Un prezioso segnatempo appartenuto al magnate Isidor Straus è stato battuto dalla casa d’aste inglese Henry Aldridge and Son per 1,78 milioni di sterline. Cifra record per un cimelio di un passeggero del transatlantico affondato nel 1912.
L’orologio restituito dall’Atlantico
Il tempo si è fermato alle 2.20 di quella maledetta notte dell’aprile 1912, quando l’acqua gelida dell’Atlantico ha inghiottito il Titanic insieme ai sogni di oltre millecinquecento persone.
E proprio a quell’ora rimane ancora segnato l’orologio da tasca in oro 18 carati che Isidor Straus portava con sé nel suo ultimo viaggio. Il Jules Jurgensen (marca dell’orologio) ha raggiunto un nuovo primato mondiale: Henry Aldridge and Son lo ha battuto per 1,78 milioni di sterline, oltre due milioni di euro, nel Wiltshire inglese. La cifra ha superato ogni previsione e conferma l’inarrestabile fascino esercitato da quella tragedia sui collezionisti di tutto il mondo.
La storia dietro il segnatempo
L’orologio era stato un regalo speciale. Ida Straus lo aveva donato al marito Isidor in occasione del suo quarantatreesimo compleanno nel 1888, ben prima che il loro destino si intrecciasse con quello della nave più famosa della storia. Nato in Baviera nel 1845, Straus aveva costruito la sua fortuna negli Stati Uniti dopo essere emigrato con la famiglia dieci anni più tardi. Uomo d’affari di successo, politico e comproprietario dei celebri grandi magazzini Macy’s di New York, apparteneva all’élite americana del primo Novecento. Quando il Titanic partì da Southampton diretto a New York, i coniugi Straus figuravano tra i passeggeri più facoltosi a bordo. Lui aveva 67 anni, lei 63, e dopo 41 anni di matrimonio non avevano intenzione di separarsi nemmeno di fronte alla morte.
La notte del 14 aprile, quando divenne chiaro che la nave stava affondando dopo lo scontro con l’iceberg, Ida rifiutò il posto che le offrivano sulla scialuppa di salvataggio. Le testimonianze raccontano che disse di preferire morire accanto al marito piuttosto che salvarsi da sola. Isidor, dal canto suo, non accettò alcun privilegio finché non misero in salvo tutte le donne e i bambini. I due trascorsero gli ultimi minuti seduti su sedie a sdraio sul ponte, abbracciati, mentre l’acqua saliva inesorabile.
Il corpo di Isidor venne recuperato alcuni giorni dopo il disastro, con l’orologio ancora nella tasca. Quello di Ida non lo ritrovarono mai. La famiglia custodì il segnatempo per oltre un secolo, trasformandolo nel testimone silenzioso di un amore che ha commosso generazioni. James Cameron lo ha immortalato nel suo kolossal del 1997, nella scena straziante dei due anziani sdraiati a letto, abbracciati, in attesa della fine.
Un mercato che non conosce crisi
Il risultato straordinario raggiunto dall’orologio di Straus non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni il mercato dei cimeli legati al Titanic ha registrato una crescita costante, con cifre che continuano a salire asta dopo asta.
Ad aprile 2024 l’orologio di John Jacob Astor IV, altro magnate morto a 47 anni nel naufragio, aveva stabilito il precedente record con 1,37 milioni di euro. Appena sette mesi prima, a novembre 2023, un segnatempo d’oro donato al capitano Arthur Rostron, comandante del Carpathia che soccorse oltre settecento superstiti, era arrivato a quasi due milioni di dollari.
Ma l’asta non ha messo in vendita solo l’orologio di Straus. Henry Aldridge and Son ha proposto un’intera collezione di reperti: una lettera che Ida aveva scritto su carta intestata del Titanic ha raggiunto le centomila sterline, mentre una lista originale dei passeggeri di prima classe ha toccato quota centotremila. Il banditore ha assegnato una medaglia d’oro destinata all’equipaggio del Carpathia dai sopravvissuti per 86mila sterline. Il totale complessivo dell’asta ha sfiorato i tre milioni di sterline, segno di un interesse che non accenna a diminuire.
Tra memoria storica e questioni etiche
Il fenomeno solleva interrogativi complessi sul rapporto tra memoria collettiva e valore commerciale. Da un lato questi oggetti funzionano come ponti verso il passato, permettendo a musei, ricercatori e appassionati di toccare con mano frammenti di storia autentica. Dall’altro alcuni osservatori si chiedono fino a che punto sia lecito trasformare tragedie umane in merci di lusso per collezionisti facoltosi. Le vendite riguardano principalmente oggetti recuperati dai corpi delle vittime o conservati dalle famiglie dei superstiti, non pezzi estratti dal relitto che giace a quasi quattromila metri di profondità.
La RMS Titanic Inc., società che dal 1994 detiene i diritti esclusivi sul relitto, ha recuperato negli anni migliaia di oggetti dal fondo dell’oceano. Dal 1985, quando Robert Ballard individuò il relitto, si è aperto un dibattito sulla legittimità di questi recuperi. Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Canada hanno firmato trattati internazionali che impongono vincoli sul sito del naufragio, riconosciuto come luogo di sepoltura delle vittime, ma non tutti i paesi coinvolti li hanno ancora ratificati. Gli oggetti personali recuperati dai corpi o conservati dalle famiglie seguono invece un percorso differente e molti esperti li considerano testimonianze legittime da trasmettere alle generazioni future.
Quando la storia diventa investimento
Il prezzo record pagato per l’orologio di Straus riflette una dinamica ben precisa del mercato dell’antiquariato: la rarità combinata con una storia emotivamente potente genera valore esponenziale. Non si tratta solo di oro 18 carati o di un marchio prestigioso come Jules Jurgensen, ma del significato stratificato che l’oggetto porta con sé. È il tempo fermato di una tragedia che ha cambiato per sempre la percezione umana dell’invincibilità tecnologica. È la testimonianza tangibile di un amore coniugale disposto ad affrontare la morte insieme. È un frammento materiale di quella notte in cui più di duemila storie individuali si sono intrecciate nel destino comune di una nave che doveva essere inaffondabile.
Il meccanismo bloccato alle 2.20 racconta più di qualsiasi documento. In quell’istante preciso il Titanic scompariva negli abissi mentre centinaia di persone lottavano nelle acque gelide. E proprio questa capacità di trasformare gli oggetti in narratori silenziosi spiega perché i collezionisti siano disposti a pagare somme così elevate.
Il Titanic non è soltanto la storia di una grande nave che colpisce un iceberg. Dietro quella tragedia ci sono 2.200 sottotrame, ciascuna con la propria dignità e il proprio valore umano. L’orologio di Straus ne rappresenta una delle più commoventi, ma ogni oggetto recuperato porta con sé il peso di un’esistenza interrotta. Le stoviglie decorate con la bordatura dorata della prima classe, i biglietti di viaggio custoditi gelosamente, le lettere scritte su carta intestata nei giorni precedenti al disastro.
Tutti elementi che compongono un mosaico di vite diverse, unite dal destino comune.
Credit foto: Henry Aldridge & Son
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