Da Cologno Monzese parte un piano nazionale da quasi 32 milioni di euro per lo sport gratuito. Campi hi-tech e tutor per trasformare le periferie in centri di aggregazione sicuri.
Il modello parte da Cologno Monzese
Il parco di via Neruda a Cologno Monzese non rappresenta più soltanto un’area verde di periferia, ma il simbolo di una trasformazione che punta a coinvolgere l’intero territorio nazionale. Con l’accensione dei riflettori sul primo playground del progetto Sport Illumina, l’Italia sperimenta un modello d’intervento che unisce la riqualificazione urbana al benessere sociale.
Il Governo ha destinato a questa iniziativa un fondo complessivo di 31,8 milioni di euro, affidando a Sport e Salute il compito di tradurre le risorse in cantieri concreti.
>L’obiettivo dichiarato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, riguarda la creazione di una rete di 85 aree attrezzate dove l’attività motoria smette di essere un costo per le famiglie. In un contesto dove il disagio sociale e la sedentarietà colpiscono duramente, questa operazione mira a restituire dignità agli spazi pubblici.
Durante l’inaugurazione, Abodi ha sottolineato la natura politica e civile dell’intervento: «Il nostro progetto Sport Illumina ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria. Abbiamo il dovere di intervenire tanto più dove emergono o hanno addirittura il sopravvento disagi sociali e fenomeni criminali». Il Ministro ha poi ribadito un concetto cardine della sua gestione, definendo lo sport come una «indispensabile difesa immunitaria sociale». Per questo motivo, l’esecutivo sta «investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica», mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche.
La struttura del progetto Sport Illumina
La struttura inaugurata alle porte di Milano rappresenta lo standard qualitativo che il progetto Sport Illumina intende esportare in ogni regione italiana nei prossimi mesi. L’area dispone di un campo da basket 3×3 progettato per richiamare le atmosfere dei grandi palazzetti americani, zone dedicate al calisthenics e pareti per l’arrampicata sportiva.
Un dettaglio non trascurabile riguarda l’impiego di materiali d’avanguardia, come le superfici fornite da Greenset, analoghe a quelle utilizzate nei grandi tornei internazionali di tennis.
La forza dell’iniziativa risiede anche nella capacità di fare sistema tra pubblico e privato, coinvolgendo partner come Bancomat, insieme ad Adidas, Enel, Birra Peroni e Warner Music Italy. Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute, ha chiarito la visione dell’ente: «Questa è la risposta concreta di Sport e Salute a una domanda sempre crescente di spazi e luoghi dove poter svolgere attività fisica e sportiva in maniera libera, gratuita e accessibile. Abbattiamo così alcune delle barriere d’accesso allo sport». Non si tratta quindi solo di estetica, ma di una presenza costante dello Stato che garantisce una gestione quotidiana degli spazi.
Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute, ha usato parole ispirate per descrivere la filosofia del piano: «Illumina nasce da un’idea semplice ma dirompente: il buio si deve trasformare in opportunità e il silenzio nel battito di una comunità. Accendiamo i territori con l’arma più potente che abbiamo: la bellezza dello sport praticato, libero e accessibile a tutti, perché lo sport è vita e illumina tutto!».
Un ponte tra generazioni. Nel cuore delle comunità locali
Il valore del progetto Sport Illumina risiede nella sua capacità di agire dove il tessuto sociale appare più fragile, dai grandi centri alle piccole realtà locali.
Il Governo sta infatti attuando un piano di investimenti vasto, che include anche oltre 1.500 spazi attrezzati nei piccoli Comuni del Sud con meno di 10.000 abitanti. Questa strategia permette alle persone di riappropriarsi dei propri quartieri, trasformando un vuoto urbano in un centro di produzione di benessere fisico e mentale. Il Sindaco di Cologno Monzese, Stefano Zanelli, vede nel nuovo playground un’opportunità per un percorso di condivisione con la cittadinanza, convinto che il coinvolgimento delle associazioni sportive e la presenza di tutor renderanno l’area un punto di riferimento per tutti.
Zanelli ha detto che «lo sport, soprattutto quello praticato all’aperto, è fonte di benessere, amicizia e vita». Anche il mondo della comunicazione e dell’agonismo ha voluto testimoniare l’importanza di questa giornata. Il giornalista sportivo Massimo Caputi, presente all’evento, ha riflettuto sul significato profondo dell’opera: «È importante che lo Stato, con aziende come Sport e Salute, abbia dato un segnale di un cambiamento importante. Lo sport significa benessere e attività fisica significa condivisione, coinvolgimento». Caputi ha poi lanciato un messaggio diretto ai giovani che popoleranno questi campi, ricordando che la performance non è l’unico obiettivo: «Non bisogna essere dei campioni, bisogna stare bene con se stessi e con gli altri».
Inclusione e cultura urbana per il rilancio del territorio
L’evento di Cologno Monzese non è stato solo un momento istituzionale, ma una vera festa di quartiere animata da campioni e artisti. La presenza degli Ambassador del Team Illumina, come Filippo Magnini, Giacomo Galanda e Silvia Salemi, insieme agli atleti Sara e Paolo Vargetto, ha mostrato il volto umano di un progetto che parla alle persone.
Lo spettacolo musicale ha suggellato l’unione tra sport e cultura urbana. Questi spazi sono pensati per rimanere vivi potenzialmente 24 ore su 24, offrendo una sicurezza che nasce dalla frequentazione attiva e non solo dalla sorveglianza passiva. L’eredità che Sport Illumina lascia sul territorio è tangibile e duratura: campi di alta qualità dove prima c’era abbandono, tutor qualificati per guidare i neofiti e una rete di protezione sociale che passa per il gioco di squadra. Il successo di questa iniziativa si misurerà nel tempo attraverso il numero di ragazzi che sceglieranno il playground invece della strada e attraverso la capacità delle comunità di sentire questi luoghi come propri. La riqualificazione di via Neruda è solo il primo tassello di un mosaico che in pochi mesi coprirà l’intera penisola, portando in dote non solo canestri e attrezzi, ma un rinnovato senso di appartenenza.
Il progetto prosegue ora verso le prossime 84 tappe, con la consapevolezza che ogni playground inaugurato è una piccola vittoria contro l’isolamento e la sedentarietà.
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