Una nuova ricerca della Rome Business School rivela come il Paese si trovi all’avanguardia della longevity economy. Un mercato che vale centinaia di miliardi e che sta ridisegnando settori strategici dalla sanità all’immobiliare.
Un primato che ridisegna il mercato
L’Italia si conferma tra le nazioni più longeve del pianeta, con un’età media ormai salita a 46,8 anni e quasi un cittadino su quattro oltre la soglia dei 65 anni.
Ma la vera notizia sta nei numeri economici: secondo il report della Rome Business School curato da Valerio Mancini, Francesco Baldi e Massimiliano Parco, gli over 50 controllano attualmente il 67,7% della spesa totale del Paese. Nessun altro mercato al mondo presenta una concentrazione simile nelle mani dei consumatori maturi. Entro il 2035, questa percentuale dovrebbe addirittura superare il 70%, confermando una tendenza irreversibile.
La popolazione Silver non rappresenta più un segmento di nicchia, ma il pilastro portante dell’economia nazionale. A livello globale, gli over 50 pesano per il 42% dei consumi totali.
Tuttavia, il caso italiano appare particolarmente rilevante perché anticipa un fenomeno destinato a diffondersi in tutti i Paesi sviluppati. Le proiezioni indicano che la quota di ultra65enni raggiungerà il 34,6% entro il 2050, mentre l’età media continuerà a crescere. Si parla di longevity economy proprio per definire questo ecosistema economico, trainato dall’aumento della popolazione anziana, dall’accumulazione di patrimoni familiari e da nuovi modelli di consumo.
La solidità patrimoniale degli anziani italiani
Dietro questi numeri si nasconde una struttura economica robusta. Le famiglie nella fascia 55-64 anni possiedono mediamente 137.040 euro di patrimonio finanziario e 205.270 euro di ricchezza immobiliare. Gli over 65, invece, mantengono 112.713 euro in attività finanziarie e 202.422 euro in beni immobiliari.
Il patrimonio immobiliare arriva a valere fino a 7,8 volte il reddito annuo in questa fascia d’età. Un dato che sottolinea come il benessere economico nella terza età dipenda soprattutto dalla ricchezza accumulata negli anni e non più dal reddito corrente.
Il reddito medio annuo tocca il picco tra i 45 e i 54 anni, superando i 34.000 euro, per poi diminuire progressivamente con l’uscita dal mondo del lavoro. Tuttavia, la stabilità finanziaria rimane garantita da decenni di risparmio. Le famiglie over 65 accantonano in media l’11,7% del reddito, principalmente per motivi precauzionali e previdenziali, mentre il risparmio destinato agli investimenti resta marginale, sotto il 3,5%. Questa scelta evidenzia una forte preferenza per la protezione del capitale rispetto alla crescita del patrimonio.
Investimenti prudenti e rendimenti stabili
Con l’avanzare dell’età, anche le strategie finanziarie diventano più conservative. Il 72% degli investitori over 55 privilegia strumenti a basso o medio rischio, puntando su sicurezza, rendimenti stabili e liquidità. La diffusione delle obbligazioni cresce progressivamente: dal 14,1% tra i 25-34enni al 22,7% tra gli over 65, mentre solo il 7,1% di questi ultimi sceglie di investire in azioni. Nei portafogli degli anziani, le obbligazioni mantengono un peso stabile attorno al 26%, confermando un orientamento orientato alla protezione del capitale.
L’immobile resta il pilastro della ricchezza familiare. Oltre il 70% delle famiglie senior è proprietario della propria abitazione senza mutuo. Si tratta di un patrimonio consolidato nel tempo che offre sicurezza economica. In parallelo, cresce anche il risparmio destinato al sostegno economico dei figli, a dimostrazione del ruolo intergenerazionale che le famiglie anziane continuano a svolgere.
Sanità, tecnologie AgeTech e nuove abitazioni
I settori legati alla longevità stanno attraversando una fase di forte espansione. La sanità rappresenta già il 9,3% del PIL nei Paesi OCSE, ma secondo le stime internazionali, migliorare l’invecchiamento in salute (healthy aging) potrebbe aumentare il PIL globale di 0,4 punti percentuali all’anno fino al 2050.
Parallelamente, l’ecosistema AgeTech sta attirando capitali significativi. Nel 2025, questo mercato ha raccolto circa 700 milioni di dollari di investimenti a livello mondiale, concentrandosi su tecnologie per il monitoraggio remoto, la sicurezza domestica e il benessere cognitivo.
Anche il senior housing vive una trasformazione profonda. Emergono modelli innovativi come il cohousing senior, che combinano autonomia abitativa e socialità, oppure il light assisted living, pensato per offrire un supporto leggero senza rinunciare alla libertà personale. Queste soluzioni rispondono alla crescente domanda di spazi abitativi adeguati alle esigenze di una popolazione anziana attiva e desiderosa di mantenere relazioni sociali. Intanto, la pressione sui sistemi pensionistici aumenta.
Un trend che orienta politiche e strategie
La longevity economy non è un settore isolato, ma un megatrend strutturale destinato a ridisegnare la domanda interna, le priorità di spesa pubblica e le strategie di investimento delle imprese. In Europa, gli over 50 rappresentano già oltre il 45% della popolazione e detengono più del 60% della ricchezza netta delle famiglie. In Italia, il loro peso sui consumi è ancora più marcato. Entro il 2050, la quota di over 65 salirà al 34,6%, con un impatto diretto sulle politiche pubbliche e sulle scelte aziendali di lungo periodo.
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