Il rapporto Score-Euda analizza le acque reflue di 115 città in 25 Paesi. Emergono trend divergenti per sostanza e area geografica, con l’Italia sotto osservazione a Milano e Bolzano.
Le acque reflue come specchio dei consumi
C’è un modo insolito ma scientificamente preciso per capire cosa consumano davvero gli abitanti di una città: analizzare ciò che finisce nelle fogne.
È il principio su cui si basa il più ampio studio europeo di monitoraggio delle droghe attraverso le acque reflue, giunto quest’anno a coprire 115 città in 25 Paesi, 3 Stati membri dell’Unione Europea, più Norvegia e Turchia, per una popolazione complessiva di circa 72 milioni di persone.
I risultati, pubblicati nel rapporto “Wastewater analysis and drugs – a European multi-city study“, sono stati elaborati dal gruppo scientifico Score (Sewage Analysis Core Group Europe) in collaborazione con l’Agenzia europea per le droghe Euda.
Il progetto, attivo dal 2011, analizza ogni anno campioni giornalieri di acque reflue prelevati dagli impianti di trattamento in un arco di una settimana tra marzo e maggio. Quest’anno, per la prima volta, sono stati inclusi anche dati provenienti da Brasile, Canada, Cile, Islanda, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, permettendo confronti su scala globale.
Ketamina: il dato più sorprendente
Il numero che colpisce di più, scorrendo il rapporto, riguarda la ketamina. La sostanza ha fatto registrare un aumento del carico complessivo nelle acque reflue di quasi il 41% tra il 2024 e il 2025 nelle città con dati disponibili per entrambi gli anni. Su 66 città monitorate, il 61% ha rilevato un incremento dei residui di ketamina, il 21% livelli stabili e solo il 18% una diminuzione.
I carichi più elevati si concentrano in Belgio, Germania e Paesi Bassi, mentre nove città (in Belgio, Cipro, Lituania, Ungheria e Slovenia) non hanno registrato tracce rilevabili della sostanza. Vale la pena segnalare che Canada e Regno Unito mostrano livelli addirittura superiori a quelli delle città europee più esposte.
Cocaina in crescita, con un peso storico a Ovest
Anche la cocaina segna un andamento in rialzo, con un aumento del 22% del carico complessivo nelle acque reflue tra il 2024 e il 2025. Tra le 85 città che hanno fornito dati comparabili, il 57% ha registrato un incremento, il 25% ha mantenuto livelli stabili e il 19% ha mostrato una diminuzione.
Le concentrazioni più alte restano tipiche dell’Europa occidentale e meridionale, in particolare Belgio, Spagna e Paesi Bassi, ma la sostanza è ormai presente anche nella maggior parte delle città dell’Europa orientale, con aumenti che in alcuni casi si fanno sentire. I dati internazionali collocano Canada, Cile, Svizzera e Regno Unito su livelli paragonabili o superiori alle città europee con i valori più alti.
L’ecstasy arretra. Ma non ovunque
Diverso il discorso per l’Mdma, meglio nota come ecstasy. Il carico complessivo nelle acque reflue è diminuito del 16% tra il 2024 e il 2025 nelle città con dati comparabili. Tra le 78 prese in esame, il 62% ha registrato un calo, il 23% un aumento e il 15% una sostanziale stabilità. Il declino è stato particolarmente marcato in Germania, Austria e Slovenia, più accentuato persino rispetto al crollo osservato nel 2020, quando la pandemia aveva chiuso i locali notturni.
Nel 2025, i livelli più elevati di Mdma si trovano ancora in Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia.
La sostanza è stata rilevata in quasi tutte le città europee, con l’unica eccezione di Nova Gorica, in Slovenia.
Anfetamine, metanfetamina e cannabis
Per anfetamina e metanfetamina il quadro è più articolato e geograficamente polarizzato. Le concentrazioni di anfetamina più elevate si concentrano nell’Europa settentrionale e centrale: Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia. Mentre nell’Europa meridionale, Italia inclusa, i livelli restano sensibilmente più bassi.
Tre città in Portogallo e Slovenia non ne hanno rilevata alcuna traccia nel 2025. La metanfetamina, storicamente radicata nella Repubblica Ceca e in Slovacchia, si sta diffondendo verso Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi e Norvegia, con segnali di aumento anche nelle aree centrale e settentrionale del continente. Quanto alla cannabis, i dati sono divergenti: tra le 63 città monitorate, il 44% ha registrato una diminuzione del metabolita Thc-Cooh, il 33% un aumento e il 22% livelli stabili. I carichi più elevati si trovano in Germania, Paesi Bassi e Slovenia.
Un elemento comune a quasi tutte le sostanze è il ritmo settimanale dei consumi: in oltre il 75% delle città analizzate, le concentrazioni di cocaina e Mdma nelle acque reflue risultano più alte tra venerdì e lunedì. La ketamina segue uno schema simile in circa la metà delle città. Anfetamina, metanfetamina e cannabis mostrano invece una distribuzione più uniforme nel corso della settimana.
L’Italia: Milano e Bolzano sotto la lente
A livello italiano, le due città incluse nello studio sono Milano, monitorata dall’Istituto Mario Negri, e Bolzano, analizzata dall’Università di Innsbruck.
A fare il punto è Sara Castiglioni, responsabile del Laboratorio di indicatori epidemiologici ambientali del Mario Negri: «Per queste città negli ultimi anni si osserva un trend in aumento del consumo di cocaina e, a Milano, dove sono disponibili i dati, di ketamina».
Nel 2025 la cannabis risulta in leggera diminuzione nel capoluogo lombardo, mentre a Bolzano si mantiene costante. I consumi di anfetamina e metanfetamina sono pressoché stabili in entrambe le città. Sull’Mdma, Castiglioni segnala una lieve diminuzione a Bolzano. Mentre a Milano il consumo rimane costante: una tendenza che va in controtendenza rispetto al calo che si trova nella maggior parte delle città europee.
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