A Roma, presso la Sala Petrassi del Parco della Musica, l’evento che rilancia il tema della coabitazione alla luce dell’invecchiamento del Paese. Oltre al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessora Barbara Funari, tra gli ospiti anche Monsignor Paglia, Nicola Piovani, Luca Barbarossa ed Erri De Luca. Gli eventi in programmazione nei prossimi mesi per parlare di cohousing.
Una grande occasione, l’ha definita il primo cittadino della Capitale. Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha inaugurato questa mattina il Festival del Cohousing presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, parlando di una “straordinaria e bellissima opportunità” per ridisegnare il volto della Città “grazie anche all’apporto di tutti i romani e le romane”. L’abitare condiviso, ha detto, rappresenta un cambio di paradigma necessario a superare il modello dei quartieri dormitorio per approdare alla “città dei 15 minuti”. In filigrana, l’idea di una città in cui i luoghi dell’abitare siano spazi vivi, inseriti in reti comunitarie e di servizi.
Secondo Gualtieri, investire nel cohousing “fa risparmiare”. Non è solo un atto di civiltà, ma una scelta economica lungimirante, dal momento che la convivenza attiva riduce l’esigenza di modalità di cura istituzionalizzate molto più dispendiose per lo Stato. Un concetto su cui aveva insistito poco prima Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, aprendo i lavori dell’evento e sottolineando la valenza profondamente umana e sociale dell’iniziativa. Nel suo intervento, ha evidenziato come l’abitare condiviso sia lo strumento più efficace per contrastare un’epidemia della “solitudine”, che colpisce ormai non solo gli anziani, ma anche giovani e persone con disabilità.
Perché un Festival sul Cohousing
Questa spinta verso nuovi modelli abitativi nasce da un’urgenza demografica che negli anni ha frammentato il tessuto sociale del Paese. In Italia sono oltre 14 milioni gli anziani – ha ricordato Monsignor Vincenzo Paglia nel suo intervento al Festival – e le proiezioni indicano una crescita costante. Così come sono in crescita i nuclei familiari composti da una solo persona. E se si parla di solitudine, c’è da dire che solo nella Capitale si contano circa 250.000 anziani che vivono in tale condizione. Ma l’aumento esponenziale dei nuclei familiari composti da una sola persona non riguarda però solo la terza età, riflette una mutazione profonda della società moderna dove l’isolamento è diventato una condizione comune che genera costi sociali ed emotivi altissimi. Da qui l’idea di diffondere una “cultura” del cohousing, cominciando a parlarne, a sottolineare l’esistenza di forme di convivenza che possano offrire protezione e mutuo aiuto a chi, pur mantenendo la propria autonomia, non vuole o non può più vivere in totale isolamento all’interno di appartamenti diventati improvvisamente troppo grandi o troppo vuoti.
Da Erri De Luca e Nicola Piovani, gli ospiti del Festival del Cohousing
Un programma fitto, dunque, quello della giornata alla Sala Petrassi, orchestrato dai conduttori Michele La Ginestra e Arianna Ciampoli, e che ha trasformato l’approfondimento sociologico in un’esperienza corale dove i linguaggi dell’arte e della riflessione filosofica affrontano il tema dell’invecchiamento. Oltre allo scrittore Erri De Luca, la filosofa Donatella Di Cesare e l’arcivescovo Vincenzo Paglia, ci hanno pensato le voci di Barbara Ronchi e Luca Ward a far emozionare il pubblico leggendo pensieri sul diritto fondamentale di invecchiare tra le mura della propria casa. Una dimensione culturale ulteriormente nobilitata dall’intermezzo musicale del Maestro Nicola Piovani e dalle proiezioni originali che vedono protagonisti, oltre alle Coliche, anche Angelica Massera e Leonardo Bocci in un racconto ironico ma profondo sulle relazioni urbane contemporanee. E poi ancora gli interventi dell’illusionista Andrea Sestieri, del cantante Luca Barbarossa, della conduttrice radio e tv Ema Stokholma, della scrittrice Maria Grazia Calandrone, passando per Claudio e Fabrizio Colica, il duo comico romano de “Le Coliche”.
Dal Parco della Musica, la sfida sul territorio: un programma in aggiornamento
Un calembour di ospiti provenienti da diversi ambiti, dunque, ma tutti accomunati dal tema della giornata: il cohousing in tutte le sue potenzialità. Un argomento che non si esaurisce nell’evento di oggi realizzato dalla Capitale, che non termina tra le mura della Sala Petrassi. Il percorso tracciato in questa giornata all’Auditorium, infatti, punta a diventare un progetto itinerante che coinvolgerà i vari municipi della città nei prossimi due mesi, sino a giugno. Dopo il Festival del Cohousing, i prossimi mesi vedranno un vasto programma di eventi sul territorio di Roma.
L’evento vuole essere il punto di partenza per una nuova politica della prossimità, dove il “vivere insieme” diventa lo strumento principale per combattere l’emarginazione. Attraverso la creazione di reti comunitarie e lo sviluppo di nuove formule di coabitazione, la Capitale ambisce a diventare un modello che rimetta al centro la persona e il suo bisogno fondamentale di relazione, dimostrando che la soluzione alla crisi della solitudine risiede nella capacità politica di immaginare e costruire spazi di vita realmente comuni.
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