Il progetto della Federazione Italiana Sport Equestri porta gli over 65 a contatto con i pony per combattere solitudine e sedentarietà
La Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) rinnova il suo impegno sociale con Over Pony Motricità Plus 2026, un’iniziativa partita il 15 ottobre 2025, che torna a coinvolgere gli over 65 in un percorso di motricità, benessere e socialità. Il progetto, che si concluderà il 30 giugno 2026, ha l’obiettivo di continuare a promuovere uno stile di vita attivo e sano nella terza età, utilizzando il contatto con i pony come strumento di stimolo psicomotorio, relazionale e terapeutico. Forte del riscontro positivo ottenuto tre anni fa, Over Pony Motricità Plus torna con ambizioni più ampie: allargare la rete sul territorio nazionale attraverso la collaborazione con le associazioni sportive locali, permettendo a sempre più anziani di accedere a un programma di attività fisica all’aperto che unisce benessere del corpo e relazioni sociali.
La filosofia del progetto contro solitudine e marginalizzazione
“Con Over Pony Motricità Plus 2026, rinnoviamo il nostro impegno nei confronti di una parte fondamentale della nostra società, quella dei più anziani, spesso vittime di solitudine e marginalizzazione. Attraverso il contatto con la natura e i pony, proponiamo un percorso che aiuti a migliorare la motricità, ma anche a rafforzare legami interpersonali e a stimolare l’interazione sociale. Questo progetto rappresenta un’opportunità per ripensare il modo in cui la società si prende cura degli anziani, offrendo loro non solo attività fisica, ma anche un ambiente che promuove il benessere e la speranza per il futuro”, ha dichiarato Marco Di Paola, Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri.
Le tre fasi del programma motorio
Il format dell’invecchiamento attivo prevede tre momenti distinti. Nella prima fase i partecipanti vengono introdotti al mondo equestre attraverso esercizi di ginnastica dolce e riscaldamento, sempre all’aperto. L’approccio al pony avviene gradualmente, permettendo di costruire un rapporto di fiducia reciproca. Questi animali, docili e di dimensioni contenute, risultano particolarmente adatti a persone che potrebbero sentirsi intimidite o fisicamente limitate. Nella seconda tappa i partecipanti saranno coinvolti in giochi e circuiti motori che stimoleranno il rafforzamento fisico, il lavoro di squadra e la comunicazione. I pony non solo saranno compagni di allenamento, ma anche strumenti per favorire l’autosufficienza e la responsabilizzazione. Prendersi cura dell’animale, guidarlo attraverso percorsi, comunicare con lui: ogni gesto stimola funzioni cognitive e fisiche che la sedentarietà tende a far atrofizzare.
Lo scambio intergenerazionale
Barbara Ardu, responsabile dell’area formazione della FISE, ha sottolineato come il cavallo rappresenti un formidabile catalizzatore di relazioni sociali, capace di creare ponti tra generazioni e di riaccendere motivazioni sopite. Un aspetto che emerge nella terza fase, quando anziani e bambini vengono mescolati in squadre miste per competizioni amatoriali di gimkana. Queste gare non agonistiche puntano a creare occasioni di divertimento condiviso e di scambio intergenerazionale. Vedere nonni e nipoti collaborare per superare insieme gli ostacoli di un percorso significa abbattere barriere e pregiudizi, restituendo agli anziani un ruolo attivo nella comunità. I benefici di questo approccio vanno ben oltre il semplice movimento fisico. Certo, migliorare equilibrio, forza muscolare e coordinazione rappresenta un obiettivo importante per chi affronta l’età avanzata, perché significa ridurre il rischio di cadute e preservare l’autonomia nelle attività quotidiane.
I benefici per corpo e mente
Un altro aspetto fondamentale risulta l’impatto sul piano emotivo e psicologico. La possibilità di uscire da ambienti chiusi, di sentirsi utili nella cura di un animale, di condividere esperienze con altre persone trasforma radicalmente la percezione che l’anziano ha di se stesso e del proprio futuro. Il programma non si limita a proporre attività, ma si impegna anche a misurarne l’efficacia attraverso test periodici e questionari. Questa attenzione alla valutazione scientifica dei risultati distingue l’iniziativa da molte altre proposte generiche di animazione per anziani. Raccogliere dati oggettivi sul miglioramento delle capacità motorie e sul livello di soddisfazione dei partecipanti permette di affinare il metodo e di dimostrare concretamente il valore di questo tipo di intervento.
Sport inclusivo per tutte le età
La filosofia dell’invecchiamento attivo che ispira il progetto si inserisce in un dibattito più ampio sul modo in cui le società occidentali affrontano l’allungamento della vita media. Il contatto con gli animali, in particolare, si è rivelato terapeutico in moltissimi contesti diversi. La presenza di un pony stimola emozioni positive, abbassa i livelli di stress, favorisce l’apertura relazionale. L’aspetto competitivo, per quanto soft e ludico, aggiunge un ulteriore elemento motivazionale. Prepararsi per una gara, anche se amatoriale, significa avere un obiettivo concreto verso cui tendere, un motivo per impegnarsi e migliorare. E competere insieme ai bambini, in squadre miste, ribalta completamente la logica che vorrebbe anziani e giovani come mondi separati e incomunicabili.
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