L’IA in ausilio della medicina generale con “Mia”, la piattaforma nazionale sviluppata da Agenas e finanziata dal Pnrr. 1.500 medici coinvolti in un anno di sperimentazione per migliorare diagnosi, gestione delle cronicità e prevenzione.
Piattaforma IA per i medici di famiglia
Da gennaio l’intelligenza artificiale entra negli studi dei medici di famiglia con “Mia”, la piattaforma sviluppata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e finanziata nell’ambito della Missione 6 “Salute” del Pnrr. Nel primo mese è prevista una fase di test che coinvolge 1.500 studi di medicina generale su base nazionale, selezionati in collaborazione con Regioni e Province autonome, con una sperimentazione che avrà una durata complessiva di dodici mesi.
Il progetto dispone di un finanziamento di oltre 37 milioni di euro, cui potranno aggiungersi ulteriori 20 milioni, con l’obiettivo dichiarato di portare progressivamente la piattaforma a disposizione di tutti i medici di famiglia entro la fine del 2026.
Mia nasce come infrastruttura centrale a supporto dell’assistenza primaria e delle Case di comunità, con la finalità di rendere più tempestive le decisioni cliniche e più omogenei i percorsi di cura sul territorio.
Supporto a diagnosi e prescrizioni
La piattaforma Mia non sostituisce il medico, ma si propone come strumento di supporto clinico che analizza grandi quantità di dati sanitari e restituisce al professionista indicatori e suggerimenti strutturati. Per farlo, attinge a fonti scientifiche online validate e certificate e utilizza algoritmi che si collegano all’ecosistema dei dati sanitari, alimentato quotidianamente dal Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e dalle prestazioni erogate e registrate in forma digitale.
Tra gli obiettivi dichiarati rientrano la riduzione del tempo medio per le attività diagnostiche di routine, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, l’aumento dell’aderenza terapeutica e la diminuzione delle ospedalizzazioni evitabili, soprattutto nei pazienti cronici. Il medico, attraverso un cruscotto, può visualizzare in modo sintetico l’evoluzione clinica dei propri assistiti, ricevere alert rispetto a esami mancanti, terapie non rinnovate o parametri fuori soglia. Oltre che gestire in modo più ordinato prenotazioni, controlli e prescrizioni ricorrenti.
Cronicità, prevenzione e sanità territoriale
In media un medico di famiglia segue circa 1.500 assistiti, spesso con un’alta prevalenza di patologie croniche come diabete, scompenso cardiaco, Bpco o malattie neurodegenerative. Proprio su questa popolazione si concentra uno dei principali ambiti di utilizzo di Mia. La piattaforma punta a consentire una gestione più proattiva delle comorbidità, favorendo un monitoraggio continuo dei parametri clinici e un intervento precoce in caso di peggioramento.
Il sistema integra anche funzioni a supporto della prevenzione, in particolare per i programmi di screening organizzati, con strumenti pensati per aumentare l’adesione e ridurre le mancate partecipazioni. Grazie alla connessione con la Piattaforma nazionale di telemedicina, coordinata sempre da Agenas, Mia si inserisce nel disegno più ampio della sanità digitale territoriale, che comprende televisita, teleassistenza, telemonitoraggio e teleconsulto. Il tutto con l’obiettivo di colmare i divari tra aree e garantire una maggiore equità di accesso alle cure.
La sperimentazione prevede che i medici aderiscano su base volontaria e seguano un percorso strutturato di formazione iniziale e continua, per utilizzare in modo consapevole gli strumenti di intelligenza artificiale messi a disposizione dalla piattaforma. Agenas, oltre a sviluppare Mia, ha il compito di monitorare l’uso dell’IA e di valutare l’impatto delle tecnologie sanitarie, anche attraverso la raccolta e gestione di dati utili, inclusi quelli pseudonimizzati, in modo che i pazienti non risultino direttamente identificabili.
L’integrazione con il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e con l’Ecosistema dei dati sanitari consente di conservare e utilizzare in modo strutturato referti, esami, certificati vaccinali e informazioni cliniche che fino a pochi anni fa erano spesso frammentate tra diversi sistemi locali.
Cosa cambia nello studio del medico
Nel concreto, Mia si presenta come un “cruscotto” digitale che raccoglie in un unico ambiente i principali indicatori clinici degli assistiti di ciascun medico. Con funzioni che si estendono dalla diagnosi alla gestione delle terapie e delle prenotazioni. Tra le funzioni descritte figurano il supporto alla prescrizione di terapie farmacologiche ricorrenti, la possibilità di gestire in modo centralizzato richiami e controlli programmati. E, in prospettiva, l’uso di app dedicate ai pazienti per consultare il proprio stato di salute e orientarsi tra i servizi delle strutture territoriali, come le Case di comunità.
La fase di sperimentazione di un anno servirà a tarare gli algoritmi, verificare l’efficacia degli strumenti e raccogliere indicazioni dai professionisti coinvolti, con l’obiettivo di estendere poi gradualmente l’utilizzo della piattaforma a tutta la medicina generale.
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