Una nuova ricerca mondiale traccia la mappa dei fattori di rischio modificabili: fumo, infezioni e alcol in cima alla lista
Contro il cancro la prevenzione resta l’arma più efficace. Quasi quattro tumori su dieci potrebbero non svilupparsi mai. Non si tratta di una promessa miracolosa, ma del risultato concreto di una ricerca appena pubblicata su Nature Medicine che ha analizzato la situazione oncologica di 185 paesi nel mondo. Lo studio, condotto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, offre una prospettiva incoraggiante. Agendo sui fattori di rischio modificabili, è possibile prevenire milioni di diagnosi.
I numeri della prevenzione del cancro nel mondo
Del resto, è sufficiente guardare ai numeri. Nel 2022 sono stati registrati 18,7 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il pianeta. Di questi, ben 7,1 milioni erano direttamente collegabili a cause che avremmo potuto controllare, gestire o eliminare. In altre parole, il 38% delle diagnosi avrebbe potuto essere evitato modificando abitudini e stili di vita. Una percentuale che fa riflettere, soprattutto se consideriamo che parliamo di milioni di vite potenzialmente salvate o quantomeno preservate dalla malattia.
Fumo, infezioni e alcol: i tre principali nemici
Il tabacco si conferma il nemico numero uno nella lotta contro il cancro. Da solo, il fumo di sigaretta è responsabile del 15% di tutti i casi prevenibili a livello globale. Seguono le infezioni, che pesano per il 10%, e il consumo di alcol, che rappresenta il 3% dei casi evitabili. Tre voci che costituiscono la fetta più consistente del problema e che dipendono da scelte individuali e politiche sanitarie. Hanna Fink, epidemiologa che ha coordinato lo studio, sottolinea come evitare questi fattori di rischio rappresenti “uno dei modi più potenti per ridurre potenzialmente il futuro carico di tumori”. Un’affermazione quasi banale nella sua evidenza, eppure non ancora pienamente compresa.
I tumori più comuni tra quelli prevenibili
La ricerca ha esaminato 36 diversi tipi di tumore, incrociando i dati del 2022 con quelli del 2012 relativi all’esposizione della popolazione ai vari fattori di rischio. Questa metodologia ha permesso di stabilire connessioni dirette tra cause e malattia, andando oltre le stime generiche. Particolare attenzione è stata dedicata a trenta fattori di rischio modificabili, cioè quegli elementi che possiamo controllare attraverso le nostre scelte quotidiane o interventi sanitari mirati. Tre tipi di tumore emergono come i più comuni tra quelli prevenibili: polmone, stomaco e cervice uterina. Insieme rappresentano quasi la metà di tutti i casi evitabili. Non a caso tutti collegati a fattori esterni: il tumore al polmone al fumo, quello allo stomaco a infezioni e cattiva alimentazione, quello alla cervice uterina al papillomavirus umano.
Le differenze tra uomini e donne
Tra i 9,2 milioni di nuovi casi diagnosticati nelle donne, il 30% è risultato evitabile. Più dell’11% era legato a infezioni come l’HPV, soprattutto nelle regioni a basso e medio reddito dell’Africa subsahariana, dove il tumore cervicale resta particolarmente diffuso. Al contrario, nelle aree ad alto reddito come Europa e Nord America, il fumo emerge come principale responsabile dei casi di cancro femminili. Per gli uomini il quadro appare ancora più pesante. Il fumo guida la classifica dei fattori di rischio sia nelle regioni povere che in quelle ricche, risultando responsabile di quasi il 25% dei 4,3 milioni di casi maschili evitabili. Le infezioni occupano il secondo posto, con una maggiore incidenza in Asia, Africa e Sud America.
La mappa mondiale delle disuguaglianze sanitarie
Questa distribuzione geografica non uniforme suggerisce quanto le condizioni socio-economiche influenzino l’esposizione ai fattori di rischio. Nelle regioni più povere, la mancanza di programmi di vaccinazione contro l’HPV e di screening regolari fa sì che tumori potenzialmente evitabili continuino a mietere vittime. Nelle aree più ricche, invece, paradossalmente persistono alti tassi di tumori legati a stili di vita evitabili, come quelli causati dal tabagismo e dall’abuso di alcol. L’approccio complessivo adottato dai ricercatori dell’OMS permette invece di elaborare strategie di prevenzione calibrate sulle specificità di ogni regione, abbandonando l’idea di una soluzione unica valida ovunque.
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