Una ricerca della Penn State University su oltre mille uomini over 65 mostra che il mal di schiena cronico può anticipare, anche dopo sei anni, insonnia e sonno insoddisfacente, diventando un possibile segnale precoce di fragilità.
Un campanello d’allarme per il sonno
Il mal di schiena è uno dei disturbi più frequenti nella terza età, spesso liquidato come un inevitabile compagno dell’invecchiamento o come conseguenza di posture scorrette e vecchi traumi. Negli uomini over 65, però, questo dolore ricorrente sembra nascondere qualcosa di più di un semplice fastidio meccanico: può anticipare, a distanza di anni, problemi di sonno persistenti, con ricadute sulla salute fisica e mentale.
Uno studio condotto dalla Penn State University e pubblicato sulla rivista scientifica Innovation and Aging ha analizzato il rapporto tra mal di schiena e qualità del sonno in uomini anziani, ribaltando una convinzione diffusa. Non sarebbe solo il dormire male a peggiorare il dolore, ma soprattutto il dolore cronico alla schiena a rappresentare un fattore di rischio per future notti agitate, insonnia e scarso riposo.
Lo studio su oltre 1.000 uomini over 65
La ricerca si basa sui dati dell’Osteoporotic Fractures in Men Study, un ampio studio di coorte che ha seguito 1.055 uomini di età pari o superiore a 65 anni, tutti viventi nella comunità e non in strutture residenziali. I partecipanti hanno effettuato due visite cliniche del sonno, distanziate di almeno sei anni. E nel periodo intermedio hanno compilato regolarmente questionari postali sul mal di schiena, ogni quattro mesi, indicando frequenza e intensità del dolore.
I ricercatori hanno costruito, per ciascun soggetto, punteggi specifici di dolore alla schiena, distinguendo tra presenza di qualsiasi mal di schiena, dolore frequente, dolore severo e dolore tale da limitare le attività quotidiane. Parallelamente hanno utilizzato un composito di “sleep health” multidimensionale, che comprendeva durata del sonno, regolarità degli orari, eccessiva sonnolenza diurna e soddisfazione soggettiva del riposo notturno.
Per comprendere il verso del legame tra dolore e sonno, il gruppo di studio ha applicato modelli statistici longitudinali (autoregressive cross-lagged panel model), stimando se il mal di schiena iniziale predicesse i problemi di sonno a distanza di sei anni. Viceversa è stato verificato se le difficoltà di riposo iniziali anticipassero un aggravamento del dolore alla schiena nel tempo.
Il mal di schiena viene prima
Il dato più netto emerso è che il mal di schiena precede il peggioramento del sonno, e non il contrario. Gli uomini anziani che riferivano mal di schiena mostravano, a distanza di sei anni, un aumento compreso tra il 12% e il 25% dei problemi di sonno rispetto ai coetanei senza dolore.
In particolare, tutte le categorie analizzate (da “qualsiasi mal di schiena”, a “dolore frequente”, “dolore severo” e “dolore limitante”) risultavano associate a un incremento significativo del rischio di sviluppare un sonno peggiore nel tempo. La componente del riposo più colpita non era tanto la durata in sé, quanto due aspetti specifici. La tendenza ad addormentarsi troppo presto o troppo tardi, con orari irregolari, e una marcata insoddisfazione per la qualità del sonno riferita dagli stessi partecipanti.
Al contrario, le analisi non hanno trovato evidenze solide che problemi di sonno iniziali portino a un aumento del mal di schiena negli anni successivi. Il legame, almeno in questo campione di uomini over 65, sembra dunque avere una direzione prevalente: dal dolore cronico alla schiena verso il deterioramento della salute del sonno.
Fragilità e rischi legati al poco sonno
Per chi si occupa di salute degli anziani, il messaggio è chiaro: il mal di schiena cronico non va considerato solo un problema ortopedico, ma un possibile indicatore precoce di fragilità. In un’età in cui circa la metà degli uomini convive con disturbi del sonno, con mal di schiena o con entrambe le condizioni, trascurare il dolore può significare esporre la persona a un lungo periodo di riposo frammentato e non ristoratore.
La qualità del sonno, soprattutto dopo i 65 anni, incide su numerosi aspetti della vita quotidiana. Un riposo insufficiente o irregolare si associa a maggiori problemi di memoria, umore depresso, ansia, ridotta attenzione e maggiore rischio di cadute, tutte condizioni che nei senior aumentano la probabilità di perdita di autonomia e di ricoveri ospedalieri. I ricercatori sottolineano che intervenire sul mal di schiena può contribuire, indirettamente, a preservare un sonno più stabile e quindi una migliore qualità di vita nella terza età.
La raccomandazione che emerge dal lavoro pubblicato su Innovation and Aging è di considerare il mal di schiena come un vero segnale d’allarme, da non minimizzare nelle visite di controllo dell’anziano. Per caregiver e familiari, in particolare, la presenza di lamentele ripetute sul mal di schiena dovrebbe diventare uno stimolo a osservare anche le abitudini notturne della persona anziana.
Una nuova chiave di lettura per il mal di schiena
Il lavoro della Penn State University rappresenta uno dei primi studi longitudinali a documentare in modo chiaro la direzione temporale del rapporto tra mal di schiena e sonno negli uomini anziani, utilizzando sia misure oggettive sia valutazioni soggettive del riposo.
Pur essendo condotto negli Stati Uniti, il quadro che descrive lo studio è molto vicino anche alla realtà europea e italiana. Una situazione dove invecchiamento, lombalgie e insonnia rappresentano problemi diffusi nella pratica clinica quotidiana.
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