Il programma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy seleziona 10 imprese da far evolvere. Stavolta tappa a Novara: supporti, mentoring e formazione per chi fa impresa al femminile.
Brava Innovation Hub arriva a Novara
Dopo il successo della tappa romana, chiusa lo scorso 3 marzo scorso con 118 candidature, il programma di accelerazione Brava Innovation Hub sposta il suo raggio d’azione a Novara.
Fino al prossimo 7 aprile le imprenditrici di tutta Italia possono candidarsi alla seconda edizione del programma, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia. L’iniziativa fa parte di un percorso nazionale più ampio che nel corso del 2026 toccherà anche Salerno, con l’obiettivo complessivo di accompagnare trenta imprese femminili lungo un percorso strutturato di crescita.
Ogni edizione seleziona dieci imprese su scala nazionale, a prescindere dall’ubicazione geografica della candidata, e le inserisce in un programma intensivo della durata di dodici settimane. L’edizione di Novara si svolgerà dal 18 maggio al 18 settembre 2026, con attività in presenza e online. Ciascuna impresa ammessa riceve un grant (sovvenzione, n.d.r.) di 40.000 euro, oltre 60 ore di mentoring individuale con esperti del mondo imprenditoriale, tecnologico e finanziario, formazione avanzata su strategia di business, finanza, marketing, comunicazione, aspetti legali e leadership, spazi di lavoro dedicati e sessioni di networking e business matching.
Il percorso si articola attorno a tre momenti pubblici: un evento d’apertura, un Benchmark Day con testimonianze di imprenditori internazionali e un Demo Day finale davanti a investitori e potenziali partner.
Chi può partecipare e come candidarsi
Possono candidarsi le società costituite da non più di sessanta mesi in cui le donne detengano almeno il 50% del capitale sociale e rappresentino la maggioranza dei soci oppure la maggioranza dei ruoli negli organi amministrativi. È prevista una premialità aggiuntiva di cinque punti in sede di valutazione per le imprese in cui le donne detengano almeno i due terzi del capitale e dei ruoli amministrativi.
Per presentare domanda occorre inviare via PEC all’indirizzo bravahub@postacert.invitalia.it, il modulo di domanda, il riassunto del progetto e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (DSAN), utilizzando esclusivamente i modelli scaricabili sul sito di Invitalia.
Sono richiesti un indirizzo PEC valido per tutta la durata del programma e la firma digitale del legale rappresentante. Le candidature pervenute fuori dai termini o su format non conformi non verranno prese in considerazione. L’esito delle domande per l’edizione di Novara verrà pubblicato indicativamente il 27 aprile 2026. Per Salerno, invece, le candidature si aprono il 25 maggio e si chiudono il 7 luglio 2026.
L’Italia prima in Europa per imprenditrici
C’è una contraddizione italiana che colpisce, e che vale la pena nominare. Sul fronte dell’imprenditoria femminile, l’Italia si conferma leader in Europa per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome. Eppure le stesse imprese scontano una persistente carenza di manodopera: quasi il 46% delle figure ricercate nelle micro e piccole imprese guidate da donne risulta di difficile reperimento.
Un paradosso che fotografa bene la situazione: tante imprenditrici, spesso sole, spesso in settori dove trovare personale qualificato è un’impresa nell’impresa.
Sul fronte delle startup innovative, i numeri dicono che quelle a prevalenza femminile rappresentano il 13,84% del totale, pari a 1.684 realtà, mentre quasi il 45% del totale delle startup vede almeno una donna tra i soci. Dati relativi al primo trimestre del 2025, diffusi da Unioncamere e dal Ministero delle Imprese. Una presenza ancora minoritaria nei settori più dinamici, ma in costante avanzamento.
Un programma con un obiettivo concreto
Brava Innovation Hub si inserisce nel Programma Imprenditoria Femminile del Mimit, finanziato con risorse del PNRR Next Generation EU. L’obiettivo dichiarato è diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne e aumentarne la presenza nei settori scientifico-tecnologici, storicamente a forte caratterizzazione maschile. Il sostegno da 40.000 euro non è un incentivo simbolico: per una micro-impresa o una startup agli esordi, quella cifra può fare la differenza tra restare a galla e costruire qualcosa di solido.
Quel che distingue questo strumento da un semplice finanziamento è la struttura del percorso: mentoring individuale, formazione mirata e accesso a una rete di investitori. La tappa di Roma, con le sue 118 candidature, segnala un’attenzione reale da parte delle imprenditrici italiane. Quella di Novara rappresenta ora un’opportunità aperta fino al 7 aprile, per chi è ancora in tempo a presentare la propria candidatura.
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