L’83esima edizione dei Golden Globe ha incoronato i migliori film e serie tv dell’anno. Paul Thomas Anderson conquista quattro statuette mentre il K-pop fa la storia con Kpop Demon Hunters. Una cerimonia da 20 milioni di dollari.
Anderson e Zhao si spartiscono la scena cinematografica
La notte degli 83esimi Golden Globe, andata in scena al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, ha visto primeggiare Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che con nove candidature iniziali ha portato a casa quattro riconoscimenti fondamentali.
Il film si è aggiudicato i premi per miglior film commedia o musical, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista con Teyana Taylor. Anderson, ispirato liberamente al romanzo Vineland di Thomas Pynchon, ha ritirato il premio per la sceneggiatura ammettendo con ironia di aver rubato parole sia a Pynchon che a Nina Simone. La pellicola racconta la storia di un rivoluzionario invecchiato, interpretato da Leonardo DiCaprio, costretto a tornare all’azione per salvare la figlia da un nemico corrotto e potente.
A contendere il primato della serata è stato Hamnet – Nel nome del figlio della regista cinese Chloé Zhao, che ha vinto come miglior film drammatico e ha consegnato a Jessie Buckley il premio per miglior attrice protagonista drammatica. La pellicola racconta la storia di Agnes, moglie di William Shakespeare, e si posiziona tra le favorite per la corsa agli Oscar. Per Buckley, attrice irlandese, si è trattato della prima nomination e della prima vittoria ai Golden Globe, un successo che arriva dopo il Critics Choice Award ricevuto per lo stesso ruolo.
Sul palco è salito anche Steven Spielberg in veste di produttore, sottolineando l’importanza della pellicola nel panorama cinematografico attuale.
Il K-pop scrive la storia con le Demon Hunters
La serata ha segnato un momento storico per il K-pop internazionale grazie al film d’animazione sudcoreano Kpop Demon Hunters, che ha conquistato due premi significativi. La pellicola Netflix, diretta da Maggie Kang e Chris Appelhans, ha vinto come miglior film d’animazione e ha portato alla vittoria il brano Golden nella categoria miglior canzone originale. Si tratta della prima volta in assoluto che una canzone K-pop riceve questo riconoscimento ai Golden Globe. Il film, che racconta la storia di tre giovani guerriere che proteggono il mondo dai demoni attraverso canti pieni di speranza, è diventato il più visto di sempre su Netflix e avrà un sequel previsto per il 2029.
A ritirare il premio per Golden è salita EJAE, coautrice del brano e voce del personaggio Rumi, visibilmente commossa. L’artista ha condiviso un discorso toccante rivolto a chi insegue il sogno della musica, ricordando come le fosse stato detto che la sua voce non era abbastanza buona per diventare un’idol.
I premi agli attori e il trionfo del Brasile
Tra gli attori premiati spicca Timothée Chalamet, che ha vinto come miglior attore protagonista in un film commedia o musical per Marty Supreme, battendo Leonardo DiCaprio candidato per Una battaglia dopo l’altra. Per Chalamet, alla quinta candidatura ai Golden Globe, si è trattato della prima vittoria. “Mentirei se non dicessi che quelle memorie rendono questo momento più dolce”, ha commentato l’attore sul palco.
Nella categoria drammatica ha invece trionfato l’attore brasiliano Wagner Moura per L’agente segreto, film del regista connazionale Kleber Mendonça Filho che ha vinto anche come miglior film in lingua non inglese. Moura, già candidato per Narcos nel 2016, è il primo brasiliano a vincere nella categoria di miglior attore drammatico, seguendo le orme di Fernanda Torres premiata l’anno precedente. Nella pellicola, ambientata durante la dittatura militare brasiliana negli anni Settanta, Moura interpreta Marcelo, un ex professore in fuga che si riunisce con il giovane figlio a Recife.
Rose Byrne ha conquistato il premio per miglior attrice protagonista in un film commedia o musical per If I Had Legs I’d Kick You, mentre Stellan Skarsgård ha ricevuto il riconoscimento come miglior attore non protagonista per Sentimental Value.
Tra gli altri premiati del comparto cinematografico figura Ludwig Göransson per la miglior colonna sonora del film I peccatori di Ryan Coogler, pellicola che ha anche vinto il premio per il miglior risultato al cinema e al botteghino grazie ai 278 milioni di dollari di incassi solo negli Stati Uniti.
La televisione premia Adolescence e The Pitt
Per gli spettacoli in Tv ha dominato Adolescence, la miniserie britannica di Netflix che ha portato a casa quattro riconoscimenti. La serie, co-creata da Stephen Graham, ha vinto come miglior miniserie o serie antologica, e ha premiato lo stesso Graham come miglior attore, Erin Doherty come miglior attrice non protagonista e Owen Cooper come miglior attore non protagonista.
Cooper, appena sedicenne, ha ricevuto una standing ovation dalle star di Hollywood per la sua interpretazione dell’adolescente problematico Jamie, ruolo che gli aveva già fatto vincere un Emmy Award e un Critics Choice Award.
The Pitt di HBO Max ha conquistato due premi, quello per miglior serie drammatica e quello per miglior attore in una serie drammatica a Noah Wyle. The Studio di Apple TV si è aggiudicato i premi per miglior serie commedia o musical e per miglior attore nella stessa categoria con Seth Rogen. Jean Smart ha invece vinto il suo terzo Golden Globe per il ruolo di Deborah Vance in Hacks, ritirato accompagnata sul palco da George Clooney. Tra gli altri premi televisivi figurano Rhea Seehorn per Pluribus come miglior attrice in una serie drammatica e Michelle Williams per Dying for Sex come miglior attrice in una miniserie. Ricky Gervais ha vinto il premio per la miglior interpretazione in uno stand-up comedy con lo speciale Mortality.
Una cerimonia da venti milioni
Per fare “i conti in tasca” all’evento, le entrate della serata derivano principalmente dagli spot pubblicitari trasmessi durante la diretta. Nel 2019 uno spot di trenta secondi durante i Golden Globe costava 720mila dollari, cifra che calcolando la sola inflazione arriverebbe a oltre 900mila dollari nel 2026.
Un’altra fonte di guadagno riguarda le nomination stesse, con gli studi che devono pagare 5mila dollari per l’ammissione al concorso, 2mila dollari per ogni film presentato e 350 dollari per ogni episodio di serie televisiva. I vincitori però non ricevono alcun premio in denaro, ma soltanto la statuetta in zinco e marmo placcata d’oro 24 carati, il cui valore si aggira intorno agli 800 dollari.
La gloria del riconoscimento resta quindi l’unica ricompensa tangibile per gli artisti premiati, insieme alla possibilità di posizionarsi favorevolmente nella corsa verso gli Oscar, le cui nomination saranno annunciate il prossimo 22 gennaio.
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