Nelle Marche un dispositivo intelligente permettere di assistere chi vive da solo, garantendo sicurezza e compagnia quotidiana
Braccialetti elettronici per aiutare gli anziani che abitano in zone isolate, lontane persino dai piccoli borghi montani. Questa la scelta dell’Unione Montana Monti Azzurri (in provincia di Macerata) che ha lanciato il progetto dal nome “…e più solo non sei!” rivolto ai residenti over 65. L’idea nasce da un’esigenza concreta della comunità. Secondo i dati, infatti, nei quindici comuni dell’area, oltre 380 anziani vivono da soli, spesso distribuiti in frazioni lontane dai centri abitati. Per molti di loro, il rischio di una caduta, la dimenticanza di assumere una medicina, l’improvvisa necessità di chiedere aiuto possono trasformarsi in emergenza.
Come funziona l’assistenza
Il braccialetto elettronico si indossa al polso e si collega in automatico a una centrale operativa sempre attiva. Se chi lo porta cade accidentalmente, un sensore interno rileva il movimento anomalo e invia subito un segnale d’allarme. Gli operatori della centrale ricevono la notifica e possono attivare immediatamente i soccorsi, senza che la persona debba fare nulla. Ma le funzionalità vanno oltre l’emergenza. Il dispositivo include anche un promemoria per l’assunzione dei farmaci, fondamentale per chi segue terapie quotidiane e rischia di dimenticare gli orari. Un sistema di geolocalizzazione permette inoltre di individuare con precisione la posizione di chi indossa il braccialetto, caratteristica particolarmente utile in caso di disorientamento o smarrimento. E in caso di necessità il pulsante SOS permette di parlare con un operatore nel giro di pochi secondi.
Una voce amica
Accanto all’aspetto sanitario ed emergenziale, il progetto introduce un elemento che, in realtà, rappresenta il cuore dell’iniziativa. Ogni giorno, infatti, un operatore sociale contatta telefonicamente le persone inserite nel programma, offrendo un sostegno contro la solitudine. “Oltre metà degli anziani vive sola in casa”, spiega Nazzareno Tartufoli, presidente dell’associazione Anteas che collabora al progetto. Se tra il 2005 e il 2015 l’indice di invecchiamento era aumentato di tre punti, nell’ultimo decennio il salto è stato di oltre cinquanta punti. Le case di riposo non hanno posti sufficienti, trovare badanti disponibili diventa sempre più complicato. In questo scenario, il braccialetto elettronico rappresenta uno strumento che unisce funzione sanitaria e dimensione sociale, creando una rete di protezione invisibile ma efficace.
Un progetto che parte dai territori
L’iniziativa coinvolge l’Unione Montana Monti Azzurri, insieme all’associazione Anteas e all’impresa sociale Azzurra Servizi. Il finanziamento regionale ha permesso di avviare una fase sperimentale di tre mesi, durante la quale una trentina di dispositivi sono stati messi a disposizione dei residenti nei comuni dell’unione. La selezione dei beneficiari segue criteri precisi: vengono individuate persone in condizione di fragilità, anziani che vivono da soli o con una rete familiare ridotta o assente. “Vogliamo fornire un supporto concreto, migliorando la sicurezza e la qualità della vita”, sottolinea Giampiero Feliciotti, presidente dell’unione montana. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: se la sperimentazione darà i risultati sperati, il servizio verrà esteso e potenziato. L’attenzione particolare è rivolta ai periodi delle festività, quando la solitudine si fa sentire con più forza e il rischio di isolamento aumenta.
Un modello, più comuni
Anche nella provincia di Fermo è partita un’iniziativa analoga con la distribuzione di quarantadue dispositivi. Il modello prevede che la fornitura del braccialetto elettronico sia gratuita, mentre il servizio di gestione abbia un costo mensile contenuto. L’idea è portare l’assistenza sociosanitaria fuori dalle strutture ospedaliere, garantendo continuità anche a chi mantiene una buona autonomia ma ha bisogno di un punto di riferimento costante. I responsabili del progetto contano di arrivare a centocinquanta dispositivi attivi nei prossimi tre anni. Ogni braccialetto monitora costantemente alcuni parametri fisici, segnala eventuali cadute e garantisce un ascolto periodico da parte degli operatori. Il tutto attraverso una tecnologia discreta, che non stravolge le abitudini quotidiane ma si integra naturalmente nella vita di chi la utilizza.
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