Dall’accorpamento delle aliquote IRPEF alla stretta sulle detrazioni per i figli over 30: la nuova stagione fiscale introduce cambiamenti profondi che ridisegnano il rapporto tra cittadini e fisco
Il sistema di assistenza fiscale e previdenziale italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Tra la spinta verso la digitalizzazione dei servizi e la necessità di mantenere un contatto diretto con le fasce più fragili della popolazione, i centri autorizzati di assistenza fiscale giocano un ruolo di equilibrio fondamentale. Per approfondire queste dinamiche in vista dell’imminente appuntamento con la dichiarazione 730, abbiamo incontrato Giuseppe Russo, responsabile nazionale del Settore Fiscale del Caf 50&Più.

Giuseppe Russo
A partire dal mese di aprile e fino alla fine del mese di settembre, è possibile presentare la dichiarazione dei redditi. Ci sono novità, oggi, rispetto agli anni passati?
La dichiarazione dei redditi 2026, relativa ai redditi 2025, potrà essere presentata come di consueto da fine aprile fino al 30 settembre. Rispetto agli anni precedenti, le novità principali riguardano l’IRPEF, che ora è articolata su tre scaglioni con aliquote del 23%, 35% e 43%, riducendo il carico fiscale sui redditi medio-bassi.
Le detrazioni per lavoro dipendente sono aumentate per chi guadagna fino a 15.000 euro e diventano più progressive fino a 40.000 euro, evitando gli “scalini” che in passato penalizzavano molti contribuenti. Rimane il trattamento integrativo, fino a circa 960 euro annui, che non è soggetto a tassazione.
Per quanto riguarda i familiari a carico, le detrazioni per figli sopra i 30 anni senza disabilità vengono eliminate, mentre restano per i figli più giovani o disabili, e per altri familiari solo se conviventi.
Sul fronte delle spese detraibili, ci sono incrementi concreti: spese scolastiche fino a 1.000 euro per studente, spese sanitarie detraibili al 19% e bonus rafforzati per categorie specifiche, come i non vedenti. Per la casa, le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica restano al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili.
In sintesi, il 730 precompilato semplifica la procedura, ma è fondamentale controllare attentamente i dati: eventuali errori rischiano di passare inosservati. Dietro l’idea del “precompilato” pronto online si nasconde infatti un sistema di regole articolato, fatto di soglie, limiti, rimodulazioni e casi particolari. Per questo, rivolgersi a un professionista resta sempre consigliato.
Possiamo dire che per quanto concerne i familiari a carico, la semplificazione si muove su un doppio binario?
Sì, la disciplina dei familiari a carico nel 730/2026 segue un doppio binario: semplificazione e razionalizzazione. Il sistema è più lineare, con regole più chiare e meno eccezioni, ma allo stesso tempo ridefinisce chi ha diritto alle detrazioni: non sono più detraibili i figli sopra i 30 anni non disabili; resta la detrazione per i figli tra 21 e 30 anni e senza limiti in caso di disabilità; per gli altri familiari, la detrazione è limitata sostanzialmente ai soli ascendenti conviventi (genitori e nonni). Questo significa che il sistema non si limita a semplificare, ma ridefinisce chi ha diritto al beneficio. C’è poi un elemento fondamentale da considerare per comprendere questa evoluzione: molte funzioni di sostegno alle famiglie sono state progressivamente spostate fuori dalla dichiarazione dei redditi, penso in particolare all’Assegno unico. Di conseguenza, il 730 perde parte della sua funzione “assistenziale” e si concentra sempre più su una logica fiscale pura. Ecco perché parliamo di doppio binario: da un lato, meno complessità e meno adempimenti; dall’altro, una selezione più rigorosa dei beneficiari.
Per essere più precisi, a chi ha figli over 30 cosa resta delle detrazioni e cosa si perde definitivamente?
Domanda molto pertinente, perché proprio su questo punto la riforma incide concretamente sulla vita delle famiglie: i figli over 30 non disabili non danno più diritto alla detrazione fiscale nel modello 730. Tuttavia, la perdita della detrazione per “familiare a carico” non comporta automaticamente la perdita di tutte le agevolazioni legate al figlio. Ad esempio, restano detraibili alcune spese specifiche sostenute dal genitore, come quelle sanitarie, purché rispettino i requisiti generali. In questo caso, le detrazioni non dipendono più dallo status di “figlio a carico”, ma dalla natura della spesa.
