio il Louvre come esempio dei rischi legati all’eccessivo affollamento. Completano la top ten mondiale istituzioni di grande prestigio: i Musei Vaticani con 6,9 milioni di visitatori, il Museo Nazionale della Corea a Seul, il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. Con loro, realtà emergenti come lo Shanghai Museum East e le londinesi Tate Modern e National Gallery.
L’Asia accelera, guidata dalla Corea del Sud
Il dato più sorprendente del 2025 viene dai musei più visitati in Oriente. Il Museo Nazionale della Corea a Seul ha registrato una crescita superiore al 70% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 6,5 milioni di visitatori. Un incremento straordinario, che riflette la crescente popolarità globale della cultura coreana – il cosiddetto fenomeno “hallyu” – e un rinnovato entusiasmo del pubblico per le istituzioni del Paese. Anche il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha segnato risultati in forte ascesa. Altrettanto significativo il caso dello Shanghai Museum East, che ha toccato i 4,6 milioni di visitatori, trainato in buona parte da una grande mostra dedicata all’antico Egitto. L’Asia si sta affermando come nuovo polo gravitazionale della cultura museale mondiale, ridisegnando una mappa che per decenni aveva visto Parigi, Londra e New York come capitali indiscusse.
L’Europa riparte
La classifica europea dei musei più visitati al mondo è variegata. Il Musée d’Orsay e il Centre Pompidou a Parigi mantengono livelli stabili, i Musei Vaticani restano tra le mete culturali più gettonate del pianeta. Il British Museum di Londra gestisce un solido afflusso di 6,4 milioni di visite, ma la Tate Modern si trova ancora il 26% al di sotto dei propri livelli pre-pandemia. Situazione analoga per la National Gallery di Londra, che nonostante la riapertura della Sainsbury Wing e la presenza in collezione di capolavori di Leonardo da Vinci e Van Gogh, si ferma a 4,1 milioni di ingressi, circa il 30% in meno rispetto al 2019. Numeri che raccontano come la ripresa, pur reale, resti ancora incompleta e disomogenea persino all’interno di uno stesso Paese.
Stati Uniti: il Met tiene ancora
Tra i musei più visitati nel mondo c’è il Metropolitan Museum of Art di New York che si conferma il museo più amato degli Stati Uniti e il quinto al mondo, con quasi 6 milioni di ingressi. Grazie anche alla riapertura della rinnovata ala Michael C. Rockefeller, che ha attirato nuovi flussi di pubblico. Non tutti i musei americani, però, raccontano la stessa storia. Gli incendi che hanno devastato Los Angeles hanno colpito duramente il Getty Villa, con un calo del 58% nelle presenze. A Washington, lo shutdown governativo ha penalizzato le istituzioni federali: la National Gallery of Art ha registrato un calo del 28%, e situazioni analoghe hanno riguardato lo Smithsonian American Art Museum. Un panorama a macchia di leopardo, dove accanto alle difficoltà emergono segnali positivi da realtà meno centrali come il Museum of Contemporary Art di San Diego e il Cleveland Museum of Art.
Il Grand Egyptian Museum
Tra le notizie più attese del 2025 c’è stata l’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum, nei pressi del Cairo. Aperto a novembre, il nuovo grande polo culturale egiziano ha già attirato fino a 18.000 visitatori al giorno, con un potenziale annuo stimato di circa 6,5 milioni. Un esordio che promette di ridisegnare ulteriormente la classifica dei musei più visitati al mondo nei prossimi anni. In America Latina, il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico ha toccato il record di 5,1 milioni di visitatori, mentre il Museu de Arte de São Paulo ha raddoppiato le presenze grazie a un ampliamento e a una grande mostra dedicata a Claude Monet. Quanto all’Australia, la Art Gallery of New South Wales ha quasi raddoppiato i visitatori rispetto al 2019, raggiungendo 2,4 milioni di ingressi.
Un mosaico ancora disomogeneo
I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di un mondo museale in movimento, ma non ancora pienamente guarito. La ripresa c’è ed è visibile, ma procede a velocità diverse a seconda delle aree geografiche, delle politiche culturali locali e di fattori esterni — geopolitici, climatici, economici — che continuano a influenzare i flussi di pubblico. In Israele, per esempio, il contesto bellico ha causato un calo del 40% al Israel Museum e la cancellazione di numerose mostre internazionali al Tel Aviv Museum of Art. Quello che emerge è che i musei più visitati al mondo non appartengono più soltanto all’Europa o al Nord America. L’asse si sta spostando verso l’Asia e verso nuove realtà culturali in rapida crescita. Il 2025 è un capitolo di una storia ancora aperta: i prossimi anni diranno se la grande istituzione museale saprà davvero tornare ai fasti del 2019 o se, forse, dovrà imparare a immaginare un futuro diverso.
Credit foto: Mircea Moira/Shutterstock.com
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