Torna il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Le novità dell’edizione 2026
Per le Giornate FAI di Primavera – 21 e 22 marzo -, porte aperte a 780 luoghi della cultura distribuiti in 400 città italiane, tutti visitabili a contributo libero. Un appuntamento che negli anni è diventato una sorta di rito collettivo, una festa civile diffusa, un modo per riscoprire l’Italia meno raccontata e spesso tenuta lontana dallo sguardo del grande pubblico. Come al solito, anche questa 34° edizione, offre un ricco catalogo dei luoghi aperti al pubblico, vario e per tutti i gusti. Quest’anno, poi, le Giornate FAI di Primavera portano con sé anche un percorso spirituale e storico di grande respiro: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Una selezione di aperture in 8 regioni racconterà la figura e l’eredità del patrono d’Italia, intrecciando arte, storia e devozione popolare in un itinerario inedito che attraversa la Penisola da nord a sud.
Da Roma a Palermo, un patrimonio da Nord a Sud
A Roma si potrà visitare la Corte di Cassazione, progettato tra il 1888 e il 1910, e il Palazzo della Cancelleria, primo grande esempio di architettura rinascimentale nella Capitale. Nonchè sede di storici tribunali ecclesiastici come la Sacra Rota. Per gli iscritti al FAI è previsto un accesso esclusivo a Villa Lante al Gianicolo, uno dei giardini più suggestivi e meno frequentati della città, e al Palazzo Corrodi, nato come atelier per artisti e poi diventato crocevia della poesia, della radio e del cinema italiani. A Milano l’attenzione si divide tra il Palazzo Turati e la Torre Libeskind, il grattacielo dal profilo sinuoso soprannominato il Curvo, firmato dall’architetto americano Daniel Libeskind. Non manca la sede Rai di Corso Sempione, dove i visitatori potranno sperimentare gli effetti della Extended Reality e scoprire le tecnologie usate durante le ultime Olimpiadi invernali.
Dall’Emilia alla Liguria, da Torino a Napoli
Bologna apre il Complesso di San Giovanni in Monte, che ha vissuto vite parallele — convento, carcere, università. A Piacenza si può entrare nell’ex Monastero di San Sisto, oggi sede del secondo Reggimento Genio Pontieri, quei militari che intervengono nelle emergenze per ripristinare strade e ponti compromessi da eventi naturali. A Napoli, nello Stadio Maradona i visitatori potranno accedere al bordo campo e percorrere il cosiddetto “Miglio Azzurro”. In Liguria, la Lanterna di Genova spalanca i suoi accessi, mentre a Sarzana si entra nella Stazione Elicotteri della MM per scoprire hangar, elicotteri, simulatori e le operazioni di soccorso. A Torino si apre anche l’Auditorium Rai Arturo Toscanini, casa dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 1994, e l’Opificio delle Rosine, nato nel 1756 per favorire l’emancipazione femminile attraverso il lavoro. A Firenze, il Palazzo Cerretani offre la Sala del Barbarossa, mentre il Palazzo Buontalenti racconta la sua storia di antica “officina” medicea.
Perché partecipare
Dietro ogni apertura ci sono 7.500 volontari delle delegazioni FAI e 17.000 giovani Apprendisti Ciceroni, studenti che si formano raccontando ai visitatori il patrimonio del Paese. Il presidente del FAI Marco Magnifico ha definito le Giornate FAI di Primavera “un grande e potente megafono” per raccontare l’impegno quotidiano della Fondazione. Che acquista, restaura e valorizza beni culturali e paesaggistici in modo permanente, tutto l’anno e non solo in quei due giorni. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ricordato che “detenere un primato non è soltanto un privilegio meritato dai nostri antenati, è un dovere da condividere”. Un richiamo alla responsabilità collettiva che sintetizza perfettamente lo spirito di queste giornate: non turismo passivo, ma cittadinanza attiva e consapevole. Le donazioni raccolte durante il weekend finanziano il lavoro della Fondazione, rendendo ogni contributo — anche il più piccolo — un tassello concreto nella tutela di ciò che rende unica l’Italia.
(nella foto il castello di Ala Avio, sede di preziosi affreschi medioevali)
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