Si tratta di un cambio di paradigma importante: non conta più soltanto il legame familiare o la convivenza, ma l’appartenenza a specifiche categorie previste dalla normativa.
Sopra i 75.000 euro le detrazioni si dimezzano: ci spiega meglio questa novità e come cambia il calcolo in base ai figli?
Una delle novità più rilevanti del 730/2026 riguarda le detrazioni per i redditi più elevati. Dire che “sopra i 75.000 euro le detrazioni si dimezzano” è una semplificazione: in realtà non è previsto un taglio netto, ma un tetto massimo alle detrazioni complessive che si riduce progressivamente con l’aumentare del reddito.
Per chi supera i 75.000 euro, questo limite ha un duplice obiettivo: da un lato rafforzare la progressività fiscale, riducendo il beneficio per i redditi più alti; dall’altro tutelare maggiormente chi ha carichi familiari, come le famiglie con figli o con figli disabili.
In pratica, il calcolo tiene conto non solo del reddito, ma anche della situazione familiare. Un contribuente senza figli vedrà quindi ridursi in misura più significativa le detrazioni, mentre chi ha figli a carico potrà beneficiare di una riduzione più contenuta. Alcune tipologie di spesa, come quelle sanitarie, restano comunque escluse da questo meccanismo.
In sintesi, non si tratta di un dimezzamento automatico, ma di una riduzione progressiva: più marcata all’aumentare del reddito e più attenuata in presenza di figli, soprattutto se disabili. Il messaggio chiave è chiaro: il fisco considera non solo quanto si guadagna, ma anche il carico familiare che si sostiene.
Se le spese superano il limite, come si sceglie quali inserire in dichiarazione?
Il contribuente deve fare una scelta consapevole, senza limitarsi a compilare. Quando le spese detraibili superano il limite previsto per i redditi più elevati, non tutte producono beneficio fiscale: il sistema riconosce le detrazioni solo fino al plafond disponibile.
Non tutte le detrazioni sono soggette allo stesso limite. Esistono due categorie: detrazioni pienamente fruibili (in tutto o in parte escluse dal tetto) e detrazioni soggette al limite complessivo.
In fase di compilazione conviene dare priorità alle spese meno penalizzate o escluse dal tetto. Per quelle soggette al limite, è meglio privilegiare le spese fiscalmente più efficienti: con aliquota più alta, non recuperabili in altri modi o in altri anni, e con impatto immediato.
Chi utilizza il Modello 730 precompilato trova molte spese già inserite, ma può verificarle, modificarle e valutare se conviene mantenerle tutte in funzione del tetto. Non si tratta di scegliere arbitrariamente cosa dichiarare: tutte le spese sostenute vanno conservate e sono dichiarabili, ma oltre il limite la detrazione non si applica.
Oggi, quindi, compilare la dichiarazione non è più un atto meccanico, ma una vera scelta fiscale consapevole.
Infine, un tema che ha tenuto banco negli ultimi anni è, certamente, quello relativo ai bonus edilizi e ai mobili. Come si dovranno dichiarare i lavori realizzati e/o gli acquisti effettuati e cosa cambia rispetto al passato?
Dal 2025 la detrazione per ristrutturazione scende al 36% nella generalità dei casi. L’aliquota resta al 50% solo se l’intervento è eseguito sull’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale (usufrutto, uso o abitazione).
Se, invece, la spesa è sostenuta da un familiare convivente (ad esempio il marito su un immobile di proprietà della moglie), l’aliquota applicabile rimane comunque del 36%.
Per quanto riguarda i lavori condominiali, l’accesso all’aliquota del 50% richiederà un’attestazione specifica: sarà infatti necessario verificare che la spesa sia stata sostenuta dal proprietario o titolare di diritto reale e che l’immobile sia adibito ad abitazione principale.
Per chi completa interventi legati al Superbonus nel 2025, salvo eccezioni, l’aliquota scende al 65%.
Resta invece invariato il Bonus Mobili, che prevede una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa pari a 5.000 euro.
