Dopo otto decenni di storia, il Premio Strega cambia location per la serata finale 2026. Roma Capitale ospiterà la proclamazione del vincitore al Campidoglio, con un ricco programma di eventi celebrativi tra mostre, cinema e incontri internazionali con i finalisti.
Dal Ninfeo al cuore istituzionale di Roma
Il Premio Strega scrive una pagina inedita della sua storia trasferendo la cerimonia finale dal tradizionale Ninfeo di Villa Giulia alla Sala della Protomoteca in Campidoglio.
La decisione rappresenta molto più di un semplice cambio di scenario: significa portare il più importante premio letterario italiano nel cuore pulsante delle istituzioni romane, in quella che da sempre è la piazza simbolo del potere civico della capitale. La collaborazione tra la Fondazione Bellonci e Roma Capitale ha reso possibile questa trasformazione, che coincide con un anniversario di straordinaria rilevanza. Otto decenni di promozione della cultura italiana meritavano una cornice all’altezza, capace di sottolineare il peso che il riconoscimento ha acquisito nel panorama editoriale nazionale e internazionale.
Un ricco programma per celebrare la letteratura
Le celebrazioni per gli ottant’anni non si limitano alla serata di gala. Gli organizzatori hanno predisposto un calendario denso di appuntamenti che attraverserà diverse forme espressive. Una mostra documentaria ripercorrerà le tappe fondamentali del premio, dalle origini fino ai giorni nostri, offrendo al pubblico la possibilità di immergersi nelle atmosfere letterarie che hanno caratterizzato questi decenni. Accanto all’esposizione, prenderà vita una rassegna cinematografica dedicata alle opere che dal libro sono approdate sul grande schermo, testimoniando l’influenza che molti vincitori hanno esercitato anche oltre i confini della pagina scritta.
I finalisti di quest’anno saranno protagonisti di una serie di incontri pubblici, sia sul territorio italiano che all’estero, in un’operazione di diffusione culturale che punta a rafforzare i legami tra autori e lettori.
Le radici storiche e l’evoluzione del Premio
Nato nel 1947 per iniziativa di Maria e Goffredo Bellonci insieme a un gruppo di intellettuali che si riunivano nella loro casa romana, lo Strega ha attraversato la storia repubblicana italiana accompagnando le trasformazioni sociali e culturali del paese. Il meccanismo di votazione, che coinvolge una giuria di quattrocento lettori tra cui scrittori, critici e personalità della cultura, ha garantito nel tempo un equilibrio tra qualità letteraria e partecipazione democratica.
Tra i vincitori figurano nomi che hanno segnato la letteratura del Novecento e del nuovo millennio, da Elsa Morante a Umberto Eco, da Natalia Ginzburg a Paolo Giordano, fino ai più recenti riconoscimenti. Il premio ha saputo intercettare spesso le opere destinate a lasciare un segno duraturo, pur non sfuggendo alle polemiche che periodicamente investono ogni riconoscimento letterario di questa portata.
Spostare la finale in Campidoglio non è un dettaglio organizzativo marginale. Significa riconoscere alla letteratura uno spazio nelle aule dove si esercita la rappresentanza democratica, dove si prendono decisioni che riguardano la collettività. Roma Capitale ha accolto la proposta con entusiasmo, consapevole che ospitare un evento di tale prestigio rafforza l’immagine della città come polo culturale di riferimento.
La Sala della Protomoteca, con i suoi busti di personaggi illustri che osservano dall’alto, diventerà teatro di una serata che unisce tradizione e innovazione. Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come questa partnership rappresenti un investimento sulla cultura come bene comune, capace di generare valore non solo simbolico ma anche economico attraverso il turismo culturale e l’indotto legato agli eventi letterari.
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