A suo avviso, la nuova modalità di compilazione del 730 semplifica la vita del cittadino?
Senza dubbio possiamo dire che la nuova modalità di compilazione del 730 è pensata per semplificare la vita del cittadino, ma con alcune importanti sfumature.
Il punto di partenza è il 730 precompilato, che oggi arriva già con gran parte dei dati inseriti: redditi da lavoro dipendente, pensioni, interessi bancari, spese sanitarie, pagamenti per bonus edilizi e perfino alcune detrazioni familiari.
Questo significa che il contribuente non parte più da zero: il modello è già in larga parte compilato e il suo ruolo diventa quello di verificare, aggiornare e completare le informazioni, più che inserirle manualmente.
Questa semplificazione riduce drasticamente errori e dimenticanze, ma non elimina la responsabilità del contribuente. È infatti necessario controllare con attenzione importi, codici fiscali, documentazione e limiti di detrazione, perché eventuali errori possono compromettere il beneficio fiscale.
Inoltre, semplificazione non significa neutralità: alcune novità – come il plafond per le detrazioni oltre i 75.000 euro, le regole sui figli a carico over 30 e la tracciabilità dei bonus edilizi – richiedono ancora una gestione consapevole e attenta.
Ed è qui che entra in gioco un consiglio pratico: avvalersi di un CAF o di un professionista qualificato può fare una grande differenza. Rivolgersi a chi conosce le regole aggiornate consente di ottimizzare le detrazioni, evitare errori e avere la sicurezza di non perdere alcun beneficio fiscale.
Il CAF diventa così un vero alleato del cittadino, soprattutto per chi presenta situazioni familiari o reddituali più complesse.
In sintesi, il nuovo 730 rende la dichiarazione più semplice, chiara e immediata, soprattutto per chi ha situazioni standard. Allo stesso tempo, però, richiede al contribuente maggiore consapevolezza e attenzione.
Per questo, affidarsi a un CAF non è solo consigliabile: è un modo concreto per trasformare la semplificazione in sicurezza e tranquillità fiscale.
LE PRINCIPALI NOVITÀ CONTENUTE NEL MODELLO 730/2026
Scaglioni di reddito e delle aliquote IRPEF: confermata dal 2025 la riduzione da quattro a tre degli scaglioni di reddito, con conseguente rimodulazione delle aliquote.
Detrazioni per redditi da lavoro dipendente: aumenta da 1.880 a 1.955 euro la detrazione per i contribuenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro (escluse le pensioni).
Detrazioni per figli a carico: non spettano più per figli con più di 30 anni non disabili. Restano riconosciute per figli tra 21 e 30 anni e per figli con disabilità anche oltre i 30 anni.
Detrazioni per altri familiari a carico: le detrazioni IRPEF per altri familiari fiscalmente a carico spettano ora in relazione ai soli ascendenti che convivano con il contribuente. Inoltre, non sono riconosciute per familiari residenti all’estero a contribuenti non UE.
Trattamento Integrativo: dal 2025 spetta in rapporto al periodo di lavoro, se l’imposta lorda è superiore alla detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro.
Ulteriore detrazione: Per il 2025 è prevista una detrazione aggiuntiva per lavoratori dipendenti con reddito complessivo tra 20.000 e 40.000 euro.
Detrazioni per oneri: Per i redditi superiori a 75.000 euro è previsto un limite massimo complessivo alle spese detraibili.
Detrazione delle spese sostenute per la frequenza scolastica: Sale a 1.000 euro per studente il limite massimo detraibile per le spese di frequenza scolastica.
Bonus edilizi: per le spese sostenute nel 2025 la detrazione è pari al 36%, elevata al 50% per interventi realizzati dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per il Superbonus, salvo eccezioni, la detrazione scende al 65%.
Cripto-attività (es. criptovalute): dal 2025 viene eliminata la soglia di esenzione di 2.000 euro: le plusvalenze e gli altri guadagni derivanti da operazioni in cripto-attività sono quindi tassati indipendentemente dall’importo.
Rivalutazione di terreni e partecipazioni: è possibile aggiornare il valore fiscale di terreni e partecipazioni posseduti al 1° gennaio pagando un’imposta sostitutiva
Dal 2025 l’aliquota di tale imposta sale al 18%.
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